Il Coordinamento per il Diritto allo Studio – UDU Pavia, alla seconda riga del suo statuto, si definisce “antifascista” accanto a valori come solidarietà, antirazzismo, libertà, democrazia, uguaglianza e laicità. Crediamo nei valori antifascisti come pratica applicazione quotidiana della difesa delle istituzioni democratiche contro il fascismo, sua diretta minaccia, e non come un valore da tenere nella teca e mostrare solo il 25 Aprile.

L’attuale situazione storica e geopolitica, con chiaro riferimento alla crisi dei rifugiati e alla condizione di “guerra tra poveri” portata da crisi e austerity, ha offerto un terreno fertile alla convergenza tra fascismo, xenofobia e populismo. Grazie alla strumentalizzazione di tematiche sociali, in una fase politica in cui il corpo sociale è completamente scevro da una formazione politica e culturale solida, le squadre fasciste stanno trovando legittimità a livello sociale, benché siano numerosi gli episodi di violenza che li vedono coinvolti.

Anche a Pavia, dall’apertura della sede di Casapound in Via della Rocchetta, stiamo assistendo a un’escalation di odio e violenza, sia ideologica che fisica, da parte dei fascisti. Dalle affissioni illegali di Casapound, scritte inneggianti al nazismo e scritte intimidatorie sui muri o sulle strade (basti ricordare la scritta in occasione del Pavia Pride), si è passati alla violenza con il pestaggio in Strada Nuova di Maggio e l’aggressione con bottiglie al concerto degli Statuto il 19 Agosto.

Nonostante la volontà di diverse associazioni pavesi, riunite nella Rete Antifascista, di promuovere un’azione culturale in grado di creare anticorpi sociali e culturali contro questi elementi, creando coscienza nei principi antifascisti costituzionali e tenendo viva la memoria storica, le istituzioni locali mantengono il silenzio (assenso?) da cui i fascisti traggono legittimità.

Come Coordinamento per il Diritto allo Studio – UDU Pavia torniamo a chiedere alle autorità di Pavia l’applicazione dell’ordine del giorno approvato ad Aprile 2015 contro la concessione di spazi pubblici ad associazioni e movimenti xenofobi, razzisti e fascisti.
Chiediamo l’intervento del Prefetto e la convocazione del Tavolo per l’ordine pubblico.
Chiediamo la chiusura della sede fascista in Via della Rocchetta.
A livello nazionale, chiediamo lo scioglimento di Casapound per ricostituzione del partito fascista.

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