-Test di medicina 2007- Lettera al Presidente Napolitano

Egregio Presidente Napolitano,l'Unione degli Universitari ha sempre lottato per difendere il diritto costituzionale al libero accesso alla formazione. Troppi corsi universitari prevedono oggi, nella totale illegalità , il numero programmato.L'Unione degli Universitari ha organizzato in passato ricorsi collettivi a prezzi politici, che hanno portato nel novembre del 1998 la Corte Costituzionale a sentenziare la legittimità  della pratica di limitare il numero delle iscrizioni ai corsi universitari. Alla luce di tale esplicita indicazione il Parlamento, il 2 agosto 1999, ha promulgato la legge n. 264, che da un lato elenca i corsi per i quali l'accesso viene programmato a livello nazionale e, dall'altro, fissa dei parametri per l'attivazione, da parte delle Università , di ulteriori corsi ad accesso limitato. Purtroppo, però, la genericità  del testo legislativo presta il fianco ad interpretazioni estensive da parte degli Atenei. In seguito all'introduzione del DM 15/05 sui requisiti minimi, che prevedere riduzione di finanziamenti per tutti quei corsi con strutture e docenti insufficienti rispetto al numero degli iscritti, molti atenei, preoccupati di perdere i finanziamenti, hanno interpretato la normativa in modo ancora pi๠estensivo prevedendo la programmazione degli accessi per moltissimi corsi di laurea, in alcuni casi per intere Facoltà .Negli ultimi cinque anni i corsi che prevedono una test selettivo prima dell’iscrizione sono cresciuti del 330%, passando dai 242 del 2001 ai 1060 del 2006. Su un totale di 3100 corsi di laurea in tutte le università  italiane, quelli a numero programmato sono ormai pi๠di un terzo. Di questi ben 578 riguardano corsi di laurea di primo livello. I test di ammissione sono diventati la consuetudine per accedere alla formazione universitaria, compromettendo il futuro di molti giovani che, loro malgrado, restano fuori dalle graduatorie.L'Unione degli Universitari promuove anche quest'anno una campagna di mobilitazione contro il numero chiuso facendo sottoscrivere un appello a migliaia di studenti e promuovendo un ricorso collettivo nazionale, al fine di impugnare tutti i bandi riguardanti la programmazione nei corsi non esplicitamente indicati nella 264, per garantire il diritto e la libertà  per tutte e per tutti di raggiungere i pi๠alti gradi della formazione.La legge n. 264/99 lasciando i margini alla diffusione indiscriminata del numero chiuso limita fortemente il libero accesso al sapere e discrimina gli studenti sulla base delle competenze iniziali. E' una legge che va abolita anche perchà© esplicita sostanzialmente la scarsa volontà  di investire sul sistema universitario: non è limitando l'accesso all'università  che si risolvono i problemi legati alla didattica, ma offrendo a tutti gli studenti insegnamenti di qualità . E' necessario invertire la tendenza per cui si adegua il numero di studenti alle strutture esistenti. Per garantire un sistema universitario di qualità  e di massa sono necessari da un lato finanziamenti adeguati alla maggiore richiesta di formazione, che viene dalle giovani generazioni, e dall'altro le l'eliminazione di tutte le barriere formali e sostanziali all'accesso ai saperi.

Il caos scoppiato in questi giorni sullo svolgimento dei test d'ingresso a Medicina e Chirurgia testimonia come il sistema dei quiz per “selezionare” l'ingresso all'Università  è fallimentare e va superato. Due domande formalmente annullate dal MIUR, migliaia di segnalazioni su otto altri quesiti che potrebbero risultare inesatti, segnalazioni ai giornali di brogli ed anomalie, indagini della magistratura su una vera e propria associazione a delinquere ai danni degli studenti e delle loro aspirazioni. Molti segnalano inoltre due domande sbagliate anche nel test di odontoiatria. Non è pi๠possibile continuare con questo assurdo meccanismo di sbarramento nei confronti di chi vuole formarsi!

La conoscenza è l'unico sicuro capitale che può essere posseduto dai giovani ed accresce il suo valore tanto pi๠è condiviso e scambiato. Proprio per questo Le chiediamo, Presidente, di intervenire dall'alto del suo ruolo istituzionale, sollecitando il Governo ed il Parlamento, per porre fine al regno dell'illegalità  e dare una speranza di futuro ai giovani di questo Paese.

Le studentesse e gli studenti dell'Unione degli Universitari