Come Coordinamento per il Diritto allo Studio-UDU Pavia, abbiamo partecipato al presidio in solidarietà (del 15 Settembre a Pavia) di Abd Elsalam Amhed Eldanf, l’operaio che nella notte tra il 14 e il 15 settembre, durante un picchetto di protesta dell’Unione Sindacale di Base (USB), è stato travolto e ucciso da un tir. 
Secondo alcune testimonianze riportate dalla stampa, il conducente è stato incitato dai responsabili aziendali a forzare il picchetto, organizzato a seguito di mancati contratti di assunzione dei precari dalla Seam, azienda di logistica in appalto alla Gls.

In merito a questi fatti i diversi sindacati, le associazioni e i movimenti cittadini pavesi, hanno trovato come luogo di discussione e reciproco sostegno Piazza della Vittoria: con decisione, ci siamo uniti a loro ribadendo la nostra partecipazione come sindacato studentesco, perché pensiamo che la lotta per la tutela dei diritti debba essere condivisa sul posto di lavoro, così come in Università.

Riteniamo questo fatto gravissimo e inaccettabile in un Paese come il nostro in cui la Costituzione riconosce la pratica dello sciopero come un diritto! La morte di Abd Elsalam non deve cadere nell’omertà: è necessario, fin da subito, pretendere chiarezza sulle dinamiche dell’incidente e soprattutto sui responsabili. Da questo fatto vogliamo che nasca una maggiore coscienza collettiva, ma anche una critica ragionata, sulla condizione lavorativa in Italia, sulle dinamiche di lotta, e sul fatto che anche quando sono pacifiche esse possono diventare pericolose.

Con profonda indignazione esprimiamo le più sincere condoglianze ai compagni di lavoro, alla famiglia e ai cinque figli di Adb, lasciati nel giorno di riapertura delle scuole.

“O cara moglie, prima ho sbagliato,
dì a mio figlio che venga a sentire,
chè ha da capire che cosa vuol dire
lottare per la libertà”

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