“Nave”, allarme mensa

Mentre viene servito il pranzo agli studenti, il Coordinamento per il Diritto allo Studio – UdU Pavia sta portando avanti un sit-in di fronte alla mensa della “nave”, nei pressi della Facoltà di Ingegneria, per denunciare la situazione amministrativa in cui versa l’azienda. La società responsabile del servizio, “Unigest”, ha deciso di mettere in mobilità tutti e 32 i dipendenti della mensa venendo meno, nei fatti, agli impegni presi nella convenzione stipulata con l’Università. Questo mette a serio repentaglio il servizio fornito agli studenti. Per questo motivo, come sindacato degli studenti, il Coordinamento per il Diritto allo Studio è mobilitato e rilancia altre azioni dimostrative, chiedendo garanzie all’università.

“La preoccupazione nostra è sia per il servizio in sé, sia per il silenzio assordante in cui tutto questo sta accadendo” – dichiara Alessandro Lucia, segretario del Coordinamento per il Diritto allo Studio – “consideriamo irresponsabile il comportamento di ‘Unigest’, ma soprattutto la mancata presa di posizione dell’Università, che non sta difendendo in alcun modo la parte studentesca lesa. Per questo, da oggi, attiveremo un percorso di mobilitazione, insieme ai lavoratori in pericolo di licenziamento, perché Pacchiarotti e Rugge non scappino di fronte alle responsabilità, rischiando di lasciare senza pasti gli studenti della nostra Università”.

Continua il segretario del Coordinamento: “Nelle prossime settimane, la questione della mensa sarà portata avanti di pari passo a un’altra importante rivendicazione: la nuova amministrazione universitaria sta mostrando colpevole sufficienza nel gestire il problema degli spazi universitari. La volontà di non fornire risposte chiare ed esaustive da parte del Rettore e dei suoi delegati la interpretiamo come un’evidente presa di posizione della nuova amministrazione, tesa a evitare una precisa assunzione di responsabilità di fronte agli studenti, non fornendo spazi idonei per lo svolgimento di attività ricreative e culturali”.

È venuto il tempo delle parole chiare. L’Università deve prendere impegni davanti agli studenti. Non saremo disposti a ulteriori frasi di circostanza che non garantiscano il pasto agli studenti e un uso responsabile e libero di tutti gli spazi universitari per attività ricreative.