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	<title>Coordinamento per il Diritto allo Studio</title>
	
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	<description>UDU Pavia, il Sindacato degli Universitari</description>
	<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 10:49:26 +0000</pubDate>
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		<title>Mezzi di distrazione di massa: aula del 400 lun 24/11 ore 21</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 10:49:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Pace</dc:creator>
		
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Conferenza sul Diritto di Informazione con:
- Roberto Zaccaria, docente di diritto dell&#8217;Informazione all&#8217;Università di Firenze
- Gianni Barbacetto, gionalista e scrittore
- Claudio Chiola, docente di Diritto Pubblico nell&#8217;Università di Roma La Sapienza
Modera: Francesco Rigano, docente di Diritto Costituzionale presso l&#8217;Università di Pavia
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<p>Conferenza sul Diritto di Informazione con:</p>
<p>- Roberto Zaccaria, docente di diritto dell&#8217;Informazione all&#8217;Università di Firenze</p>
<p>- Gianni Barbacetto, gionalista e scrittore</p>
<p>- Claudio Chiola, docente di Diritto Pubblico nell&#8217;Università di Roma La Sapienza</p>
<p>Modera: Francesco Rigano, docente di Diritto Costituzionale presso l&#8217;Università di Pavia</p>
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		<title>Più di duecento pavesi hanno sfilato a Roma</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 12:35:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Pace</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ 	ROMA. Un serpente di studenti che al grido di «Siamo duecentomila» riporta l&#8217;attenzione sull&#8217;Onda che non si arresta, che non si divide. A Roma si sono dati appuntamento ieri mattina gli atenei di tutta Italia, hanno sfilato ciascuno con le sue delegazioni, tra facce pitturate e camici, per portare nella capitale non solo striscioni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	<a rel="lightbox" href="http://www.coordinamento.org/wp-content/uploads/2008/11/roma1411.jpg"><img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-250" style="float: left;" title="roma1411" src="http://www.coordinamento.org/wp-content/uploads/2008/11/roma1411-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>ROMA. Un serpente di studenti che al grido di «Siamo duecentomila» riporta l&#8217;attenzione sull&#8217;Onda che non si arresta, che non si divide. A Roma si sono dati appuntamento ieri mattina gli atenei di tutta Italia, hanno sfilato ciascuno con le sue delegazioni, tra facce pitturate e camici, per portare nella capitale non solo striscioni, ma anche idee e proposte. Perché se ieri è stato il giorno della piazza, oggi e domani sarà il momento della concretezza, con l&#8217;assemblea nazionale e i gruppi di lavoro. Nelle strade di Roma c&#8217;era anche un po&#8217;di Pavia. Duecentoventi studenti, arrivati ieri alle 9.30.<br />
Un viaggio durato tutta la notte per unirsi all&#8217;Onda nazionale. «Siamo arrivati con quattro pullman a ponte Mammolo, da lì ci siamo spostati in metropolitana e ci siamo uniti al corteo con il nostro spezzone». Michele Orezzi, rappresentante degli studenti di Farmacia ha sfilato insieme agli altri universitari pavesi. Hanno portato lo striscione arancione «La ricerca si fa, non si distrugge» che ha sfilato anche a Pavia nel corteo dei 5mila del 30 ottobre e quello più «poetico» bianco, con la scritta rossa: «Si sta come d&#8217;autunno sugli alberi le foglie». «Il corteo era diviso in spezzoni per ogni città, ognuno con i suoi striscioni e con il suo servizio d&#8217;ordine - spiega Michele - il nostro è finito verso le 15. C&#8217;erano le bandiere dei sindacati e quelle dei gruppi universitari». «C&#8217;era un&#8217;atmosfera buona - spiega Michele - studenti con la faccia pitturata, altri con i cappelli da laureati fatti di carta, tanti cori. C&#8217;erano studenti, ma anche ricercatori, dottorandi, tanti precari».<br />
Tanti gli slogan, tanti i cori contro indirizzati al Governo. Da «Lo senti il terremoto, sono i precari in moto» a «Governo di nani, arriva lo tsunami». Una parte del corteo ha deviato dal percorso e si è raccolto sotto le finestre di Montecitorio. Alle 17 il corteo era finito. Pavia c&#8217;era. E oggi una quindicina di studenti si sono fermati per l&#8217;assemblea. Con una speranza: mettere in comune il lavoro di queste settimane.<br />
Marianna Bruschi</p>
<p><em>dalla provincia Pavese del 15 novembre.</em></p>
<p style="text-align: center;">
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		<title>mafie 2008: Relazione conclusiva</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 15:34:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Pace</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ 	Organizzata dal Coordinamento per il Diritto allo Studio-Udu e con il patrocinio della Facoltà di Giurisprudenza e realizzata con il contributo concesso dalla Commissione A.C.E.R.S.A.T. dell&#8217;Università di Pavia  nell&#8217;ambito del programma per la promozione di attività culturali e ricreative degli studenti.
Nella serata inaugurale di Lunedì 6 sono intervenuti Salvatore Borsellino e Benny Calasanzio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	Organizzata dal Coordinamento per il Diritto allo Studio-Udu e con il patrocinio della Facoltà di Giurisprudenza e realizzata con il contributo concesso dalla Commissione A.C.E.R.S.A.T. dell&#8217;Università di Pavia  nell&#8217;ambito del programma per la promozione di attività culturali e ricreative degli studenti.</p>
<p>Nella serata inaugurale di Lunedì 6 sono intervenuti Salvatore Borsellino e Benny Calasanzio Borsellino, dopo la breve introduzione del Preside uscente della Facoltà di Giurisprudenza Sergio Seminara. L&#8217;incontro si è svolto in un&#8217;Aula Magna gremita di gente, che ha ascoltato con attenzione ed è intervenuta al termine dell&#8217;intervento degli ospiti, alimentando il dibattito.<br />
Martedi 7 Salvo Vitale, del Centro Peppino Impastato, e lo scrittore Vincenzo Ceruso, autore de &#8220;Le sagrestie di Cosa Nostra&#8221;, hanno analizzato il fenomeno dei rapporti che intercorrono tra Mafia e Chiesa in Sicilia, fornendo vari spunti di analisi. Anche questa serata ha riscontrato successo, vista la numerosa partecipazione degli studenti e della cittadinanza.<br />
Venerdi 10 abbiamo ripreso con l&#8217;ultima conferenza riguardante la Mafia al Nord, che si è avvalsa degli interventi di Nando Dalla Chiesa, del Sostituto Procuratore alla Repubblica di Milano Maurizio Romanelli e del Professore Ordinario di Procedura Penale Vittorio Grevi. Alla luce dei recenti avvenimenti che hanno trovato riscontro anche sulla stampa locale della presenza della Mafia nel pavese, in particolare della &#8216;Ndrangheta, con questa serata si è cercato di contribuire a  estirpare l&#8217;idea ancora oggi comunemente diffusa che qui al Nord di mafia sia superfluo parlare, perchè non riguarda noi direttamente. Siamo rimasti felicemente sorpresi della risposta del pubblico, che è accorso così numeroso da gremire, ancora una volta, l&#8217;Aula Magna.<br />
Sabato abbiamo invece proposto una serata particolare: uno spettacolo teatrale, &#8220;L&#8217;istruttoria&#8221;, di Claudio Fava, per la regia di Ninni Bruschetta.<br />
L&#8217;idea di affrontare la stessa tematica, la lotta alla mafia, da una prospettiva più partecipativa, già presente nelle passate  edizioni, è stata accolta con entusiasmo e ha creato un buon coinvolgimento nei confronti della molta gente accorsa grazie anche alla bravura degli attori Claudio Gioè e Donatella Finocchiaro, nonostante abbiano dovuto rinunciare alla loro normale scenografia per adattare lo spettacolo a uno spazio più ridotto (l&#8217;aula 400).</p>
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		<title>«Università, ora vogliamo le lezioni in piazza»</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 12:23:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[DOMENICA, 26 OTTOBRE 2008
Pagina 19 - cronaca
di Sisto Capra
Lo chiedono gli studenti ai consigli di facoltà in vista dell&#8217;assemblea Mozioni a Economia, Ingegneria e Scienze. Molti i prof favorevoli
«Università, ora vogliamo le lezioni in piazza»
Martedì l&#8217;incontro alla sede centrale E si riunisce il cda
PAVIA. Gli studenti dell&#8217;Università chiedono le lezioni in piazza. Si alza il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">DOMENICA, 26 OTTOBRE 2008<br />
Pagina 19 - cronaca<br />
di Sisto Capra</p>
<p>Lo chiedono gli studenti ai consigli di facoltà in vista dell&#8217;assemblea Mozioni a Economia, Ingegneria e Scienze. Molti i prof favorevoli</p>
<h2><strong>«Università, ora vogliamo le lezioni in piazza»</strong></h2>
<p>Martedì l&#8217;incontro alla sede centrale E si riunisce il cda</p>
<p style="text-align: justify;">PAVIA. Gli studenti dell&#8217;Università chiedono le lezioni in piazza. Si alza il tono delle proteste contro il decreto Gelmini e la legge Tremonti. Il tam-tam vola di studente in studente, di prof in prof, di facoltà in facoltà, in vista dell&#8217;assemblea d&#8217;ateneo di martedì alle 10 nel cortile del rettorato. Tra i giovani aumenta la pressione dei gruppi - gli studenti di sinistra ma anche altri, probabilmente la maggioranza - che giudicano non sufficiente la «ferma protesta» decisa dal Senato accademico e chiedono azioni più ferme. Poi c&#8217;è una parte delle rappresentanze, in particolare Azione Universitaria, il movimento di destra, che difende il governo. Domani, intanto, il consiglio della facoltà di Economia si esprimerà sulla mozione dei giovani che proporrà le lezioni aperte alla città, la sospensione delle lezioni normali per permettere a chi lo desidera la partecipazione alle assemblee di facoltà e lo stop dell&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno accademico. Tutte le nove facoltà dell&#8217;Università di Pavia sono percorse dalla febbre.<br />
Sono già numerosi i professori che hanno dato la propria disponibilità a tenere le lezioni aperte alla città.<br />
«Abbiamo trovato in tutte le facoltà professori disponibili - dice Annamaria Begnamini, segretaria del Coordinamento per il diritto allo studio, l&#8217;associazione di sinistra degli studenti, uno dei perni del movimento che vede mobilitati anche gruppi e componenti di facoltà e dipartimenti al di fuori delle logiche di schieramento politico - Tutti dicono che bisogna sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica e uscire dall&#8217;Università».<br />
Una prima lezione aperta è già stata organizzata per mercoledì, probabilmente in piazza della Vittoria, dalle 14 alle 16. La terrà Andrea Fumagalli, docente di macroeconomia nella facoltà di palazzo San Felice. «Sono pronto - spiega - a tenere la mia lezione in ogni caso. Tratterò il tema dei mercati valutari e dei tassi di cambio, come da programma. Ho chiesto agli studenti che sia assicurata una struttura logistica per fare lezione: lavagna, gessi, microfono». Ha dato la sua disponibilità a tenere lezioni aperte, tra gli altri, Mimmo Cajani, grecista e docente di didattica delle lingue classiche. Lorenzo Spairani, studente di Economia al secondo anno della specialistica, che è anche membro del Senato accademico: «Lunedì alle 14,30 (domani, ndr) il consiglio di facoltà di Economia si pronuncerà su una mozione presentata da noi studenti. Non bastano il documento di protesta, sia pure molto fermo, approvato dal Senato accademico e la delega alla Conferenza dei rettori a sostenere l&#8217;azione. E&#8217; essenziale che studenti e professori si mobilitino. Indipendentemente dalla decisione del consiglio di Economia, noi terremo comunque le lezioni aperte e le altre iniziative di protesta che abbiamo in mente».<br />
Luigi Ranghetti, studente di Scienze naturali al terzo anno: «Nell&#8217;assemblea di facoltà di lunedì alle 15 (domani, ndr) decideremo quali azioni intraprendere. Probabilmente chiederemo di organizzare lezioni in piazza. Qualche docente ha dato la disponibilità. Le lezioni in piazza che proponiamo sono un modo per aprirsi alla città e renderla partecipe su che cosa l&#8217;Università rappresenta in questa fase storica. Preferiamo ricorre a queste azioni e non a occupazioni».<br />
Alessandro Torlasco, quarto anno di Ingegneria edile-architettura: «L&#8217;ultima assemblea di facoltà, giovedì scorso, ha visto una grande partecipazione di duecento tra studenti e docenti. Abbiamo proposto lezioni aperte alla città nei laboratori e nelle aule di Ingegneria, in collaborazione con alcuni docenti che hanno proposto un programma di alcune giornate. Abbiamo raccolto una mailing list di studenti di Ingegneria, che servirà per organizzare le successive manifestazioni. Ci incontreremo in settimana per decidere il calendario. Gli studenti di Ingegneria hanno anche proposto di fare dei volantini informativi con il testo della legge 133, che prevede all&#8217;articolo 16 la possibilità degli atenei di trasformarsi in fondazioni private con una semplice delibera a maggioranza semplice del Senato accademico e all&#8217;articolo 66 la riduzione del fondo di finanziamento ordinario e il blocco del turn over al 20%. All&#8217;assemblea il preside Virginio Cantoni ci ha espresso solidarietà, ha letto il documento della Conferenza dei presidi di Ingegneria e ci ha anticipato che è possibile che dal 20% si escludano i ricercatori».</p>
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		<title>No alla 133: Programma mobilitazioni e assemblee</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 12:43:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Pace</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ 	L&#8217;assemblea delle facoltà in mobilitazione
MARTEDI 28 OTTOBRE ore 10 cortile sotto il rettorato:
L&#8217;iniziativa avrà lo scopo di:
- coordinare le facoltà in mobilitazione
- proporre nuove iniziative comuni
- organizzare lo spezzone universitario al corteo cittadino del 30 ottobre
- organizzare una &#8220;degna accoglienza&#8221; al ministro Gelmini che verrà a Pavia il 15 novembre
SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA
GIOVEDI 30 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	<strong>L&#8217;assemblea delle facoltà in mobilitazione</strong></p>
<p><strong>MARTEDI 28 OTTOBRE ore 10 cortile sotto il rettorato:</strong></p>
<p>L&#8217;iniziativa avrà lo scopo di:<br />
- coordinare le facoltà in mobilitazione<br />
- proporre nuove iniziative comuni<br />
- organizzare lo spezzone universitario al corteo cittadino del 30 ottobre<br />
- organizzare una &#8220;degna accoglienza&#8221; al ministro Gelmini <span id="more-240"></span>che verrà a Pavia il 15 novembre</p>
<p><strong>SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA</strong></p>
<p><strong>GIOVEDI 30 OTTOBRE ore 8.30 stazione FS di Pavia</strong></p>
<p>Assemblee di facoltà:</p>
<ul>
<li>Scienze - Lunedì 27 - ore 15, dip. di chimica generale, aula grande (piano terra)</li>
<li>Giurisprudenza - mercoledì 29, ore 14 in aula VII - Lunedì 27 Banchetto informativo nel cortile di Giurisprudenza</li>
<li>Medicina - controllare sul sito <a href="http://www.medipavia.it">www.medipavia.it</a></li>
<li>Ingegneria - Giovedì 23 - ore 13</li>
<li>Lettere e Filosofia - Mercoledì 29 - ore 16, cortile del rettorato (petrarca)</li>
</ul>
<p>per tutte le altre info:</p>
<h3><a href="http://no133pavia.blogspot.com/">il blog degli studenti contro la 133</a></h3>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/CoordinamentoPerIlDirittoAlloStudio/~4/431678779" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Pavia, esami bloccati nella facoltà di Tremonti</title>
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		<comments>http://www.coordinamento.org/2008/10/24/pavia-esami-bloccati-nella-facolta-di-tremonti/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 18:02:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iltorla</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Dicono di noi]]></category>

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		<category><![CDATA[tremonti]]></category>

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		<description><![CDATA[ 	
da: La Provincia Pavese, 24 ottobre 2008
PAVIA. Esame di diritto penale, ore nove, aula VII. All’appello di ieri mattina si sono presentati gli studenti, ma non i dottorandi che facevano parte della commissione. E questo ha creato non pochi disagi. La professoressa Larizza, con un’unica commissione, ha dovuto prolungare i tempi, e molti studenti hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	<a rel="lightbox" href="http://www.coordinamento.org/wp-content/uploads/2008/10/dscn0727.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-238" title="dscn0727" src="http://www.coordinamento.org/wp-content/uploads/2008/10/dscn0727-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p>da: La Provincia Pavese, 24 ottobre 2008</p>
<p><strong>PAVIA.</strong> <strong>Esame di diritto penale, ore nove, aula VII. All’appello di ieri mattina si sono presentati gli studenti, ma non i dottorandi che facevano parte della commissione. E questo ha creato non pochi disagi. La professoressa Larizza, con un’unica commissione, ha dovuto prolungare i tempi, e molti studenti hanno saltato l’esame e saranno interrogati il 3 novembre. Ma soprattutto bisognerà organizzarsi diversamente, perché i dottorandi hanno già avvisato che non parteciperanno nemmeno agli appelli successivi. Questa è la forma di protesta contro la legge finanziaria che è partita ieri a Giurisprudenza proprio nella facoltà del ministro Giulio Tremonti e che non toccherà solo gli esami: «Ci asterremo da tutte le attività integrative», annunciano.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p> «Ci asteniamo da tutte le attività che non sono di nostra competenza. Non è una forma di ritorsione contro gli studenti o i docenti - ha spiegato un’assegnista di ricerca di Giurisprudenza - Gli studenti che abbiamo avvertito hanno compreso le nostre motivazioni». Non avere i dottorandi nelle commissioni significa bloccare il normale svolgimento della prova. Ieri per esempio la docente di diritto penale, Silvia Ravizza, ha prolungato il periodo d’esame e molti sono slittati al tre novembre: «Pur condividendo in linea generale questa protesta - ha spiegato la docente - va fatta senza intralciare la didattica». Il direttore del dipartimento di diritto e procedura penale, Vittorio Grevi, ha saputo della protesta dei dottorandi. «Prendo atto delle ragioni, che hanno ispirato la loro protesta, per molti aspetti condivisibili. Mi rammarico che questa protesta si sia espressa attraverso una scelta che ha impedito il regolare svolgimento dell’e same. Il rammarico è dovuto al disagio provocato agli studenti, che non sono certamente i responsabili della situazione contro cui si vuole protestare». Ma i dottorandi che posizione hanno nelle commissioni? «Ai dottorandi non viene chiesto di partecipare alle commissioni in quanto tali, ma in quanto già nominati dal consiglio di facoltà, con il loro consenso, come cultori della materia». Quindi in funzione di esperti. I dottorandi hanno già fatto sapere che non si fermeranno, che la loro astensione andrà avanti. Cosa succederà in questo caso? «Se questo tipo di protesta si protraesse a lungo e quindi incidesse sulla formazione di altre commissioni - ha spiegato Grevi - il disagio per gli studenti sarebbe notevole al punto da comportare serie valutazioni da parte del consiglio di facoltà sull’intera situazione».</p>
<div id="adMiddle">Il tipo di protesta che gli universitari vogliono portare avanti è «continuativa», che duri cioè nel tempo, perché si tratta di andare contro una legge finanziaria, e quindi già approvata dal governo. Continuano in questa direzione le assemblee di facoltà in vista dell’assemblea di ateneo del 28.</div>
<p> Ieri si sono riuniti gli studenti di Ingegneria, che hanno occupato tutte le file di banchi dell’aula Ef1 della Nave. A studenti, docenti e ricercatori ha parlato anche il preside Virginio Cantoni, che ha letto una mozione approvata dalla conferenza dei presidi di Ingegneria che si è riunita l’altro ieri a Roma. Tra le richieste fatte quella di escludere dal turn over i posti da ricercatore già banditi (a Ingegneria sei già a giugno). Anche perché comporterebbe una rivalutazione della programmazione dei corsi. Tra le proposte anche quella di aprire i laboratori alla città e alle scuole per far capire cosa si fa in università. Ieri è partito anche il gruppo di lavoro di Scienze politiche ed è attivo il blog no133pavia.blogspot.com che raccoglie i documenti delle assemblee. Anche perché ogni facoltà sta iniziando a dare proposte concrete: Lettere l’altro ieri ha per esempio iniziato a lavorare a un logo che identifichi la protesta pavese.</p>
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		<title>I presidi di facoltà in prima linea Scienze cerca di «forzare» il rettore</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 12:48:06 +0000</pubDate>
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Pagina 17 - cronaca
PAVIA. I presidi scendono in piazza. Ieri durante l&#8217;assemblea di Economia, il preside Carluccio Bianchi, ha espresso il suo sostegno alla mobilitazione degli studenti, e lunedì in consiglio di facoltà presenterà un documento sulla legge 133. Elisa Romano, preside di Lettere, nel pomeriggio ha spiegato all&#8217;assemblea della sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	GIOVEDÌ, 23 OTTOBRE 2008<br />
Pagina 17 - cronaca</p>
<p>PAVIA. I presidi scendono in piazza. Ieri durante l&#8217;assemblea di Economia, il preside Carluccio Bianchi, ha espresso il suo sostegno alla mobilitazione degli studenti, e lunedì in consiglio di facoltà presenterà un documento sulla legge 133. Elisa Romano, preside di Lettere, nel pomeriggio ha spiegato all&#8217;assemblea della sua facoltà quali saranno le ricadute sulla didattica. Sempre ieri, il consiglio di facoltà di Scienze ha approvato una mozione che fa propria quella del senato accademico, ma che aggiunge una posizione forte: le dimissioni del rettore se la Crui non riuscirà a ottenere migliorie tangibili.<br />
Dalle assemblee di facoltà escono proposte concrete. La prima novità sono i gruppi di lavoro.<br />
Economia ha organizzato un gruppo di studio per un&#8217;analisi sugli effetti reali dei tagli. Due docenti hanno anche rimandato la lezione per permettere agli studenti di partecipare all&#8217;assemblea, dopo avere chiesto ai ragazzi di votare su questa decisione.<br />
Il consiglio di facoltà di Scienze, riunito per quattro ore, ha discusso a lungo della legge 133.<br />
Se da un lato non è stata approvata la mozione di Mauro Fasola, ne è stata approvata una che appoggia quella del senato, «ma è stata aggiunta una proposta - spiega Lucio Toma, preside della facoltà - perché come facoltà auspichiamo che la conferenza dei rettori riesca quantomeno a ottenere la mediazione con i ministeri competenti con migliorie tangibili.<br />
Qualora non avvenisse chiediamo che il rettore, coerentemente con quanto dichiarato, rassegni le dimissioni. E&#8217; una posizione forte che esplicita in modo palese quanto il documento della Crui ventilava come azioni significative dei rettori, ritenendo che queste azioni debbano essere nazionali».<br />
Scienze politiche si è riunita nell&#8217;omonimo cortile, le sedie a formare un semicerchio sotto gli alberi.<br />
Al microfono è stata annunciata l&#8217;apertura di un blog (no133pavia.blogspot.com) che raccoglie le comunicazioni di tutte le facoltà. Scienze politiche ha iniziato a elaborare una lista di docenti disposti a fare lezioni in piazza, gli orari saranno comunicati durante l&#8217;assemblea di ateneo che si terrà martedì prossimo, parallelamente al consiglio di amministrazione dell&#8217;università. Anche Scienze politiche partirà con alcuni gruppi di lavoro.<br />
Il cortile sotto il rettorato è tornato a riempiersi alle 18 di ieri, con l&#8217;assemblea della facoltà di Lettere.<br />
Tanti gli studenti, ma anche i docenti. E&#8217; intervenuta anche la preside, Elisa Romano, che ha spiegato come verranno a cadere i requisiti minimi per aprire e mantenere alcuni corsi.<br />
Tra i temi toccati anche i tagli al fondo reintegrativo che porterà a ridurre il numero di docenti docentia contratto. Ma ci sarà anche una diminuzione - ha spiegato la preside - delle borse di dottorato.<br />
Marianna Bruschi</p>
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		<title>Assemblea 20 ottobre</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 23:09:50 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal">Oggi, lunedì 20 Ottobre, si è svolta l&#8217;assemblea degli studenti dell&#8217;Università di Pavia. Eravamo in mille secondo la Provincia Pavese, forse anche di più. Il ritrovo era stato dato alle 14 all&#8217;ingresso dell&#8217;Università centrale (cortile statue), ma subito ci siamo resi conto che l&#8217;aula di giurisprudenza prenotata non era abbastanza capiente per tutti. Quindi ci siamo trasferiti nel cortile del Rettorato, esattamente sotto alla seduta del Senato Accademico.</p>
<p class="MsoNormal">Dopo un intervento iniziale, che spiegava il percorso de &#8220;Studenti contro la legge 133&#8243;, interviene il Senatore del Coordinamento per il Diritto allo Studio, Lorenzo Spairani, descrivendo il documento che si andrà a presentare in Senato. Questo documento conteneva la nostra categorica condanna alla legge 133:  tagli del fondo di finanziamento ordinario, blocco del turn over e incentivo alla traformazione dell&#8217;università pubblica in fondazioni di diritto privato. Inoltre si chiedeva l’impegno concreto da parte del Senato Accademico a garantire la libertà della ricerca e della didattica salvaguardando la natura Pubblica dell’Ateneo pavese, e di intraprendere delle azioni simboliche che manifestino pubblicamente la posizione dell’ateneo riguardo alla sopraccitata legge 133.</p>
<p class="MsoNormal">Partono poi gli interventi di varie categorie, per inquadrare la legge e le sue ripercussioni. Intervengono il professore Stefano Ramat, associato di ingegneria, Prof. Fumagalli, associato di economia, il ricercatore Giuliani,  Elisabetta Verri  per i PTA e Lorenzo Fava per i dottorandi. Seguono poi interventi di studenti e docenti. Le proposte sulle &#8220;azioni simboliche&#8221; si delineano da subito, l&#8217;assemblea chiede, oltre a un riconoscimento della legittimità dell&#8217;assemblea dalle istituzioni accademiche, il rinvio dell&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno accademico, evento puramente formale ad alto valore simbolico. Si propongono anche lezioni in piazza, come segno evidente di protesta e per coinvolgere e sensibilizzare anche la cittadinanza pavese. Infine si richiede la sospensione per la didattica in concomitanza delle assemblee di facoltà ed ateneo che si svolgeranno nei prossimi periodi. Vengono anche lanciate delle date di mobilitazione, come quella del 14 novembre, manifestazione nazionale già lanciata anche da assemblee di altri atenei, e del 15 nell&#8217;occasione della visita del Ministro Gelmini a Pavia.</p>
<p class="MsoNormal">Si susseguono molti interventi, alcuni riguardo alla preoccupazione per il futuro dell&#8217;Università e della Ricerca, molti di rabbia ed esaperazione riguardo a questo che è solo l&#8217;epilogo di un trend seguido dagli ultimi governi, senza distinzione di &#8220;colori&#8221; politici. Ciò che però fa sperare è il fatto di essere riusciti a muovere qualcosa in questa cittadina che assomiglia sempre di più a un dormitorio piuttosto che a una città universitaria.  Si parla, si grida e sopratutto si aspetta il resoconto del Senato.</p>
<p class="MsoNormal">A tardo pomeriggio, quando molte persone sono andate via, i più tenaci inneggiano al voto e chiedono incessantemente notizie, mentre si susseguono il rilancio ai prossimi appuntamenti di facoltà. Finalmente arrivano notizie: il senato ha approvato interamente la prima parte del documento, e ribadisce la volontà di garantire la natura pubblica dell&#8217;ateneo pavese. Tuttavia sembra non voler approvare il punto sulle &#8220;azioni simboliche&#8221; da intraprendere. Gli animi si scaldano, vengono fuori diverse proposte, ma l&#8217;assemblea sembra divisa sul da farsi riguardo a questo rifiuto. Infine è lo stesso Rettore che, su nostra richiesta, riporta la mozione approvata in Senato all&#8217;assemblea: &#8220;il Senato Accademico si riserva di decidere i più opportuni atti dimostrativi, in collegamento con gli altri Atenei e nel quadro delle azioni che verranno concordate all&#8217;interno della CRUI&#8221;. Pur essendo contenti del risultato ottenuto riteniamo che le mobilitazioni non finiscano qui, anzi, rilanciamo subito la mobilitazione degli studenti rimandando la discussione alle assemblee di Facoltà, un appuntamento d&#8217;ateneo per il 28 e lanciando due giornate di mobilitazione nella data nazionale del 14, lanciata anche da assemblee di altri atenei, e la giornata del 15 in occasione della visita del Ministro Gelmini a Pavia. Pavia si sta svegliando!</p>
<p class="MsoNormal"><strong>OGGI E&#8217; SOLO L&#8217;INIZIO!</strong></p>
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		<title>Dicono di noi: Mobilitazioni anti 133.</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 08:31:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Pace</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ 	(AGI) - Roma, 20 ott. - Giornata di forti mobilitazioni oggi negli Atenei d&#8217;Italia. L&#8217;ha organizzata l&#8217;Udu, l&#8217;Unione degli universitari, che in una nota sottolinea che &#8220;lo stato di agitazione del mondo accademico sta crescendo sempre piu&#8217; per esprimere la contrarieta&#8217; rispetto alla legge 133 che mina a stravolgere il sistema universitario e il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 	(AGI) - Roma, 20 ott. - Giornata di forti mobilitazioni oggi negli Atenei d&#8217;Italia. L&#8217;ha organizzata l&#8217;Udu, l&#8217;Unione degli universitari, che in una nota sottolinea che &#8220;lo stato di agitazione del mondo accademico sta crescendo sempre piu&#8217; per esprimere la contrarieta&#8217; rispetto alla legge 133 che mina a stravolgere il sistema universitario e il suo carattere pubblico&#8221;. Sono previste grandi mobilitazioni a Palermo, Pavia, Ancona e Ferrara. Un corteo universitario che vedra&#8217; la partecipazione dell&#8217;Udu-Palermo partira&#8217; alle 8.30 di fronte alla facolta&#8217; di Lettere e Filosofia per arrivare fino allo Steri, dove e&#8217; atteso il Ministro Mariastella Gelmini. E&#8217; prevista, inoltre, un&#8217;Assemblea d&#8217;Ateneo che lancera&#8217; le assemblee di tutte le 12 Facolta&#8217; prevista per il giorno dopo che si chiuderanno in un corteo. <strong>Pavia. Si svolgera&#8217; un&#8217;Assemblea d&#8217;Ateneo, con la partecipazione di dottorandi, ricercatori, docenti, organizzata dal Coordinamento per il diritto allo studio-Udu Pavia in collaborazione con varie realta&#8217; studentesche territoriali, in contemporanea con il Senato Accademico dove i rappresentanti dell&#8217;Udu-Pavia presenteranno un Odg contro la 133. Sono previste anche forti mobilitazioni al termine dell&#8217;Assemblea d&#8217;Ateneo. </strong>Ferrara. L&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno accademico sara&#8217; anticipata da una Contro-inaugurazione organizzata dalla Rua-Udu Ferrara che manifestera&#8217; la contrarieta&#8217; alla legge 133. Sono previste forti contestazioni alla Inaugurazione, dove il Rettore ha rifiutato la richiesta di partecipazione della componente studentesca tra i relatori. Alla sera e&#8217; prevista una fiaccolata organizzata dalla Rua-Udu Ferrara con CGIL, CISL e UIL. Ancona. Alle 14 si terra&#8217; una Assemblea di Ateneo molto attesa nella Facolta&#8217; di Medicina organizzata dal Gulliver-Udu Ancona. L&#8217;assemblea chiudera&#8217; il ciclo di Assemblee tenutesi nelle Facolta&#8217;. Sono previste forti mobilitazioni di contestazione alla legge al termine dell&#8217;Assemblea. L&#8217;Unione degli Universitari - spiega la nota - nel percorso di mobilitazione condiviso con varie associazioni studentesche locali, continua le contestazioni negli Atenei per opporsi allo smantellamento dell&#8217;Universita&#8217;. Gli studenti che partecipano alle mobilitazioni indosseranno &#8220;un nastro rosso contro la privatizzazione&#8221; per esprimere anche simbolicamente la contrarieta&#8217; all&#8217;intenzione governativa di privatizzare gli Atenei.</p>
<p>fonte | <a href="http://http://it.notizie.yahoo.com/9/20081020/tit-universita-udu-oggi-mobilitazioni-in-8968993.html" target="_blank">http://it.notizie.yahoo.com</a></p>
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		<title>Gli studenti: «Così Tremonti ci affossa»</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Oct 2008 09:23:55 +0000</pubDate>
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Pagina 17 - cronaca





Gli studenti: «Così Tremonti ci affossa» 





In Senato accademico proposto il rinvio dell’inaugurazione dell’anno





















 PAVIA. «La legge Tremonti rischia di affossare l’Università italiana, e con essa l’Università di Pavia, e di compromettere i principi fondamentali della Costituzione in materia di istruzione e diritto allo studio. Chiediamo al Senato [...]]]></description>
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<td class="pagina"><em>Pagina 17 - cronaca</em></td>
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<td class="titolo"><strong>Gli studenti: «Così Tremonti ci affossa» </strong></td>
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<td class="catenaccio">In Senato accademico proposto il rinvio dell’inaugurazione dell’anno</td>
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<hr size="1" noshade="noshade" /></td>
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<td class="articolo"><strong> PAVIA. </strong>«La legge Tremonti rischia di affossare l’Università italiana, e con essa l’Università di Pavia, e di compromettere i principi fondamentali della Costituzione in materia di istruzione e diritto allo studio. Chiediamo al Senato accademico di prendere esplicitamente posizione». E’ in sintesi il contenuto dell’interpellanza che i rappresentanti degli studenti del Coordinamento per il diritto allo studio porteranno lunedì in Senato accademico e che sarà alla base nell’assemblea di studenti e professori richiesta dal Coordinamento e che si riunirà lunedì alle 14 nel Palazzo centrale dell’ateneo. All’esame la richiesta di possibili azioni di protesta. Una potrebbe essere la richiesta di sospendere l’inaugurazione dell’anno accademico.<br />
Ecco l’interpellanza che porteranno i rappresentanti della lista Coordinamento per il diritto allo studio Lorenzo Spairani e Alice Brambilla nella seduta del Senato Accademico di lunedì: «La legge sull’Università si articola in tre principali provvedimenti che compromettono i principi fondamentali tutelati dalla Costituzione italiana in materia di istruzione e diritto allo studio. La riduzione del fondo di finanziamento ordinario di 1.441,5 milioni in cinque anni porterà ad una diminuzione drastica e progressiva delle risorse perla ricerca, i servizi e la didattica. Il previsto blocco del turn over impedirà il rinnovamento del corpo docente e la possibilità di carriera di ricercatori e dottorandi. Inoltre la diminuzione delnumero di docenti porterà alla proliferazione di corsi di laurea a numero chiuso, limitandone a pochi l’accesso.<br />
L’articolo 16 della legge fornisce la possibilità agli atenei di trasformarsi in fondazioni di diritto privato. Tale possibilità diventa un invito, con tutte le agevolazioni tributarie ed economico contenute, e una costrizione, con i tagli ingenti previsti fino al 2013. Le università diventeranno fondazioni in cui conteranno solo le scelte dei finanziatori e degli amministratori, sia nella didattica che nella ricerca, sotto la vigilanza del Ministero dell’Università e del ministero delle finanze».</td>
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