Saviano: «Pavia attenta, la mafia è anche qui»

Dalla Provincia Pavese

Lungo applauso del pubblico. «Non dite mai: non ci riguarda». Proteste in piazza: «Ma perchà© solo due aule per un evento così?»

PAVIA. Un cordone umano per dare una forma alla lunga coda di gente da ore in attesa. C’è tensione. Fuori, per le centinaia di persone rimaste escluse. Dentro, con sindaco e presidente della Provincia “bloccati”. Poi è entrato Saviano, un sorriso, volto disteso. Un lungo applauso.

Alle 20.30 la sala è già  piena. Arrivano il sindacao Cattaneo e il presidente della Provincia Poma. Chiedono di passare. «I patti con l’Università  erano chiari, ci sono persone che aspettano fuori sotto la pioggia dalle sette, è una questione di rispetto – ha detto Michele Orezzi, del Coordinamento -, sindaco e presidente devono aspettare il loro turno. Invece sono entrati da una porta secondaria, che doveva essere sigillata». Attimi di tensione, poi si trova un posto.

Alle 21 in punto entrano il rettore, alcuni docenti, qualche politico, a colloquio pochi minuti prima con Roberto Saviano. In sala c’è chi si alza in piedi. In attesa. Poi è solo un lungo applauso, ad accogliere l’ospite della prima serata di mafie 2010. Lo introduce Vittorio Grevi, direttore del dipartimento di procedura penale. Poi Anna Dichiarante, rappresentante dell’Udu: «Pavia non era preparata alla presenza delle mafie – ha detto – invece adesso ha aperto gli occhi».

Saviano ha ascoltato ogni parola, il viso appoggiato alla mano, attento. «Sono lusingato dell’accoglienza – ha detto – e delle parole del professor Grevi. Mi muovo sempre con difficoltà  e organizzare un incontro è sempre complicato, ma le università  per me hanno la priorità . Poter incontrare i miei coetanei, persone che studiano il mondo e probabilmente lo cambieranno». «Camorra e mafia sono parole importanti per gli studiosi, ma il territorio non le ha mai definite così, ma le ha definite “sistema”. Chi racconta costruisce gli strumenti per cambiare il paese, chi dice che invece fa fare brutta figura al paese è il primo invito all’omertà ». Ed è un lungo applauso a dare forza alle sue parole.

La discussione è ben presto arrivata a toccare il caso Pavia: «Dopo l’inchiesta che vi ha toccati – ha detto Saviano – la prima reazione a Pavia è stata quella di dire “non ci riguarda, sarà  qualcuno che viene da fuori”. E invece vi invito a pensare, e a essere prudenti quando parlate di ‘ndrangheta. Le organizzazioni arrivano dobe c’è la ricchezza, collaborano con gli interlocutori del posto alla ricerca del profitto».