Dì a mio figlio che venga a sentire/chè ha da capire che cosa vuol dire lottare per la libertà!

Come Coordinamento per il Diritto allo Studio-UDU Pavia, abbiamo partecipato al presidio in solidarietà (del 15 Settembre a Pavia) di Abd Elsalam Amhed Eldanf, l’operaio che nella notte tra il 14 e il 15 settembre, durante un picchetto di protesta dell’Unione Sindacale di Base (USB), è stato travolto e ucciso da un tir. 
Secondo alcune testimonianze riportate dalla stampa, il conducente è stato incitato dai responsabili aziendali a forzare il picchetto, organizzato a seguito di mancati contratti di assunzione dei precari dalla Seam, azienda di logistica in appalto alla Gls.

In merito a questi fatti i diversi sindacati, le associazioni e i movimenti cittadini pavesi, hanno trovato come luogo di discussione e reciproco sostegno Piazza della Vittoria: con decisione, ci siamo uniti a loro ribadendo la nostra partecipazione come sindacato studentesco, perché pensiamo che la lotta per la tutela dei diritti debba essere condivisa sul posto di lavoro, così come in Università.

Riteniamo questo fatto gravissimo e inaccettabile in un Paese come il nostro in cui la Costituzione riconosce la pratica dello sciopero come un diritto! La morte di Abd Elsalam non deve cadere nell’omertà: è necessario, fin da subito, pretendere chiarezza sulle dinamiche dell’incidente e soprattutto sui responsabili. Da questo fatto vogliamo che nasca una maggiore coscienza collettiva, ma anche una critica ragionata, sulla condizione lavorativa in Italia, sulle dinamiche di lotta, e sul fatto che anche quando sono pacifiche esse possono diventare pericolose.

Con profonda indignazione esprimiamo le più sincere condoglianze ai compagni di lavoro, alla famiglia e ai cinque figli di Adb, lasciati nel giorno di riapertura delle scuole.

“O cara moglie, prima ho sbagliato,
dì a mio figlio che venga a sentire,
chè ha da capire che cosa vuol dire
lottare per la libertà”

FUORI I FASCISTI DALLA NOSTRA CITTÀ!

Il Coordinamento per il Diritto allo Studio – UDU Pavia, alla seconda riga del suo statuto, si definisce “antifascista” accanto a valori come solidarietà, antirazzismo, libertà, democrazia, uguaglianza e laicità. Crediamo nei valori antifascisti come pratica applicazione quotidiana della difesa delle istituzioni democratiche contro il fascismo, sua diretta minaccia, e non come un valore da tenere nella teca e mostrare solo il 25 Aprile.

L’attuale situazione storica e geopolitica, con chiaro riferimento alla crisi dei rifugiati e alla condizione di “guerra tra poveri” portata da crisi e austerity, ha offerto un terreno fertile alla convergenza tra fascismo, xenofobia e populismo. Grazie alla strumentalizzazione di tematiche sociali, in una fase politica in cui il corpo sociale è completamente scevro da una formazione politica e culturale solida, le squadre fasciste stanno trovando legittimità a livello sociale, benché siano numerosi gli episodi di violenza che li vedono coinvolti.

Anche a Pavia, dall’apertura della sede di Casapound in Via della Rocchetta, stiamo assistendo a un’escalation di odio e violenza, sia ideologica che fisica, da parte dei fascisti. Dalle affissioni illegali di Casapound, scritte inneggianti al nazismo e scritte intimidatorie sui muri o sulle strade (basti ricordare la scritta in occasione del Pavia Pride), si è passati alla violenza con il pestaggio in Strada Nuova di Maggio e l’aggressione con bottiglie al concerto degli Statuto il 19 Agosto.

Nonostante la volontà di diverse associazioni pavesi, riunite nella Rete Antifascista, di promuovere un’azione culturale in grado di creare anticorpi sociali e culturali contro questi elementi, creando coscienza nei principi antifascisti costituzionali e tenendo viva la memoria storica, le istituzioni locali mantengono il silenzio (assenso?) da cui i fascisti traggono legittimità.

Come Coordinamento per il Diritto allo Studio – UDU Pavia torniamo a chiedere alle autorità di Pavia l’applicazione dell’ordine del giorno approvato ad Aprile 2015 contro la concessione di spazi pubblici ad associazioni e movimenti xenofobi, razzisti e fascisti.
Chiediamo l’intervento del Prefetto e la convocazione del Tavolo per l’ordine pubblico.
Chiediamo la chiusura della sede fascista in Via della Rocchetta.
A livello nazionale, chiediamo lo scioglimento di Casapound per ricostituzione del partito fascista.

CONSIGLIO DI STATO CONDANNA UNIVERSITA’ A RISARCIRE 8 MILIONI DI EURO AGLI STUDENTI / NORMA MONTI NON CONSENTE SCORPORO AUTOMATICO DELLE TASSE DEI FUORI CORSO: ATENEO ANCORA FUORI LEGGE

Venerdì 6 Maggio sono state depositate in Consiglio di Stato le sentenze riguardanti i
ricorsi contro lo sforamento del tetto del 20% delle tasse studentesche rispetto ai
finanziamenti statali, intrapresi per gli anni 2011 e 2012 dal Coordinamento per il diritto
allo studio – UDU Pavia e dall’ADP – Associazione Dottorandi Pavesi.
La sentenza del Consiglio di Stato per l’anno 2011 condanna l’Università di Pavia a
restituire 2.168.184 euro. La sentenza del Consiglio di Stato per il ricorso riferito all’anno
2012, inoltre, costituisce una vittoria di cruciale rilevanza politica: secondo il Consiglio, le
disposizioni di cui all’art. 7, comma 42, della Legge 135/2012 (la cosiddetta “spending
review”), che dispongono lo scorporo della quota di tassazione relativa agli studenti fuori
corso, non possono essere applicate all’intero anno solare 2012. Attuando questo
principio, l’Università di Pavia risulta aver superato il limite del 20% di 4.143.746 euro, cifra
che dovrà interamente essere restituita agli studenti.
Questo importo va a sommarsi alle somme relative agli anni 2010 e 2011, per i quali il
Consiglio di Stato ha gà disposto la restituzione, per un importo complessivo di 8.038.930
euro.
Luigi Profeta, segretario del Coordinamento per il diritto allo studio – UDU Pavia, dichiara:
“Queste sentenze rappresentano una Caporetto per l’università, una sconfitta definitiva
dell’ arroganza accademica che ha impedito ogni forma di dialogo tra università e studenti
e che ha portato noi studenti a farci valere in tribunale, dove le nostre argomentazioni
hanno avuto le stesso peso di quelle delle alte sfere accademiche. L’Ateneo pavese dovrà
restituire agli studenti oltre 8 milioni di euro, per lo sforamento del tetto del 20% della
contribuzione studentesca sul Fondo di Finanziamento Ordinario ricevuto dallo Stato per
gli anni 2010, 2011 e 2012. Questa considerevole cifra sposta, finalmente, da un piano
pavese a un piano nazionale il piano di discussione del problema del sottofinanziamento,
fatto pesare sulle tasche degli studenti: i nostri ricorsi non sono mai stati fatti per colpire
l’Università di Pavia, ma per sottolineare il grave stato di sottofinanziamento del sistema
universitario italiano. Ora è il Governo a dover intervenire, investendo seriamente
nell’Università, per far sì che le singole università non debbano più far pesare i propri
bilanci sugli studenti e affinché le tasse studentesche non siano più così alte da limitare
l’accesso ai più alti gradi di studio e ne appesantiscano il percorso per chi riesce a
entrarvi”.
Alessandra Brambati, Presidente dell’ADP – Associazione Dottorandi Pavesi, dichiara:
“L’Università di Pavia ha corretto più volte il testo votato il 2 febbraio del 2010 con lo scopo
di togliere terreno argomentativo al nostro ricorso. Le ingiustizie inizialmente previste che
avrebbero colpito noi dottorandi sono state tolte già nelle prime correzioni, ma come
Associazione Dottorandi Pavesi abbiamo continuato ad essere promotori insieme al
Coordinamento per il Diritto allo Studio dei ricorsi contro l’Università perché abbiamo
sempre creduto in questa battaglia contro l’iniquità subita dagli studenti. La condivisione di
questo percorso con i rappresentanti del Coordinamento scaturisce dalla consapevolezza
che si tratti anche di una battaglia culturale che mira a un’Università pubblica migliore e
con un livello di risorse adeguate a un Paese avanzato. Troviamo che sia stato un
gravissimo errore della dirigenza accademica quello di ovviare alla penuria di
finanziamenti tramite l’uso improprio delle tasse studentesche”.
Prosegue il segretario del Coordinamento per il diritto allo studio – UDU Pavia: “Le
sentenze del 2010 e del 2011 sanciscono la ragione della nostra richiesta di rispettare le
leggi sulla contribuzione. La sentenza sul 2012 ribadisce che la nostra battaglia, in ogni
Consiglio di Amministrazione in cui si è discusso di contribuzione studentesca e del voto
su bilancio preventivo e consuntivo, era una battaglia giusta e corretta dal punto di vista
legale. Anche l’attuale Amministrazione dell’Ateneo, dopo l’infelice arroganza della
gestione Stella, ha più volte sottolineato come il ricorso 2012 non avesse alcun
presupposto per esistere. Questa sentenza dimostra che avevamo ragione nel chiedere la
restituzione di quelle tasse richieste in eccesso dall’Università e la necessità che l’Ateneo
tutto si facesse portavoce di questa battaglia, che ha visto studenti e dottorandi quasi
completamente isolati, tranne rare eccezioni di docenti che hanno supportato la nostra
battaglia. Non abbiamo ancora ricevuto scuse ufficiali dall’ex Rettore Angiolino Stella e
dall’ex Prorettore al Bilancio, Lorenzo Rampa: dopo queste sentenze quelle scuse si
rendono necessarie, per via dell’arroganza con cui hanno portato avanti la loro politica di
pressione sugli studenti e sui rappresentanti degli studenti, che ne tutelavano i diritti”.
Il segretario del Cooordinamento per il diritto allo studio – UDU Pavia chiude: “Abbiamo
sempre contestato la sconsiderata politica di sottofinanziamento delle università italiane.
Invece di avere al nostro fianco i vertici degli atenei in questa battaglia di civiltà, ce li siamo
trovati contro nell’iniquo e feroce tentativo di scaricare i costi dei tagli sugli studenti che
infatti sono drasticamente diminuiti di numero perché molti non si possono più permettere
di studiare. Grazie all’impegno di tutti i rappresenanti susseguitesi negli anni nel
Coordinamento per il Diritto allo Studio nell’Associazione Dottorandi Pavesi, e soprattutto
al prezioso e impeccabile lavoro degli Avvocati Ticozzi e Giambelluca (per il primo grado),
e Ferrari (per il secondo grado), ora è scritta una nuova pagina di storia per i diritti degli
studenti. L’Ateneo Pavese, dopo anni passati a sminuire e irridere la nostra battaglia ora
si è beccata una batosta senza precedenti e non può più continuare con l’atteggiamento
arrogante e suicida che sino ad ora ha portato solo sonore condanne da parte di tutti i
Giudici sino ad ora interpellati in ben sei diversi giudizi.
I vertici dell’Università devono finirla di sentirsi superiori alla legge ed immediatamente
attivarsi per restituire le tasse che hanno illegittimamente imposto a TUTTI gli studenti
iscritti nel 2010, 2011 e 2012. Diversamente procederemo a far nominare un commissario
che restituisca le tasse illegittimamente incassate dall’ateneo negli anni 2010-2012.
Queste sentenze impongono ai rettori italiani un’attenta riflessione su chi abbia davvero a
cuore il sistema universitario italiano. Gli studenti non sono limoni da spremere di tasse o
soggetti su cui scaricare l’iniquità dei tagli governativi, sono i soggetti principali che le
università dovrebbero avere a cuore per la crescita culturale e civile di tutto il Paese”.

MAGGIORE INCLUSIVITÀ PER L’ERASMUS+ // Assemblea 13/4, h.18, Aula F

Tra il 30 Marzo e il 6 Aprile, presso l’Università di Pavia si sono svolti i test di accertamento linguistico per l’Erasmus+ resi vincolanti dall’anno scorso nonostante il nostro sforzo di abbattere questo sistema in alcun modo previsto dal progetto Erasmus stesso. L’anno scorso abbiamo raccolto le firme per ottenere la correzione del bando ma la richiesta di eliminazione del vincolo linguistico è rimasto inascoltato. La situazione si è rivelato anche peggiore di quanto da noi previsto a causa di un test selettivo fortemente inattendibile che rischia di abbassare ancora più dell’anno scorso il numero di studenti pavesi che parteciperanno al progetto Erasmus+.
 
“E’ assolutamente inconcepibile che l’Università di Pavia voglia vincolare l’Erasmus a un proprio test di sbarramento non affatto richiesto né dal progetto Erasmus+ né dalle Università ospitanti!” dice Luigi Profeta, segretario del Coordinamento per il diritto allo studio – UDU Pavia. “Peraltro senza neppure riferirsi a piattaforme e test gratuiti che il progetto internazionale stesso fornisce a tutte le Università attraverso l’Erasmus+ Online Linguistic Support e senza fornire una preparazione linguistica attraverso corsi extracurriculari ad hoc, come ci era stato garantito l’anno scorso, ma semplici slide e test su Kiro.”
 
“Il test proposto non è assolutamente credibile”, rincara il segretario dell’UDU Pavia. “Le modalità di valutazione non prevedono un modello pari alle certificazioni internazionali (sancite ad esempio da Europass) con test di comprensione (ascolto e lettura), produzione e interazione orale e scrittura ma semplicemente un test di 30 crocette dove il passaggio da un livello linguistico all’altro è dato solamente a coloro che ottengono l’86% di risposte corrette, meno di 4 errori a test! Per non parlare dei contenuti lessicali che, prendendo ad esempio l’inglese, a confronto con il quadro di riferimento europeo di Cambridge per la conoscenza del lessico, secondo chi ha avuto modo di sostenere il test, non sono assolutamente rispettati”.
 
“Di fronte a un test di questo tipo” conclude Profeta “non abbiamo potuto fare altro che chiedere un incontro con i responsabili per proporre, per il secondo anno consecutivo, dei correttivi al bando e riportare il progetto Erasmus+ alla sua originaria condizione di maggiore inclusività possibile!”
 
ASS ERASMUS DEF

Questione Erasmus: ASSEMBLEA 13 APRILE, H.18, Aula da definirsi!

 
Tra il 30 Marzo e il 6 Aprile, presso l’Università di Pavia si sono svolti i test di accertamento linguistico per l’Erasmus+ resi vincolanti dall’anno scorso nonostante il nostro sforzo di abbattere questo sistema in alcun modo previsto dal progetto Erasmus stesso. L’anno scorso abbiamo raccolto le firme per ottenere la correzione del bando ma la richiesta di eliminazione del vincolo linguistico è rimasto inascoltato così come la richiesta di creazione di corsi extracurriculari di lingua ad hoc. La situazione si è rivelato anche peggiore di quanto da noi previsto a causa di un test selettivo fortemente inattendibile che rischia di abbassare ancora più dell’anno scorso il numero di studenti pavesi che parteciperanno al progetto Erasmus+. 
 
Il test linguistico ci risulta poco credibile per numerosi motivi.
 
Prima di tutto, i relativi meccanismi di selezione sono ingiusti: chi possiede una certificazione linguistica internazionale che ha un valore temporale illimitato, come il Goethe (TestDaf) per il tedesco, non viene accettato dal centro linguistico se la data di rilascio della certificazione riporta una data superiore a due anni fa e gli stessi esami di lingua dei docenti dell’Università di Pavia non vengono considerati validi per accertare il livello linguistico di uno studente.
 
Le modalità effettiva del test e i suoi contenuti, quattro errori su trenta per ogni livello, è a nostro avviso una soglia troppo altra: quattro errori possono essere dovuti a semplice distrazione. Inoltre, i contenuti grammaticali e lessicali del test sono stati giudicati, in confronto con il quadro di riferimento europeo di Cambridge (http://www.cambridgeenglish.org/images/22105-ket-vocabulary-list.pdf) del livello di conoscenza del lessico, troppo dispari rispetto al reale livello testato: lessico specifico per un banale A2, errori nelle domande, risposte equivalenti e che quindi potevano trarre facilmente in inganno.
 
Entrando inoltre in merito alla creazione stessa del test e della piattaforma, è incredibile che l’Università di Pavia abbia voluto investire in una piattaforma personalizzata quando il progetto Erasmus+ eroga test linguistici alle Università in modo gratuito e paritario. Per svolgere tale test viene fornito un codice, il test è progressivo e con vari tipi di esercizi – ed è esplicitamente dichiarato non vincolante ma uno strumento di auto-valutazione e punto di inizio per un percorso di apprendimento della lingua prima della partenza, da consolidarsi nella sede di destinazione! Basta guardare la piattaforma di Erasmus+ Online Linguistic Support: http://erasmusplusols.eu/.
 
Va sottolineato che le Università straniere non necessitino di un accertamento linguistico da parte dell’Università di provenienza degli studenti incoming, salvo quelle che richiedono esplicitamente certificazioni internazionali. L’idea alla base del test linguistico non selettivo avrebbe dovuto essere proprio di servizio agli studenti di accertamento del  proprio livello linguistico prima della partenza e garantire alle Università ospitanti un determinato livello, senza dover sostenere una costosa certificazione. Tale test non avrebbe mai dovuto essere vincolante, come già sottolineato l’anno scorso nelle nostre rivendicazioni all’Ateneo.
 
Abbiamo già portato in Commissione Permanente Studenti la questione, davanti al Pro-rettore alla Didattica e continua il nostro lavoro per richiedere le stesse correzioni del bando – inascoltate dall’anno scorso! – in un’ottica più inclusiva e giusta. Per ora abbiamo ottenuto un incontro con la prof.ssa Poggiolini, delegata del Rettore per le Relazioni Internazionali, con la prof.ssa Jezek, Presidente del Centro Linguistico, e con il prof. Govoni, Pro-rettore alla Didattica.
 
Invitiamo tutti, poi, il 13 Aprile h.18 all’Assemblea (di cui comunicheremo l’aula) dove potremo interagire da un lato accogliendo e discutendo le vostre proposte e dall’altro facendoci aiutare dagli stessi senatori accademici e rappresentanti degli organi maggiori del Coordinamento per il diritto allo studio – UDU Pavia che l’anno scorso, supportati anche da un raccolta firme, avevano cercato di migliorare la situazione sempre relativa all’Erasmus+.
 
***
 
– Erasmus+ 2016: non si torna ai livelli di iscrizione del 2014!
 
– Facebook:
BANDO ERASMUS: vittoria!
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
RETTIFICA BANDP
 

VITTORIA DELL’UDU PAVIA IN CONSIGLIO DI STATO: rassegna stampa!

tasse

 

RASSEGNA STAMPA:

http://www.corriere.it/scuola/universita/16_marzo_18/tasse-fuorilegge-pavia-giudice-ordina-risarcire-studenti-905f77c2-ed06-11e5-a691-1e1091159f0c.shtml

http://www.scuola24.ilsole24ore.com/art/universita-e-ricerca/2016-03-18/universita-vanno-restituite-tasse-che-sforano-tetto-20percento-finanaziamenti-statali-ricevuti-195414.php?uuid=AC8LDxqC

http://www.articolo21.org/2016/03/tasse-universitarie-fuorilegge-a-pavia-milioni-di-euro-risarciti-agli-studenti-ricorso-udu-accolto-dal-consiglio-di-stato-adesso-riformare-il-sistema/

http://www.corriereuniv.it/cms/2016/03/universita-tasse-fuorilegge-pavia-studenti-risarciti-quasi-2-milioni-euro/

http://www.lanotiziagiornale.it/atenei-bocciati-sulle-tasse-gli-studenti-saranno-risarciti/

http://www.unionedegliuniversitari.it/tasse-universitarie-fuorilegge-a-pavia-milioni-di-euro-risarciti-agli-studenti-ricorso-udu-accolto-dal-consiglio-di-stato-adesso-riformare-il-sistema/

http://www.tecnicadellascuola.it/item/19258-pavia-condannata-per-tassazione-fuori-legge.html

http://www.studentville.it/blog/news-8/a_pavia_tasse_universitarie_illegali-4165.htm

http://newsitalialive.it/pavia-udu-vince-contro-universita-2milioni-di-euro-da-restituire-agli-studenti/

http://www.rivistauniversitas.it/articoli.aspx?IDC=3734

http://agipapress.blogspot.it/2016/03/pavia-il-consiglio-di-stato-da-ragione.html?view=sidebar

http://www.roars.it/online/consiglio-di-stato-a-pavia-tassazione-fuori-legge-ateneo-dovra-risarcire-17-milioni-agli-studenti/

http://unipv.waypress.eu/RassegnaStampa/LeggiArticolo.aspx?codice=SI41046.TIF&subcod=20160321&numPag=2&tipo=GIF

http://unipv.waypress.eu/RassegnaStampa/LeggiArticolo.aspx?codice=SI41052.TIF&subcod=20160321&numPag=2&tipo=GIF

http://unipv.waypress.eu/RassegnaStampa/LeggiArticolo.aspx?codice=SI41051.TIF&subcod=20160321&numPag=2&tipo=GIF

http://unipv.waypress.eu/RassegnaStampa/LeggiArticolo.aspx?codice=SIM6268.TIF&subcod=20160319&numPag=2&tipo=GIF

http://unipv.waypress.eu/RassegnaStampa/LeggiArticolo.aspx?codice=SIM6262.TIF&subcod=20160319&numPag=1&tipo=GIF

 

Tassazione fuori legge: “Non accettiamo il silenzio. Vogliamo le scuse”

Coordinamento per il diritto allo studio – UDU Pavia, Tassazione fuori legge: “Non accettiamo il silenzio. Vogliamo le scuse!”

Luigi Profeta, segretario del Coordinamento per il diritto allo studio – UDU Pavia, dichiara: “Sono passate ormai oltre 24 ore dal deposito della sentenza del Consiglio di Stato con cui si è stabilito che l’Università di Pavia dovrà restituire i soldi “scippati” agli studenti, oltre la soglia stabilita dalla Legge. Nonostante ciò, i vertici dell’Università di Pavia dell’epoca non ci ha ancora inviato alcun tipo di scusa. Allo stesso modo l’attuale amministrazione universitaria non si è ancora pronunciata. Questo silenzio è inaccettabile. Aspettiamo le scuse del Prof. Stella, ex Rettore dell’Università, e del Prof. Rampa, ex Pro Rettore al Bilancio”.

Il segretario dell’ UDU – Pavia continua: “Quelle scuse le devono alla nostra associazione e a tutta la comunità accademica, in particolare a tutte le persone che si sono opposte alla riforma sulla contribuzione decisa da quell’amministrazione universitaria nel 2010. Il comportamento tenuto all’interno delle istituzioni universitarie, in sede processuale, all’interno della CRUI rispetto a questo procedimento è stato irresponsabile dal punto di vista politico e arrogante nei confronti degli studenti e dei rappresentanti degli studenti della nostra associazione. Le offese portate da quell’arroganza e quell’atroce freddezza aspettano parole di scusa così come aspettiamo le dichiarazioni dell’attuale Rettore, visto che, nonostante abbia impostato una campagna elettorale all’insegna del ‘cambiamento’, ha proseguito pedissequamente le linee precedentemente impostante, appello in Consiglio di Stato le ulteriori sentenze a noi favorevoli sui bilanci successi al 2010.”

Conclude Luigi Profeta: “Siamo consapevoli che l’esistenza di posizioni e punti di vista differenti è inevitabile, ma quello che non accettiamo e ci risulta intollerabile è la totale mancanza di rispetto e la ripetuta derisione per l’esserci limitati a chiedere l’applicazione di  una norma il cui significato era ben evidente a chiunque e che ,invece, l’ateneo ha consapevolmente violato. Questa vicenda dimostra non solo la fondatezza delle nostre pretese, ma anche il rispetto e la considerazione  che esse meritavano dai vertici dell’ateneo, i quali -ancora una volta- si sono creduti onnipotenti e immuni da qualsiasi vincolo legislativo.”

2 milioni di euro da restituire agli studenti: UDU Pavia vince in Consiglio di Stato contro l’Università: “Le tasse nel 2010 erano fuorilegge”

Il 7 aprile due nuove udienze, i milioni di rimborso possono diventare 6

Come Coordinamento per il Diritto allo Studio – UDU Pavia, l’associazione studentesca più vecchia d’Italia, crediamo d’aver scritto la più importante pagina di storia nelle vittorie degli studenti di questo paese.

Il Consiglio di Stato, in data 17 marzo 2016, ha confermato quanto già deciso dal TAR Lombardia nel 2011: l’Università di Pavia dovrà rimborsare agli studenti le tasse chieste oltre la soglia stabilita dalla Legge.

Orgogliosi, continueremo, in ogni sede, a difendere i diritti degli studenti e il carattere pubblico dell’università italiana, messo a dura prova dalle politiche governative degli ultimi 8 anni.

Luigi Profeta, segretario del Coordinamento per il diritto allo studio – UdU Pavia, dichiara: “L’associazione pretende scuse ufficiali dai vecchi vertici dell’Ateneo per l’arroganza con cui si è comportata in questi ultimi 6 anni, a partire dall’approvazione di quel provvedimento adottato da un Consiglio di Amministrazione convocato irregolarmente, occupato dagli studenti e dai dottorandi, spostato in un’altra sala, protetto dalla Polizia per non ascoltare la nostra voce, arrivando a tutti i tavoli che l’associazione ha chiesto e che l’Università non ha concesso con l’arroganza di dire che non c’era spazio per fare cose di questo tipo. Oggi, ancor con maggior convinzione, possiamo affermare che l’occupazione di quel CdA fu compiuta da studenti e dottorandi che volevano far valere i propri diritti e si sono ritrovati indagati penalmente senza fondamento. La Sentenza del Consiglio di Stato del 17 marzo sancisce che gli studenti avevano ragione a bloccare quel CdA e che l’Università di Pavia, fino all’introduzione della “norma Monti”,1 ha avuto un bilancio fuori legge come molti altri atenei italiani, elemento che comunque non va a favore dell’UniPV. Per questa ragione il Coordinamento ha sempre votato contro i bilanci dell’Ateneo, chiedendo venisse messo a verbale che il motivo fosse lo sforamento del tetto del 20% della contribuzione studentesca rispetto ai fondi ministeriali. Finalmente, questa sentenza del Consiglio di Stato, confermando la decisione del TAR Milano, stabilisce definitivamente che questa soglia è vincolante e non indicativa e che l’Università l’ha violata nonostante le nostre insistenti richieste contrarie”.

Prosegue il segretario del Coordinamento per il diritto allo studio: “Nel 2010 abbiamo deciso di intraprendere questa via legale perché, dai tagli del 2008 in poi, avevamo benissimo inteso come si sarebbe ridotta l’Università italiana. Invece di schierarsi con gli studenti, molti Rettori, tra cui il nostro, che era in Giunta CRUI come l’attuale Rettore, invece di fare la voce grossa con gli altri Rettori per chiedere di eliminare i tagli stabiliti dalla Legge 133 del 2008 di Tremonti e dalla Legge 240 del 2010 della Gelmini, preferirono restare nel silenzio e con stratagemmi, che possiamo definire fatti in malafede, e approvare in fretta e furia un aumento della contribuzione studentesca per scaricare sulla componente più debole i frutti scellerati della politica governativa di tagli all’Università. I dati nazionali dell’UDU del 2011 parlavano di uno sforamento di 5 milioni di euro per quell’anno. Per quanto riguarda, invece, la parte incriminata di aumento di seconda parte del 2010, il MIUR, assieme al MEF ha sancito che la cifra è di 1 milione e 727mila euro, oltre naturalmente agli interessi nel frattempo maturati”.

Rincalza Profeta: “Il primo ricorso è stato depositato dopo l’approvazione, scortata dalla Polizia, del CdA a maggioranza, con il nostro voto contrario rispetto all’aumento delle tasse studentesche. Per le stesse ragioni sono stati accolti in primo grado anche i ricorsi contro i bilanci del 2011 (completamente) e del 2012 (parzialmente fino all’introduzione della “cosiddetta norma Monti”). È un dato il fatto che la maggioranza parlamentare che sosteneva il Governo Monti abbia modificato la normativa sulla contribuzione studentesca dopo il nostro ricorso fatto nel 2010 qui a Pavia e vinto in primo grado nel 2011. È altresì un fatto che, con il nostro ricorso, bocciamo politicamente quella scelta scellerata del PD, del PDL e dell’UDC durante il Governo Monti. Per quel che riguarda Pavia, ci saranno due nuove udienze il 7 aprile relativi agli appelli sui ricorsi riguardanti il bilancio 2011 e 2012. Se, come auspichiamo, gli appelli dell’Università dovessero essere respinti, l’Ateneo dovrà restituire il maltolto agli studenti: oltre al milione e 700mila euro del 2010, i già calcolati 2 milioni e 168mila euro del 2011 e 1 milione 724mila euro del 2012 (che sarebbero stati 4 milioni 144mila euro applicando la norma originaria e conteggiando anche le tasse dei fuori corso)

Il segretario dell’UDU Pavia continua: “Ci teniamo a sottolineare che parliamo di responsabilità. Perché è la parola che l’Università con noi non ha mai utilizzato in questi anni. Noi non ci accaniamo contro l’Università di Pavia, ma la nostra azione, che voleva essere di rivendicazione nazionale, non ha mai trovato uno sbocco istituzionale locale per trovare una soluzione per abbassare la contribuzione degli studenti con un accordo tra le parti. Siamo contenti che giustizia sia stata fatta e che il Consiglio di Stato abbia respinto in toto l’appello dell’Università contro la sentenza del T.A.R. Di accoglimento del nostro ricorso del 2010. Teniamo a sottolineare come, già prima della prima udienza al TAR, l’Università, sapendo di aver fatto delle porcate, che riguardavano tasse fisse a tutti senza parametri di reddito, discriminazioni sugli extracomunitari, e tasse aggiuntive per borse dei dottorandi, avesse, in corso d’opera, modificato alcuni aspetti di quella riforma di contribuzione, nel disperato tentativo di togliere frecce all’arco delle argomentazioni degli studenti. Ovviamente senza il nostro ricorso nessuna di quelle scelte gravissime e discriminatorie sarebbe stata eliminata. Aspettiamo, anche da parte degli attuali vertici, una ferma condanna rispetto all’operato della scorsa amministrazione e ci aspettiamo scuse pubbliche dal precedente Rettore Angiolino Stella e dall’ex Prorettore al Bilancio Lorenzo Rampa”.

Riteniamo stupefacenti e infondate le affermazioni contenute nell’appello dell’Università, secondo cui da parte nostra vi sarebbe stata una campagna di stampa denigratoria dell’Ateneo pavese. Nulla di più falso. Ovviamente abbiamo diffuso alla stampa i risultati della sentenza del T.A.R., ma riteniamo che informare i cittadini che il bilancio di Ateneo fosse illegittimo e violasse la legge non costituiva “lesa maestà” o denigrazione dell’ateneo ma al contrario una battaglia di civiltà e di rispetto delle regole e dei diritti fondamentali. Forse l’immagine dell’Università è stata appannata in modo molto più grave dalla miopia dei vertici dell’Ateneo, che con arroganza e con la forza hanno voluto a tutti i costi ignorare le nostre richieste, andando a sbattere contro le sentenze della Giustizia Amministrativa.

Conclude Luigi Profeta. “Ci impegneremo per trovare un accordo con l’Università sulle modalità di rimborso agli studenti iscritti negli anni accademici interessati, con il consueto aiuto dei nostri legali. Un immenso ringraziamento va agli Avvocati Ticozzi (per il primo grado), e Ferrari (per il secondo grado) che, con grande professionalità e decisione hanno portato avanti questi ricorsi. Ci teniamo a ringraziare anche i compagni del Coordinamento che, nel 2010, hanno portato avanti una battaglia di mobilitazione e rivendicazione fuori e dentro gli organi istituzionali, con l’obiettivo di difendere a 360 gradi i diritti degli studenti del nostro Ateneo, con lo sguardo saldamente rivolto anche all’orizzonte dei problemi nazionali. Il Consiglio di Stato si è espresso giuridicamente su un principio cardine che ha evidenti risvolti politici alla base di quell’azione e di una grossa fetta dell’azione portata avanti dalla nostra associazione anche oggi: crisi e austerità non devono essere pagate dagli studenti e dalle relative famiglie”.

1 Per la precisione va sottolineato che l’esclusione delle tasse versate dai fuori corso dal calcolo della soglia del 20 % tra contributi studenteschi e finanziamenti statali è stata una scelta parlamentare della maggioranza che sosteneva il Governo Monti (PD, PDL, UDC).