Tra il 30 Marzo e il 6 Aprile, presso l’Università di Pavia si sono svolti i test di accertamento linguistico per l’Erasmus+ resi vincolanti dall’anno scorso nonostante il nostro sforzo di abbattere questo sistema in alcun modo previsto dal progetto Erasmus stesso. L’anno scorso abbiamo raccolto le firme per ottenere la correzione del bando ma la richiesta di eliminazione del vincolo linguistico è rimasto inascoltato. La situazione si è rivelato anche peggiore di quanto da noi previsto a causa di un test selettivo fortemente inattendibile che rischia di abbassare ancora più dell’anno scorso il numero di studenti pavesi che parteciperanno al progetto Erasmus+.
 
“E’ assolutamente inconcepibile che l’Università di Pavia voglia vincolare l’Erasmus a un proprio test di sbarramento non affatto richiesto né dal progetto Erasmus+ né dalle Università ospitanti!” dice Luigi Profeta, segretario del Coordinamento per il diritto allo studio – UDU Pavia. “Peraltro senza neppure riferirsi a piattaforme e test gratuiti che il progetto internazionale stesso fornisce a tutte le Università attraverso l’Erasmus+ Online Linguistic Support e senza fornire una preparazione linguistica attraverso corsi extracurriculari ad hoc, come ci era stato garantito l’anno scorso, ma semplici slide e test su Kiro.”
 
“Il test proposto non è assolutamente credibile”, rincara il segretario dell’UDU Pavia. “Le modalità di valutazione non prevedono un modello pari alle certificazioni internazionali (sancite ad esempio da Europass) con test di comprensione (ascolto e lettura), produzione e interazione orale e scrittura ma semplicemente un test di 30 crocette dove il passaggio da un livello linguistico all’altro è dato solamente a coloro che ottengono l’86% di risposte corrette, meno di 4 errori a test! Per non parlare dei contenuti lessicali che, prendendo ad esempio l’inglese, a confronto con il quadro di riferimento europeo di Cambridge per la conoscenza del lessico, secondo chi ha avuto modo di sostenere il test, non sono assolutamente rispettati”.
 
“Di fronte a un test di questo tipo” conclude Profeta “non abbiamo potuto fare altro che chiedere un incontro con i responsabili per proporre, per il secondo anno consecutivo, dei correttivi al bando e riportare il progetto Erasmus+ alla sua originaria condizione di maggiore inclusività possibile!”
 
ASS ERASMUS DEF

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