-Comunicato Stampa- No al razzismo nei confronti dei Rom

La situazione attuale dei Rom dell’Ex Snia Viscosa è oramai ben nota non solo a livello cittadino ma anche a livello nazionale. Se si pensava che la vicenda potesse essere risolta nel silenzio estivo evitando l’esplosione del problema a livello pubblico, ora gli amministratori locali si trovano a dover affrontare il problema come un emergenza impellente. E ciò che pi๠sconcerta in tutta questa vicenda è l’emergere dei lati pi๠bui e razzisti all’interno della cittadinanza pavese.
L’origine del problema è da ricercare nella strategia adottata, o meglio nella mancanza di strategia da parte dell’amministrazione comunale.
Sono oramai diversi anni che si registra un costante aumento della presenza Rom alla Snia. Nonostante questo ci si è apprestati ad affrontare il problema solo quando oramai erano compromessi la sopravvivenza in quell’area della comunità  Rom e la convivenza con il quartiere; questi disagi venivano poi sollevati e strumentalizzati a vantaggio degli interessi edilizi privati dell’area.
Esclusi i rari e fievoli tentativi di integrare le famiglie Rom all’interno della città  si è sempre affrontato il problema considerandolo sotto il profilo dell’ordine pubblico con sgomberi ed espulsioni.
Si sa che elettoralmente queste tematiche non pagano e quindi si è sempre evitato di assumersi politicamente la responsabilità  di progetti di integrazione a lungo temine, preferendo soluzioni pi๠rapide e populistiche che ora rivelano in questa crisi tutti i loro limiti.
Se si spera di fermare o nascondere il fenomeno dell’immigrazione la battaglia è persa in partenza, se si crede di affrontare il problema della presenza di poveri in città  cacciandoli da un posto all’altro avremo solo un crescere di esasperazione, odio e razzismo. Se invece si vuole una convivenza civile e multietnica, la soluzione sta in progetti di integrazione e accoglienza di lungo periodo.
Costruire una casa dell’accoglienza, come già  fatto in altre grandi città , elaborare progetti permanenti di inserimento scolastico e lavorativo sono proposte fatte tempo fa dalla CGIL e dal volontariato pavese che certamente non avrebbero risolto nell’immediato la spinosa questione, ma che certamente avrebbero, oggi, in maniera duratura, incrementato le possibilità  dei Rom di rendersi velocemente autonomi e di costruirsi una vita dignitosa lontano dalle aree dismesse. Questo avrebbe davvero messo d’accordo tutti: residenti e migranti.
Ad oggi non ci resta che rimpiangere il tempo perduto e augurarci un maggiore coraggio dell’amministrazione per il prossimo futuro.

Coordinamento per il Diritto allo Studio