OCCUPARTY!

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A partire da quest’anno l’Università , accogliendo le puntuali lamentele dei residenti per il rumore provocato da feste e concerti nel centro città , ha deciso di concedere l’utilizzazione di aule e spazi universitari solo fino alle 00.30.

Per questo motivo durante le feste studentesche svoltesi all’inizio di quest’anno le persone sono state cacciate regolarmente dopo poco tempo dall’arrivo. Ritenendo inaccettabile questo stato di cose, i rappresentanti del Coordinamento per il Diritto allo Studio – Udu hanno chiesto un incontro con il Rettore per predisporre un regolamento per l’utilizzo degli spazi che tenesse conto dei tempi e delle esigenze degli studenti. L’accordo sembrava raggiunto: il Rettore si è mostrato disponibile a estendere l’orario per l’utilizzo degli spazi con alcune garanzie da parte nostra per l’utilizzo corretto (una specie di servizio d’ordine, una cauzione per eventuali danni, servizio di pulizia fuori e dentro le aule…).

Ma durante la Controfesta dell’8 maggio, la festa organizzata dal Coordinamento ad ingresso gratuito, prima ancora della mezzanotte svariate pattuglie di carabinieri, polizia e vigili urbani arrivano nel cortile, ci chiedono circa un migliaio di autorizzazioni e ci intimano di chiudere la festa. Motivo: una rissa mortale? spaccio di stupefacenti? la musica assordante ha provocato un infarto al vicino cardiopatico? No. Le persone che sostano fuori dal cortile, parlando, disturbano il riposo dei residenti.

Qualche giorno dopo ci viene detto che per “i fatti incresciosi” verificatisi durante la serata dell’8 la concessione degli spazi universitari per feste, concerti e iniziative simili è sospesa. In particolare viene revocata l’autorizzazione per l’University Music Festival, un concorso per band musicali universitarie organizzato dal Coordinamento per il Diritto allo Studio – Udu, che, giunto ormai alla sua quinta edizione, aveva già  ottenuto il finanziamento della Commissione Acersat, la commissione costituita all’interno del Consiglio d’Amministrazione dell’Università  che si occupa delle attività  ricreative e culturali degli studenti.

Ma la chiusura degli spazi universitari si inserisce all’interno di una tendenza cittadina ben pi๠allarmante: dopo l’imposizione della chiusura a mezzanotte per il Sottovento, è stata la volta di Radio Aut e ancora continue lamentele arrivano al Barattolo dai residenti della zona.

A conclusione di tutto questo abbiamo deciso, essendo ormai impraticabile la strada della trattativa, di organizzare una festa “non autorizzata” occupando gli spazi del cortile S. Tommaso, per ribadire che, pur riconoscendo il diritto al riposo per i residenti del centro, non possiamo accettare che una città  come Pavia, che vive sull’Università  e soprattutto sulle risorse degli universitari, continui ad ignorare le esigenze degli studenti: noi vogliamo vivere Pavia!

Per questo, convinti che l’Università  non possa essere ridotta a esami e lezioni, continueremo a lottare per riappropriarci degli spazi studenteschi e per promuovere un modello di Università  come luogo di cultura e aggregazione, aperto allo scambio, al confronto e alla partecipazione attiva degli studenti.