Pavia, criminalità urbanistica

Pavia, criminalità urbanistica

Lorenzo Bagnoli, giornalista freelance, ha pubblicato su YouReporter un’inchiesta sulla speculazione edilizia realizzato con il nostro contributo.
Al link in alto è presente il video. Di seguito pubblichiamo un commento del rappresentante in CdA del Coordinamento per il Diritto allo Studio, Bernardo Caldarola.

Pavia. Cittadina lombarda di 70mila abitanti. Una Università e un ospedale a dare un senso all’esistenza di questo posto che dagli anni ’70 ha perso il suo tessuto industriale.
E poi una zona periferica, a nord-est, in continua espansione, senza criterio e senza una motivazione logica, se non quella di fare muovere dei capitali che altrimenti non girerebbero.
Pavia non ha fame di case, al contrario dei costruttori.

Tra il 7 febbraio e il 6 marzo, a Pavia sono stati sequestrati due cantieri. Dovevano diventare residenze per universitari, ma gli alloggi sono stati venduti a privati.
Il primo cantiere sequestrato è il cantiere di Punta Est: nel bel mezzo del nulla nella zona est della città, Punta Est sorge (ancora incompiuto a seguito del sequestro cautelare) su un terreno che da PGT dovrebbe essere destinato alla costruzione di residenze e servizi universitari. Come aggirare l’ostacolo? È qui che interviene la pericolosa triangolazione tra Università, Comune e imprenditoria: una “convenzione” (avente natura di contratto attivo) stipulata dal Dipartimento di Ingegneria Edile e Architettura guidato dal noto architetto milanese e docente universitario Angelo Bugatti, richiedeva l’utilizzo dell’area del cantiere per scopi di didattica e di ricerca. Come? Semplicemente portando gli studenti a vedere il cantiere. Tutto qua. Il Comune, dalla sua, tramite il funzionario Moro firma un permesso di costruzione illecito e l’imprenditore Dario Maestri costruisce. Il terreno, inoltre, risultava essere stato acquistato da Arco per circa un milione di euro, e rivenduto dalla stessa società dopo pochi mesi a più di 6 milioni di euro.

Per Green Campus la situazione è più o meno la stessa: terreno sottoposto a vincolo di utilizzo da PRG nel 2003, con vincolo quinquennale scaduto nel 2008. Sul terreno, che nel frattempo aveva perso la sua destinazione d’uso diventando così un terreno agricolo,  hanno cominciato a costruire solo due anni fa. Lottizzazione abusiva. Alla quale si aggiunge il fatto che molti dei più di 300 appartamenti del complesso residenziale erano già stati venduti prima che il cantiere fosse chiuso – chiaramente venduti a privati – violando così anche il vincolo che impone l’utilizzo delle strutture sorte su quel terreno a utilizzo universitario.

Due cantieri sequestrati, un docente, un funzionario comunale e un imprenditore arrestati.
La casa editrice di un giornalista e attivista antimafia andata a fuoco il giorno della befana.
La macchina di un consigliere comunale della commissione antimafia in fiamme.
Le croci davanti allo studio dell’avvocato che si sta occupando delle vicende giudiziarie di questi ladri mangiasoldi e spalmacemento, in difesa della cittadinanza.

E una città che, forse per paura, fa fatica a rispondere all’unisono a quella che Peppino Impastato avrebbe chiamato “una montagna di merda”.

Bernardo Cardarola
Rappresentante degli Studenti in Consiglio di Amministrazione
Coordinamento per il Diritto allo Studio