Ok ai fondi, cresce la protesta a Farmacia

La Provincia, 16/11/2009

PAVIA. Approvato ieri in Cda con due voti contrari e un astenuto il decreto del rettore sulla ripartizione dei fondi per il turnover del personale docente. Il preside della facoltà  di Farmacia insorge chiedendo un dibattito pubblico con il rettore. Contrari e astenuti i rappresentanti di Farmacia e quello degli studenti, Michele Orezzi. Favorevoli gli altri, compresi quelli della facoltà  di Economia che con il modello di ripartizione delle risorse votato dalla maggioranza avrà  meno docenti rispetto a quelli necessari per mantenere il rapporto studenti/professori nella norma. Sia Farmacia che Economia rischiano dunque il numero chiuso. «Il Coordinamento non può accettare una redistribuzione che, di fatto, imporrà  il numero chiuso a due facoltà », afferma Orezzi. «Sfido il rettore a un pubblico dibattito -, continua Amedeo Marini, preside di Farmacia -. I presidi sono stati convocati uno per uno invece di riunire la commissione preposta. E mentre posso accettare la decisione politica di diminuire il prelievo delle risorse per il turnover dalle facoltà  eccedentarie, non accetto che queste poi non vengano ripartite in base all’entità  del deficit». Marini ha già  alcune domande: «Quali i criteri adottati per ripartire il turnover? Qual è la sua visione politica di un’università  con problemi di biancio? A quanto ammonta il Fondo Ordinario 2009, posto che in campagna elettorale si era parlato di un aumento?». Dall’Ateneo arriva la risposta: «Il rettore sta già  organizzando una conferenza d’ateneo sul disegno di legge da cui discendono tutti i problemi per raccogliere le istanze». La situazione pavese non è isolata: 29 facoltà  di Farmacia italiane sono in deficit di docenti, e il senatore Lettieri D’Ambrosio ha presentato sulla questione un’interrogazione in Senato. Quali soluzioni per Pavia? «Dato che ci mancano docenti di base – spiega Marini -, si potrebbero mettere al servizio di Farmacia docenti di Medicina o Scienze, tagliando così per noi i costi delle supplenze necessarie a coprire le ore, circa 50mila euro ogni anno». (a.gh.)