Gli studenti: «Così Tremonti ci affossa»

SABATO, 18 OTTOBRE 2008

Pagina 17 – cronaca
Gli studenti: «Così Tremonti ci affossa»
In Senato accademico proposto il rinvio dell'inaugurazione dell'anno

PAVIA. «La legge Tremonti rischia di affossare l'Università  italiana, e con essa l'Università  di Pavia, e di compromettere i principi fondamentali della Costituzione in materia di istruzione e diritto allo studio. Chiediamo al Senato accademico di prendere esplicitamente posizione». E' in sintesi il contenuto dell'interpellanza che i rappresentanti degli studenti del Coordinamento per il diritto allo studio porteranno lunedì in Senato accademico e che sarà  alla base nell'assemblea di studenti e professori richiesta dal Coordinamento e che si riunirà  lunedì alle 14 nel Palazzo centrale dell'ateneo. All'esame la richiesta di possibili azioni di protesta. Una potrebbe essere la richiesta di sospendere l'inaugurazione dell'anno accademico.
Ecco l'interpellanza che porteranno i rappresentanti della lista Coordinamento per il diritto allo studio Lorenzo Spairani e Alice Brambilla nella seduta del Senato Accademico di lunedì: «La legge sull'Università  si articola in tre principali provvedimenti che compromettono i principi fondamentali tutelati dalla Costituzione italiana in materia di istruzione e diritto allo studio. La riduzione del fondo di finanziamento ordinario di 1.441,5 milioni in cinque anni porterà  ad una diminuzione drastica e progressiva delle risorse perla ricerca, i servizi e la didattica. Il previsto blocco del turn over impedirà  il rinnovamento del corpo docente e la possibilità  di carriera di ricercatori e dottorandi. Inoltre la diminuzione delnumero di docenti porterà  alla proliferazione di corsi di laurea a numero chiuso, limitandone a pochi l'accesso.
L'articolo 16 della legge fornisce la possibilità  agli atenei di trasformarsi in fondazioni di diritto privato. Tale possibilità  diventa un invito, con tutte le agevolazioni tributarie ed economico contenute, e una costrizione, con i tagli ingenti previsti fino al 2013. Le università  diventeranno fondazioni in cui conteranno solo le scelte dei finanziatori e degli amministratori, sia nella didattica che nella ricerca, sotto la vigilanza del Ministero dell'Università  e del ministero delle finanze».