Più di duecento pavesi hanno sfilato a Roma

ROMA. Un serpente di studenti che al grido di «Siamo duecentomila» riporta l’attenzione sull’Onda che non si arresta, che non si divide. A Roma si sono dati appuntamento ieri mattina gli atenei di tutta Italia, hanno sfilato ciascuno con le sue delegazioni, tra facce pitturate e camici, per portare nella capitale non solo striscioni, ma anche idee e proposte. Perchà© se ieri è stato il giorno della piazza, oggi e domani sarà  il momento della concretezza, con l’assemblea nazionale e i gruppi di lavoro. Nelle strade di Roma c’era anche un po’di Pavia. Duecentoventi studenti, arrivati ieri alle 9.30.
Un viaggio durato tutta la notte per unirsi all’Onda nazionale. «Siamo arrivati con quattro pullman a ponte Mammolo, da lì ci siamo spostati in metropolitana e ci siamo uniti al corteo con il nostro spezzone». Michele Orezzi, rappresentante degli studenti di Farmacia ha sfilato insieme agli altri universitari pavesi. Hanno portato lo striscione arancione «La ricerca si fa, non si distrugge» che ha sfilato anche a Pavia nel corteo dei 5mila del 30 ottobre e quello pi๠«poetico» bianco, con la scritta rossa: «Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie». «Il corteo era diviso in spezzoni per ogni città , ognuno con i suoi striscioni e con il suo servizio d’ordine – spiega Michele – il nostro è finito verso le 15. C’erano le bandiere dei sindacati e quelle dei gruppi universitari». «C’era un’atmosfera buona – spiega Michele – studenti con la faccia pitturata, altri con i cappelli da laureati fatti di carta, tanti cori. C’erano studenti, ma anche ricercatori, dottorandi, tanti precari».
Tanti gli slogan, tanti i cori contro indirizzati al Governo. Da «Lo senti il terremoto, sono i precari in moto» a «Governo di nani, arriva lo tsunami». Una parte del corteo ha deviato dal percorso e si è raccolto sotto le finestre di Montecitorio. Alle 17 il corteo era finito. Pavia c’era. E oggi una quindicina di studenti si sono fermati per l’assemblea. Con una speranza: mettere in comune il lavoro di queste settimane.
Marianna Bruschi

dalla provincia Pavese del 15 novembre.