IL Coordinamento per il diritto allo studio-UDU PAVIA fa ricorso al TAR contro l’aumento delle tasse.

LA BATTAGLIA CONTRO L’AUMENTO DELLE TASSE STUDENTESCHE IN 5 DOMANDE E RISPOSTE:

Cosa ha fatto il Coordinamento per il diritto allo studio-UDU lista di rappresentanti degli studenti universitari?
Il Coordinamento per il diritto allo studio-UDU Pavia, appena prima di Pasqua, ha presentato un ricorso al TAR nei confronti dell’Università  di Pavia per contestare l’illegittimo aumento della contribuzione studentesca.

Con quale obiettivo?
L’obiettivo finale è l’annullamento delle deliberazioni, e quindi dell’aumento delle tasse per gli studenti, e comunque in ogni caso, il riborso delle somme anticipate dagli studenti e il risarcimento dei danni.

Oltre a questo?
Si è anche richiesta l’immediata sospensione dei provvedimenti su cui il TAR si pronuncerà  in tempi rapidi, per andare a bloccare fin da subito l’aumento previsto per ottobre 2010, aumento illegittivo e contra legem.

Nel dettaglio, quali sono le situazioni illegittime di questa riforma delle tasse degli studenti che il Coordinamento denuncia nel ricorso presentato?
Per legge il totale della contribuzione studentesca di un ateneo non deve superare il 20% dei fondi traferiti dallo stato centrale. Il bilancio 2009 prevedeva una contribuzione pari al 20%, quindi l’università  aveva già  applicato agli universitari di Pavia la contribuzione massima prevista dalla legge. A fronte dei tagli del governo Berlusconi, i trasferimenti dello stato si sono sensibilmente ridotti con una responsabilità  politica dell’ università  che, di fatto, è stata in silenzio lasciando isolati gli studenti nel contrastare dei tagli che ora si stanno rivelando mortali per il funzionamento dell'Università  di Pavia. Non solo: l’università  ha consapevolmente deciso di far pagare agli studenti i tagli subiti dal governo, la maggior parte direttamente con l’aumento delle tasse nell’ordine del 4% rispetto al 2009 e la restante parte in maniera indiretta con una serie di tagli per attrezzature didattiche, pulizie delle aule, ecc… Senza contare che, questa manovra cinica e poco lungimirante, non solo è di corto respiro (visto che dall’anno prossimo i tagli dallo per la nostra università  saranno di oltre 15 milioni) ma è stata approvata senza aprire una vera discussione con noi rappresentanti degli studenti, in soli sette giorni dalla presentazione, in una stanza del rettorato blindata dalla forza pubblica armata. Polizia che non entrava in Università  da 40 anni e che non può essere lo strumento con il quale si approvano riforme della tassazione che invece dovrebbero essere quanto pi๠condivise e discusse nelle sedi competenti e dalle rappresentanze studentesche.

Questo aumento va quindi a sforare il limite imposto dalla legge?
Si, porta il superamento rispetto alla soglia limite, raggiunta negli anni precedenti, di oltre 16,5 punti percentuali. Così facendo il limite di legge è ampiamente superato ed è nostro dovere contrastare una scelta che non ha a cuore il futuro dell’ Università  pubblica. Come rappresentanti degli studenti è nostro dovere tutelare il diritto degli studenti ad una contribuzione progressiva, nel rispetto delle norme che lo riguardano. Inoltre, con grande dispiacere dobbiamo constatare che, nella decisiva commissione per il diritto allo studio di ateneo, la nostra associazione studentesca è stata l’unica a votare in maniera contraria alla proposta, visto che sia azione universitaria (poi pentita in CDA) che ateneo studenti hanno votato favorevoli all’aumento delle tasse. Tasse che aumenteranno di oltre 3 milioni di euro, con rincari per i singoli studenti a partire fin dalla bassissima soglia di 19 mila euro ISEE da 80 fino anche a 622,30 euro, con la tassazione per tutti di 125 fissi per dei servizi studenteschi da sono pi๠di facciata che effettivi, senza contare gli enormi disservizi che hanno interessato tutti gli studenti nelle compilazioni on line di piani di studio, iscrizioni on line agli esami, registrazioni di voti per via informatica in tutto questo anno accademico.

La battaglia del Coordinamento per il diritto allo studio-UDU Pavia si sposta quindi nelle sale del tribunale per la tutela dei diritti degli studenti e per il bene dell’università  pubblica messa in grave pericolo dai tagli del Governo Berlusconi targati Gelmini-Tremonti e dei silenzi compiacenti di qualche rettore di troppo in giro per lo stivale che, dopo un anno, si trova alla canna del gas e non sa far altro che prendersela con la parte pi๠debole del mondo universitario, gli studenti, calpestando i loro diritti e la soglia del 20% imposta dalla legge. L’università  pubblica è già  oggi, ma lo sarà  sempre di pià¹, in ginocchio, non per l’agire degli studenti con azioni come questa ma per tagli indiscriminati dei Governi e di Ministri che non hanno a cuore il sapere nel nostro paese. La responsabilità  della situazione in Università  è completamente loro e non è giusto che siano le tasche degli studenti, a rimetterci, di pi๠di quello che già  ci rimettono oltre i limiti imposti dalla legge.