Pavia, esami bloccati nella facoltà di Tremonti

da: La Provincia Pavese, 24 ottobre 2008

PAVIA. Esame di diritto penale, ore nove, aula VII. All'appello di ieri mattina si sono presentati gli studenti, ma non i dottorandi che facevano parte della commissione. E questo ha creato non pochi disagi. La professoressa Larizza, con un'unica commissione, ha dovuto prolungare i tempi, e molti studenti hanno saltato l'esame e saranno interrogati il 3 novembre. Ma soprattutto bisognerà  organizzarsi diversamente, perchà© i dottorandi hanno già  avvisato che non parteciperanno nemmeno agli appelli successivi. Questa è la forma di protesta contro la legge finanziaria che è partita ieri a Giurisprudenza proprio nella facoltà  del ministro Giulio Tremonti e che non toccherà  solo gli esami: «Ci asterremo da tutte le attività  integrative», annunciano.

 «Ci asteniamo da tutte le attività  che non sono di nostra competenza. Non è una forma di ritorsione contro gli studenti o i docenti – ha spiegato un'assegnista di ricerca di Giurisprudenza – Gli studenti che abbiamo avvertito hanno compreso le nostre motivazioni». Non avere i dottorandi nelle commissioni significa bloccare il normale svolgimento della prova. Ieri per esempio la docente di diritto penale, Silvia Ravizza, ha prolungato il periodo d'esame e molti sono slittati al tre novembre: «Pur condividendo in linea generale questa protesta – ha spiegato la docente – va fatta senza intralciare la didattica». Il direttore del dipartimento di diritto e procedura penale, Vittorio Grevi, ha saputo della protesta dei dottorandi. «Prendo atto delle ragioni, che hanno ispirato la loro protesta, per molti aspetti condivisibili. Mi rammarico che questa protesta si sia espressa attraverso una scelta che ha impedito il regolare svolgimento dell'e same. Il rammarico è dovuto al disagio provocato agli studenti, che non sono certamente i responsabili della situazione contro cui si vuole protestare». Ma i dottorandi che posizione hanno nelle commissioni? «Ai dottorandi non viene chiesto di partecipare alle commissioni in quanto tali, ma in quanto già  nominati dal consiglio di facoltà , con il loro consenso, come cultori della materia». Quindi in funzione di esperti. I dottorandi hanno già  fatto sapere che non si fermeranno, che la loro astensione andrà  avanti. Cosa succederà  in questo caso? «Se questo tipo di protesta si protraesse a lungo e quindi incidesse sulla formazione di altre commissioni – ha spiegato Grevi – il disagio per gli studenti sarebbe notevole al punto da comportare serie valutazioni da parte del consiglio di facoltà  sull'intera situazione».

Il tipo di protesta che gli universitari vogliono portare avanti è «continuativa», che duri cioè nel tempo, perchà© si tratta di andare contro una legge finanziaria, e quindi già  approvata dal governo. Continuano in questa direzione le assemblee di facoltà  in vista dell'assemblea di ateneo del 28.

 Ieri si sono riuniti gli studenti di Ingegneria, che hanno occupato tutte le file di banchi dell'aula Ef1 della Nave. A studenti, docenti e ricercatori ha parlato anche il preside Virginio Cantoni, che ha letto una mozione approvata dalla conferenza dei presidi di Ingegneria che si è riunita l'altro ieri a Roma. Tra le richieste fatte quella di escludere dal turn over i posti da ricercatore già  banditi (a Ingegneria sei già  a giugno). Anche perchà© comporterebbe una rivalutazione della programmazione dei corsi. Tra le proposte anche quella di aprire i laboratori alla città  e alle scuole per far capire cosa si fa in università . Ieri è partito anche il gruppo di lavoro di Scienze politiche ed è attivo il blog no133pavia.blogspot.com che raccoglie i documenti delle assemblee. Anche perchà© ogni facoltà  sta iniziando a dare proposte concrete: Lettere l'altro ieri ha per esempio iniziato a lavorare a un logo che identifichi la protesta pavese.