Economia
PROGRAMMA ELETTORALE DELLA FACOLTÀ DI ECONOMIA
La figura dell’economista assume in questo momento della storia italiana un’importanza davvero cruciale. La crisi economica e le contraddizioni emerse all’interno del sistema finanziario chiamano al riscatto l’intera categoria (sia quella riguardante le scienze economiche che quella aziendale, gestionale e di marketing).
Non possiamo accontentarci di una formazione acritica e di basso profilo: va pretesa un’istruzione che fornisca le prerogative necessarie a una futura classe dirigente innovatrice.
Questa idea deve essere il motore della Facoltà di Economia di Pavia.
Usciamo dal grigiore, eleviamo le nostre menti, scegliamo di contare.
PRESENTAZIONE
Il Coordinamento per il Diritto allo studio – UDU è decisamente il gruppo più presente in facoltà a difesa e per la centralità degli studenti. Molte sono le battaglie e le proposte da noi sostenute negli organi di rappresentanza.
LE COSE CHE ABBIAMO OTTENUTO
- aula studio (Chiesetta) aperta fino alle 23.00.
- delibera di Facoltà che impone tra i corsi AK e LZ uniformità di programma, dei libri di testo e delle modalità d’esame. Inoltre da questo anno qualora esistano differenze sostanziali tra i programmi svolti, segnalate dagli studenti e accertate dalla Commissione Didattica, ciascun studente potrà scegliere quale corso frequentare, se AK o LZ, e quale esame affrontare.
- tutti gli appelli di un determinato corso semestrale/trimestrale devono prevedere le stesse modalità d’esame e avere pari difficoltà.
- il prezzo delle fotocopie in biblioteca è stato abbassato su nostra richiesta fino ai 5 cent attuali.
- per le discipline ostiche come Statistica e Matematica finanziaria abbiamo ottenuto più attenzione ai tutorati e puntuale controllo dei programmi.
- più soldi per il funzionamento e la manutenzione delle stampanti.
- sezione con le regole e i diritti degli studenti sulla “Guida dello studente”
- biblioteca aperta anche il venerdì pomeriggio. Grazie ai tagli ministeriali e alla riduzione del personale non è più possibile. Per questo i lavoratori della Biblioteca sono stati pubblicamente (con locandine affisse in tutta la Facoltà) tacciati di pigrizia dai rappresentati di AU (azione universitaria).
- il mantenimento degli appelli trimestrali e dello stesso numero di sessioni di laurea almeno fino al termine della fase di transizione a semestrale. Garantendone anche in seguito un numero proporzionalmente equo.
- abbiamo impedito che le barriere all’accesso (seppur obbligatorie) alla laurea Magistrale venissero introdotte senza che gli studenti lo sapessero al momento dell’iscrizione al corso di laurea triennale, così da permetter loro di fare eventuali altre scelte o ponderare la propria media dei voti; e abbiamo introdotto questa regola nel regolamento di Facoltà.
- abbiamo contribuito in modo determinante alle equivalenze fra i crediti e i programmi del vecchio ordinamento e del nuovo, redatte poi sulla Guida dello Studente.
- abbiamo dato vita al Ciclo di Seminari “Trasformazioni del Lavoro e nuovo Welfare”, e abbiamo ottenuto che la partecipazione alle conferenze, che si terranno in primavera, sia sostitutiva dello stage.
- finalmente, anche grazie alle nostre inarrestabili pressioni, ma soprattutto per gli nuovi spazi che ci verranno concessi dal Palazzo Botta, potremmo smettere di avere un cortile-parcheggio!
TEST D’INGRESSO
A partire dall’A.A. 2009/2010 è entrata a regime la riforma Moratti-Mussi (Decreto Ministeriale 270). Una delle conseguenze è che i test d’ingresso diventano obbligatori per tutte le facoltà. Non si tratta di test selettivi, ma test che vadano a sanare i così detti “requisiti minimi”.
Cosa ci si inventa per spillare dei soldi.
Comunque, la legge prevede che siano disposti dei “debiti formativi” per coloro che, non superato il test, decidano d’iscriversi alla facoltà.
Per questo motivo, pur di fronte all’inevitabile applicazione del DM270, abbiamo fatto di tutto per renderne l’applicazione il meno pesante possibile. Rispetto alla maggioranza delle altre Facoltà abbiamo avuto decisamente poco di cui lamentarci.
A Economia abbiamo ottenuto sette possibilità durante l’anno per il recupero del debito.
Dall’anno prossimo sarà istituito il numero chiuso e tutto questo non sarà più valido, ma anche questa volta ce l’abbiamo messa tutta!
NUMERO CHIUSO
È stato recentemente votato il numero chiuso nella nostra facoltà. Un numero chiuso che non corrisponde a un innalzamento del livello qualitativo, ma solo a un abbassamento del numero degli iscritti.
Il Coordinamento per il diritto allo studio è stato l’unico a manifestare contrarietà a questo numero chiuso. Infatti nella nostra facoltà risulta una scelta obbligata dovuta all’approvazione della legge 133/08, a un drastico taglio di risorse all’Università e del turn-over per le assunzioni di docenti e ricercatori, che porterà a una carenza di personale docente rispetto al numero di iscritti. Abbiamo richiesto e ottenuto che la Facoltà, nell’istituire il numero chiuso, approvasse una mozione portata dalla nostra rappresentante in Consiglio di Facoltà, che verrà pubblicata sul sito di Economia, dove si farà chiarezza sul vero perché delle barriere all’accesso: non per giustificazioni di tipo qualitativo ma quantitativo.
Il Coordinamento vigilerà sulla correttezza di ogni presa di posizione del CdF, perseguendo la qualità della didattca, seppur con una limitata dotazione di risorse.
NUOVE IDEE PER UNA FACOLTÀ DI QUALITÀ
creare un Economic Paper online, dove permettere agli studenti, sotto la supervisione di un professore, la pubblicazione di articoli a sfondo economico.
dare vita a momenti di approfondimento su temi d’attualità ma non solo, mediante conferenze e convegni.
aumentare l’offerta, soprattutto nei corsi aziendali, d’incontri che illustrino le esperienze professionali nei diversi settori.
sviluppare progetti di scambio con altre Università oltre a quelle gà “collegate”, in modo d’incrementare il livello qualitativo della didattica e della ricerca.
creare occasioni di conoscenza di realtà nazionali e straniere, nel campo aziendale e del marketing, con appositi “viaggi” formativi.
dare vita a corsi di lingua integrativi, e non complementari a quelli già presenti nell’offerta didattica della facoltà, a esempio corsi monografici.
aumentare l’informazione su ciò che viene deciso negli organi di facoltà, per dare agli studenti reale e immediata conoscenza dei cambiamenti e della possibile influenza i questi ultimi sulla loro vita universitaria.
sviluppare modalità di trasparenza sulla gestione dei fondi e delle risorse della Facoltà: c’impegniamo a render conto di quanto succede anche dal lato finanziario, e non solo dal lato didattico.
Un occhio all’informatizzazione
Nonostante l’attivazione della rete wireless abbiamo una catastrofica sproporzione tra il numero dei pc presenti in aula informatica di Facoltà e il numero degli studenti.
Vogliamo un aumento del numero di computer presenti e il prolungamento degli orari di apertura dell’aula computer.
Va inoltre garantita un’efficiente manutenzione delle stampanti, troppo spesso inutilizzabili.
Infine, un’ultima osservazione. I televisori disseminati nelle aule della Facoltà sono obsoleti, e hanno la sola funzione di sprecare energia: la loro rottamazione potrebbe permettere l’acquisto di più cartucce per stampanti e di più testi in biblioteca inerenti all’offerta didattica (quelli che figurano sulla guida dello studente e che sono tendenzialmente i più richiesti).
Rivisitazione delle esercitazioni
Le esercitazioni talvolta si trasformano in prosecuzioni delle normali lezioni, appendici in cui si propongono nuovi contenuti e che diventano lezioni aggiuntive.
Noi vogliamo che le ore di esercitazione soddisfino realmente l’esigenza degli studenti di affrontare in maniera pratica le parti del programma dedicate all’applicazione delle nozioni teoriche.
Chiediamo inoltre la possibilità di attivare, dietro significativa richiesta degli studenti, ulteriori esercitazioni, soprattutto laddove esse non siano ancora previste.
Ingresso delle aziende nell’università
L’approvazione dell’ultimo decreto legge e la mancanza di risorse porterà ogni dipartimento necessariamente a ricercare finanziatori esterni nel tentativo di rimpinguare le proprie casse vuote. Il Coordinamento vigilerà su ogni situazione di questo tipo, precisando che per una facoltà come la nostra, volta in parte al mercato e al mondo dell’imprenditoria, non si può non aprirsi a nuovi progetti di joint venture tra sapere e produzione, tra cultura e mercato.
Appoggerà e promuoverà collaborazioni con aziende e istituzioni per coloro che, al termine della laurea specialistica, necessitano di proiettarsi nel mondo del lavoro.
Si opporrà a intromissioni nella didattica che non tutelino il valore legale della laurea e una formazione libera da logiche di mercato.
I DIRITTI DEGLI STUDENTI
Abbiamo vigilato su tutte le fasi che hanno portato al nuovo ordinamento. Purtroppo come studenti siamo la minoranza all’interno degli organi accademici e così è ancora più difficile far valere le nostre ragioni, soprattutto quando implicano situazioni scomode…
Grazie all’impegno profuso negli scorsi dodici mesi:
- I nuovi corsi, equivalenti a due corsi del vecchio ordinamento, non potranno avere un programma più ampio della somma dei programmi relativi ai due corsi trimestrali, anche se, grazie all’”economie di scala” possibili anche nell’insegnamento, ci sarà più tempo per approfondimenti e ulteriori spiegazioni (magari le dimostrazioni algebriche smetteranno di essere una sequenza di simboli!)
- Nella fase di transizione sono garantiti lo stesso numero di appelli e di sessioni di laurea della gestione trimestrale.
Ma perché passare ai semestri?
I rappresentanti degli studenti e alcuni professori sostengono che la gestione trimestrale della facoltà ha generato molte lacunee tra i laureati in Economia: frequentare un mese di lezioni, per poi avere una sola settimana di pausa (dove dedicarsi a uno studio mnemonico, senza approfondimento né critica) e immediatamente dopo dover sostenere quattro esami, non è un modo efficace di garantire un’alta qualità dell’apprendimento.
Diamoci la possibilità d’incuriosirci, d’approfondire, di studiare.
Si è pensato che un’organizzazione semestrale della Didattica, come era anni fa, potesse agevolare un apprendimento consapevole e al contempo dare agli insegnanti il modo di svolgere a lezione un programma (seppur formalmente equivalente sommatoria dei programmi corrispondenti a due corsi trimestrali da 36 ore) più ricco di approfondimenti e ulteriori spiegazioni, senza l’affanno di una continua corsa contro il tempo.
Questo cambiamento come desumibile, non è stato del tutto indolore. Abbiamo indubbiamente passato qualche momento di confusione, e i rappresentanti per il Diritto allo studio - UDU sono stati presenti per assistervi in ogni momento (in particolare tutti i lunedì del primo trimestre presso l’ufficio della Commissione Didattica/erasmus).
In questa transizione, purtroppo, alcuni dei nostri obiettivi più importanti non sono stati realizzati nonostante sia stato fatto tutto il possibile:
- Attribuire più crediti agli esami quantitativi, in modo da avvicinarsi a un equità tra i crediti conseguiti e il carico di studio necessario per la preparazione all’esame.
Il Consiglio di facoltà non ha mai accettato di considerare la discussione di questo problema e non ha accolto le nostre proposte in merito.
- Lasciare i corsi di studio il più flessibili possibile, garantendo plurime possibilità di scelta.
Il passaggio a semestrale porterà ad avere percorsi molto meno flessibili, in cui non esisteranno quasi più esami alternativi tra cui scegliere; l’unica peculiare eccezione è data dalla Laurea Magistrale in Integrazione Economica in cui si è riusciti ad ampliare ulteriormente la rosa di scelte tra gli esami da inserire nel proprio Piano di Studi.
- Avremmo voluto che il passaggio a semestrale conservasse comunque la gestione della facoltà secondo il “Modello Cipolla”, caratterizzato da due diverse fasi: un percorso comune a tutti gli indirizzi di studio durante il quale vengono impartiti gli insegnamenti di base e un secondo momento di specializzazione degli studi.
Solo a titolo esemplificativo una delle nostre battaglie ha riguardato la presenza di esami quali Diritto Pubblico e Storia Economica anche nei corsi di studio di scienze della gestione aziendale. Siamo riusciti a mantenere l’esame di Diritto Pubblico, ma per Storia Economica non c’è stato niente da fare. Pensiamo che anche un manager debba sapere cenni di Storia Economica per vantare una laurea in Economia.
Continueremo a batterci per il perfezionamento dei nostri obiettivi nella tutela dei diritti, ma l’unione è la forza…
Da soli siamo riusciti a evitare il peggio, insieme potremmo perseguire il meglio.
Vigilate sul rispetto dei vostri diritti!
La legge 133 . Cenni e risultati.
In Consiglio di Facoltà (CdF) abbiamo lavorato per il risveglio del senso critico e civile dei nostri insegnanti e dei nostri compagni, aggiornandoci giorno dopo giorno, fornendo sempre quella chiarezza di informazioni che in politica è spesso fagocitata dalla demagogia.
Siamo riusciti a ottenere, seppur solo formalmente, che il CdF si schierasse contro alla “riforma” e contro i tagli, con una lettera aperta tuttora pubblicata sul sito di Facoltà.
I CANDIDATI
VALERIA CIOCE
ALESSANDRO CHIOZZI
MARCELLO GRUPPO
MICHELE MILANESI
JACOPO COSTANTINO
LUCA MARTELENGO
COSIMA SCHIRINZI
MARCO FILOCAMO