L'UDU LANCIA LA CAMPAGNA “FUTURO SIGNIFICA SPENDERCI!”

RAPPORTO CNVSU: DIRITTO ALLO STUDIO IN CRISI.

In Italia i Governi che si sono succeduti non hanno ancora risolto, se non occasionalmente, il vergognoso fenomeno, unico in Europa, degli “idonei non beneficiari”, ovvero degli studenti idonei a beneficiare della borsa di studio ma per mancanza di finanziamenti non la ottengono. Il rapporto di Dicembre del 2009 del Comitato Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario (C.N.V.S.U.) evidenzia come questo fenomeno sia ancora lontano dalla sua risoluzione e gravi sulla partecipazione degli studenti all'istruzione universitaria. I limiti di reddito per risultare idoneo alla borsa di studio sono ormai troppo bassi e nonostante questo nelle Regioni si registrano picchi in negativo di copertura addirittura del 42% del Molise, del 56% in Puglia, passando per il 55% in Calabria e il 59% della Sicilia (secondo i dati ministeriali aggiornati al 2008/09).
Inoltre, l’elevato prezzo degli affitti per gli studenti, il numero dei posti nelle residenze universitarie tra i pi๠bassi d'Europa, le rare agevolazioni sui trasporti e la mancanza di assistenza sanitaria per gli studenti fuori-sede rendono la vita universitaria degli studenti un percorso difficile e che grava sul dato degli immatricolati, in calo dal 2005 ad oggi.

Questo diritto fondamentale sancito dall'art. 34 della Costituzione sta per essere ulteriormente calpestato dai provvedimenti messi in campo dalla premiata ditta Tremonti-Gelmini.
Le forbici del Governo non si sono fermate solo ai finanziamenti agli atenei ma hanno tagliato anche sul fondo per le borse di studio, il Fondo Integrativo per il Diritto allo Studio, che passerà  dai 111 milioni del 2009 a 76 milioni nel 2011.
Ma la ciliegina sulla torta di questa vergognosa mancanza di rispetto verso un diritto costituzionale, diritto che dovrebbe costruire le fondamenta per il Paese, è il ddl di riforma dell'Università  che svela finalmente in maniera chiara quale visione questo Governo ha del diritto allo studio. Il finanziamento di borse di studio assegnate con un test nazionale per “premiare il merito” a scapito delle normali borse di studio assegnate con criteri di reddito e merito, il rafforzamento del prestito d’onore come strumento sostitutivo delle borse, sono elementi di una riforma del diritto allo studio non pi๠nell’ottica di agevolare chi ha difficoltà  economiche ma se lo merita, ma di strutturazione di un sistema clientelare e aperto a pochi “eletti”.

Noi crediamo che il diritto allo studio sia un diritto fondamentale per garantire l'istruzione per tutti e non solo per chi se lo può permettere crediamo che sia fondamentale per garantire la mobilità  sociale, pensiamo che sia il primo vero e grande investimento che un Paese civile debba fare e soprattutto pensiamo che non si può riformare una materia tanto importante tagliando risorse.
Pensiamo che “diritto allo studio” debba tradursi in un sistema integrato di borse e servizi che garantiscano davvero l'accesso e la prosecuzione degli studi, dando pi๠autonomia agli studenti universitari.

Il 3 Marzo rilanciamo la mobilitazione negli atenei italiani con la campagna “FUTURO SIGNIFICA SPENDERCI!”, per la tutela di un reale diritto allo studio
Sit in, flash mob, banchetti, volantinaggi, saranno i mezzi di protesta con i quali vogliamo sensibilizzare gli studenti su una riforma che sta passando in silenzio e diffondere le nostre proposte per l’affermazione di un welfare studentesco in risposta alla riforma Gelmini, ai tagli di Tremonti e alle dichiarazioni sconsiderate di Brunetta.