America Latina: socialismo del XXI secolo e movimenti dal basso. Quali sfide per il futuro?

Giovedì 13 marzo, nell’Aula Magna dell’Università di Pavia, il Coordinamento per il Diritto allo Studio organizzerà un’iniziativa sull’America Latina. Con Gennaro Carotenuto e Aldo Zanchetta si analizzeranno le prospettive della composita galassia latinoamericana di regimi politici e di movimenti indigeni, che sta vivendo un intenso processo di crescita economica, non sempre accompagnato però dalla necessaria attenzione alle ricadute sulla politica e sull’economia interna che lo sviluppo porta con sé.

Gli ultimi 15 anni sono stati segnati da un processo di democratizzazione di vari paesi dell’America Latina. Dalla prima vittoria di Chavez alle presidenziali venezuelane nel 1999, in molti altri paesi si è assistito al successo elettorale di  partiti o coalizioni di sinistra, che hanno declinato in vario modo la propria azione politica, dando vita a quel movimento che ha preso il nome di “Socialismo del XXI secolo”.
Contestualmente, il consolidamento della democrazia è stato accompagnato dall’azione di un vasto spettro di movimenti sociali, per lo più indigeni, la cui spinta dal basso è stata insieme stimolo e spina nel fianco di questi stessi governi. Dagli zapatisti del Chiapas e i Piqueteros argentini ai Sem Terra brasiliani e ai Mapuche cileni (coinvolti in una lunga disputa legale con l’azienda italiana Benetton), è lunga la lista dei movimenti indigeni latinoamericani che negli ultimi decenni si sono fatti promotori di un serie di istanze confliggenti con il paradigma economico neoliberista.

Dopo un 2013 conclusosi con la vittoria della coalizione socialista in Chile guidata dalla Bachelet, anche il 2014 sarà un anno denso di appuntamenti elettorali per il continente latinoamericano. Le elezioni amministrative in Ecuador hanno segnato una battuta d’arresto per il presidente socialista Rafael Correa, portando ad una seria riflessione interna al partito Alianza Pais. Mentre nei prossimi mesi assistiremo ad alezioni legislative e presidenziali in paesi del calibro di Colombia, Panamà, Bolivia e Brasile. Il tutto condito dalla forte instabilità che sta vivendo in queste ore il Venezuela, dove il governo guidato da Nicolas Maduro stenta a mantenere il controllo di una piazza sempre più rovente, e dove gli echi di un colpo di stato eterodiretto dal vicino statunitense si fanno sempre più insistenti.

A dibattere di questi argomenti saranno due tra i massimi esperti di politica, storia e movimentistica latinoamericana: il Prof. Gennaro Carotenuto e l’Ing. Aldo Zanchetta.

Il primo è professore di Storia del giornalismo e dei nuovi media e di World History presso l’Università di Macerata. Giornalista e storico, esperto di America Latina, professore invitato in università in Uruguay, Cile Venezuela, Tunisia e l’Institute des Hautes Etudes de l’Amerique Latine dell’Università Parigi III (Sorbonne Nouvelle). Autore di diversi libri, l’ultimo dei quali nel 2012: “Hijos. La storia orale dei figli di desaparecidos in Argentina, Cile, Uruguay”.

L’Ing. Aldo Zanchetta invece è uno scrittore e studioso dei fenomeni sociali in atto in America Latina, con particolare attenzione alle rivendicazioni indigene. Collabora con numerosi siti e testate on-line, ed è l’organizzatore del seminario residenziale: “L’America Latina dei movimenti sociali e dei popoli indigeni: quali speranze e quale realtà”, che ogni anno raccoglie i più grandi esperti nonché protagonisti dei più importanti movimenti dal basso latinoamericani. Autore di numerosi libri e raccolte sull’America Latina tra i quali “America Latina. L’avanzata de los abajo. Movimenti sociali e popoli indigeni” del 2008.