Tasse più care, ed è tensione – La Provincia

MERCOLEDàŒ, 03 FEBBRAIO 2010

Pagina 15 – cronaca

Tasse pi๠care, ed è tensione

Protesta dei ragazzi, vola qualche spintone in rettorato

La decisione passerà  poi con 18 voti favorevoli un’astensione e i no di due dei tre studenti in consiglio

MARIANNA BRUSCHI

PAVIA. Momenti di tensione in università . Ieri mattina all’appuntamento dei consiglieri di amministrazione dell’ateneo si sono presentati anche gli studenti. Un «no» netto all’aumento delle tasse e il tentativo di rimandare la votazione.
Il Consiglio di amministrazione era convocato per le 9.30. Già  prima delle 9 studenti e dottorandi si sono radunati sotto il rettorato. Striscioni e finte banconote da 125 euro, l’importo della tassa fissa, neo-introdotta. Una trentina di ragazzi si sono spinti fino alla sala del Cda. Hanno occupato l’aula, seduti ai posti dei consiglieri. C’erano rappresentanti del Cordinamento, del Cua (il Collettivo universitario autonomo), Giovani del Partito democratico e dottorandi. A cercare il dialogo il prorettore al bilancio, Lorenzo Rampa: «Sono rimasto a titolo personale – ha precisato – in questo momento non parlo a nome di nessuno». Ha ascoltato le critiche dei ragazzi. Sui tempi di approvazione, soprattutto. «Ma dobbiamo approvare il bilancio entro marzo – ha risposto Rampa – non possiamo restare ancora con l’esercizio provvisorio, ci sono problemi con i ritardi nelle fatture». Una spiegazione insufficiente per gli occupanti. «Sono responsabilità  nostra i tagli? E l’esercizio provvisorio? – ha provocato Michele Orezzi del Coordinamento – Lo scorso anno il bilancio provvisorio era sbagliato di diversi milioni di euro, perchà© oggi c’è questa fretta»? La risposta di Rampa non è mancata: «L’errore è stato nell’aver sbagliato le valutazioni sugli aumenti nel personale, ma l’abbiamo pagata durante l’anno con tagli ai servizi». L’errore non si può ripetere: oggi mancano 9 milioni di euro, la manovra-tasse ne porterà  3 all’ateneo.
Il dialogo è durato poco. Quando è arrivata la comunicazione che il Cda si sarebbe comunque svolto, ma nelle sale del rettorato, in pochi minuti la situazione è degenerata. Gli agenti della digos, in borghese, hanno formato un cordone all’ingresso del corridoio che porta in rettorato. Gli studenti lo hanno forzato. Spinte, urla, qualche danno agli uffici, medicazioni poi per tre agenti. Nessuna denuncia per il momento, ma gli studenti sono stati identificati e filmati. I ragazzi sono riusciti a raggiungere l’anticamera. Lì, agenti in divisa li hanno bloccati. La protesta si è fermata. Alle 10 e un quarto in rettorato è tornato il silenzio. I megafoni hanno urlato il loro dissenso tra i cortili. Mentre dentro la decisione è passata: 18 favorevoli, due contrari (tra i tre studenti), un astenuto, rappresentante del personale.
MERCOLEDàŒ, 03 FEBBRAIO 2010

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Ma gli studenti replicano: «Non ci hanno ascoltati»

Stella: il confronto è necessario

PAVIA. Dopo le tensioni, il rettore Angiolino Stella prova a chiedere un ritorno al dialogo. «In un momento complesso come l’attuale – dice il rettore – è importante mantenere un confronto comune con tutte le componenti della comunità  accademica. Al di là  dell’urgenza del bilancio, il dialogo, soprattutto con gli studenti non deve mai venir meno; ecco perchà© auspico che si possano presto programmare insieme momenti di confronto, come la conferenza di ateneo o incontri con i gruppi di lavoro». «E’ stato confermato l’impegno a discutere insieme l’utilizzo dei 6 milioni di euro per i servizi agli studenti – aggiunge il prorettore Rampa – e a stanziarne 70mila aggiuntivi, una volta approvato il bilancio».
E gli studenti? «Siamo convinti che un rinvio dell’ordine del giorno alla prossima seduta, condizione per la quale avremmo lasciato l’aula, non avrebbe avuto conseguenze. Non c’è stata la volontà  di ascoltarci – dice Annamaria Begnamini per il Coordinamento – Se questa mattina in rettorato la situazione non è degenerata, il merito va al senso di responsabilità  di noi studenti. Non al modo con cui l’università  ha gestito questo frangente, alimentando le tensioni con l’intervento della polizia. So che queste mie parole interpretano il pensiero di molti dei presenti, anche tra i dottorandi». «Con questa manovra si sfora il tetto del 20% dell’Ffo per le tasse degli studenti», scrivono in un comunicato «studenti e studentesse occupanti del Cda». Criticano la scelta di far intervenire la polizia, «cosa che non accadeva da pi๠di trent’anni», scrivono, e indicono una manifestazione per il 10 marzo. Hanno votato contro in Cda, tra gli studenti, Orezzi (Coordinamento) e Giraudo (Azione universitaria). Favorevole Matteo Greco (Ateneo studenti). «Per le condizioni che abbiamo ottenuto – spiega Greco – ma anche per un senso di responsabilità . Con le tasse pi๠alte gli studenti non si parcheggeranno pi๠in università ». (ma.br.)

MERCOLEDàŒ, 03 FEBBRAIO 2010

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Fasce e aree, ecco tutte le novità 

L’ateneo: i 125 euro per garantire l’accesso ai servizi

PAVIA. Le fasce Isee sono state riviste: la fascia esente è stata innalzata da 9mila a 12mila euro (non dovranno nemmeno pagare i 125 euro fissi per tutti, tra le richieste avanzate dagli studenti). Ed è stata alzata la fascia massima, da 65mila a 70mila. Non ci sarà  pi๠solo una divisione tra area umanistica e scientifica, le facoltà  saranno divise in quattro gruppi (come da tabella). Sono stati introdotti 125 euro fissi in pià¹, «per garantire l’accesso ai servizi», spiegano dall’ateneo, dal trasporto pubbico gratuito, al wireless, all’iscrizione al Cus. Per i dottorandi ci sarà  un contributo fisso di 400 euro. Eliminata invece la proposta di chiedere 300 euro (invece di 125) «agli studenti extra comunitari non regolarmente soggiornanti in Italia». E poi alcuni aumenti in tariffe precise, tra cui il trasferimento ad altro ateneo, per cui prima non si pagava e che ora costerà  300 euro.