UDU Pavia, il Sindacato degli Universitari

Ecco come la legge tremonti distrugge l’università:

By Pietro Pace • Ott 8th, 2008 • Category: In evidenza:, Prima Pagina, Università, Volantini

La legge Tremonti (133/2008) e i cospicui tagli previsti per l’università preparano un autunno pieno di proteste e contestazioni. Con estrema durezza si sono espressi i docenti universitari italiani, la CRUI e i sindacati di tutte le categorie coinvolte. Ma saremo noi studenti a pagare il prezzo più alto in termini di servizi, tasse, formazione. La possibilità di trasformare le università statali in fondazioni decreterà la possibilità di massicci investimenti privati all’interno degli atenei, minando la qualità dell’istruzione e della ricerca, con il costante rischio di produrre professionalizzazioni estremamente settoriali.

I tagli al Fondo di Finanziamento Ordinario di 500 milioni nei prossimi tre anni e complessivi 1500 nel quinquennio venturo metteranno in dubbio il funzionamento degli atenei e di molti servizi agli Studenti. Il ricorso a finanziamenti privati dettato non dalla volontà di raggiungere dei risultati, ma dalla necessità di sopravvivere, comprometterà l’indipendenza delle università nella ricerca e nella didattica. Inoltre, non essendo state previste misure compensative, nelle regioni svantaggiate la qualità degli atenei crollerà rapidamente. Le tasse universitarie, già al di sopra del limite previsto per legge del 20% rispetto al Fondo di Finanziamento Ordinario, come diretta conseguenza dei tagli, saranno alzate a dismisura, mettendo in dubbio la possibilità, per fasce della popolazione a basso reddito, di iscrivere i propri figli all’Università.

Come ulteriore conseguenza, riducendosi le differenze di costi, in certi casi annullandosi, grandi quantità di studenti si sposteranno verso atenei privati. Il blocco del Turn Over nelle assunzioni, assieme al preciso rapporto numerico fra studenti frequentanti e numero di docenti che le facoltà sono costrette a rispettare, porterà alla proliferazione di Corsi di Laurea a numero chiuso limitando l’accesso a pochi. Inoltre i giovani e la ricerca resteranno entità separate per lungo tempo. L’università che questa legge dipinge è molto lontana da quella che abbiamo in mente e che ogni giorno ci battiamo per difendere: pubblica, democratica e libera.

Sarà riservata a pochi, asservita agli interessi più disparati e sempre più lontana dalla didattica e dalla ricerca.

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