La protesta al rettorato

L’atto politico forte a cui abbiamo partecipato oggi è frutto di una stagione di crescente chiusura da parte dell’università  nei nostri confronti. La manovra è poco chiara, in alcune parti presenta incongruenze inconfutabil e non ha visto il minimo coinvolgimento della componente che subirà  maggiormente le conseguenze dei tagli, nonostante i proclami e le promesse del rettore. Inoltre siamo convinti che un rinvio dell’ordine del giorno alla prossima seduta, condizione per la quale avremmo lasciato l’aula consigliare, non avrebbe avuto grandi conseguenze.E’ evidente che non c’è stata la volontà  di ascoltarci.
Credo di poter aggiungere che, se questa mattina in Rettorato la situazione non sia degenerata, il merito va ascritto senza dubbio al senso di responsabilità  di noi studenti. Non certo al modo scriteriato con cui l’Università  ha gestito , questo frangente, alimentando le tensioni con l’intervento della polizia. E so che queste mie parole interpretano il pensiero di molti dei presenti, anche tra i dottorandi.
Annamaria Begnamini – Segretario del Coordinamento per il Diritto allo Studio

Questa mattina, in occasione della seduta del CdA dell’Università  di Pavia, noi studenti ci siamo recati nella sala del consiglio per chiedere il rinvio del punto all’ordine del giorno riguardante l’approvazione del nuovo sistema di tassazione del nostro Ateneo. Vedendoci negata questa richiesta e perdurando da tempo la chiusura ad un confronto da parte delle alte cariche dell’università  , abbiamo deciso di rimanere nella sala, occupandola. Le ragioni di questa nostra azione risalgono alle modalità  e ai tempi che sono stati imposti per l’approvazione di questo provvedimento che andrà  a colpire noi studenti. Inoltre contestiamo questo innalzamento delle tasse in quanto diretta conseguenza dei tagli all’FFO in seguito alla legge 133.
Sottolineiamo quindi l’incoerenza del Magnifico Rettore Angiolino Stella che, dopo aver dichiarato davanti agli studenti il suo impegno nel contrastare la sopracitata legge e i suoi effetti disastrosi sull’Università  pubblica, ha dapprima avvallato in sede CRUI  la riforma Gelmini e in seguito, con questa proposta, ha voluto far gravare sugli studenti buona parte dei tagli ministeriali. Inoltre con questo nuovo sistema di contribuzione l’Università  di Pavia aumenta la percentuale di prelievo sugli studenti in rapporto ai contributi statali (FFO) sforando ulteriormente il  tetto del 20% previsto per legge. La manovra, non esaustivamente definita e scarsamente trasparente, porterà  all’Ateneo pi๠di 4 milioni di euro prelevati dagli studenti.
Riteniamo vergognoso il comportamento tenuto oggi dal Rettore, che successivamente a un forte atto politico degli studenti, ha deciso di ignorare le nostre rivendicazioni spostando la seduta, chiudendosi nei suoi uffici privati, protetto dalla polizia da lui stesso autorizzata ad entrare in università  contro i suoi stessi studenti;cosa che non accadeva da pi๠di 30 anni. Rilanciamo la protesta indicendo una manifestazione per mercoledì 10 marzo.

Studenti e studentesse occupanti del cda