ASS ERASMUS DEF

MAGGIORE INCLUSIVITÀ PER L’ERASMUS+ // Assemblea 13/4, h.18, Aula F

Tra il 30 Marzo e il 6 Aprile, presso l’Università di Pavia si sono svolti i test di accertamento linguistico per l’Erasmus+ resi vincolanti dall’anno scorso nonostante il nostro sforzo di abbattere questo sistema in alcun modo previsto dal progetto Erasmus stesso. L’anno scorso abbiamo raccolto le firme per ottenere la correzione del bando ma la richiesta di eliminazione del vincolo linguistico è rimasto inascoltato. La situazione si è rivelato anche peggiore di quanto da noi previsto a causa di un test selettivo fortemente inattendibile che rischia di abbassare ancora più dell’anno scorso il numero di studenti pavesi che parteciperanno al progetto Erasmus+.
 
“E’ assolutamente inconcepibile che l’Università di Pavia voglia vincolare l’Erasmus a un proprio test di sbarramento non affatto richiesto né dal progetto Erasmus+ né dalle Università ospitanti!” dice Luigi Profeta, segretario del Coordinamento per il diritto allo studio – UDU Pavia. “Peraltro senza neppure riferirsi a piattaforme e test gratuiti che il progetto internazionale stesso fornisce a tutte le Università attraverso l’Erasmus+ Online Linguistic Support e senza fornire una preparazione linguistica attraverso corsi extracurriculari ad hoc, come ci era stato garantito l’anno scorso, ma semplici slide e test su Kiro.”
 
“Il test proposto non è assolutamente credibile”, rincara il segretario dell’UDU Pavia. “Le modalità di valutazione non prevedono un modello pari alle certificazioni internazionali (sancite ad esempio da Europass) con test di comprensione (ascolto e lettura), produzione e interazione orale e scrittura ma semplicemente un test di 30 crocette dove il passaggio da un livello linguistico all’altro è dato solamente a coloro che ottengono l’86% di risposte corrette, meno di 4 errori a test! Per non parlare dei contenuti lessicali che, prendendo ad esempio l’inglese, a confronto con il quadro di riferimento europeo di Cambridge per la conoscenza del lessico, secondo chi ha avuto modo di sostenere il test, non sono assolutamente rispettati”.
 
“Di fronte a un test di questo tipo” conclude Profeta “non abbiamo potuto fare altro che chiedere un incontro con i responsabili per proporre, per il secondo anno consecutivo, dei correttivi al bando e riportare il progetto Erasmus+ alla sua originaria condizione di maggiore inclusività possibile!”
 
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America Latina: socialismo del XXI secolo e movimenti dal basso. Quali sfide per il futuro?

Giovedì 13 marzo, nell’Aula Magna dell’Università di Pavia, il Coordinamento per il Diritto allo Studio organizzerà un’iniziativa sull’America Latina. Con Gennaro Carotenuto e Aldo Zanchetta si analizzeranno le prospettive della composita galassia latinoamericana di regimi politici e di movimenti indigeni, che sta vivendo un intenso processo di crescita economica, non sempre accompagnato però dalla necessaria attenzione alle ricadute sulla politica e sull’economia interna che lo sviluppo porta con sé.

Gli ultimi 15 anni sono stati segnati da un processo di democratizzazione di vari paesi dell’America Latina. Dalla prima vittoria di Chavez alle presidenziali venezuelane nel 1999, in molti altri paesi si è assistito al successo elettorale di  partiti o coalizioni di sinistra, che hanno declinato in vario modo la propria azione politica, dando vita a quel movimento che ha preso il nome di “Socialismo del XXI secolo”.
Contestualmente, il consolidamento della democrazia è stato accompagnato dall’azione di un vasto spettro di movimenti sociali, per lo più indigeni, la cui spinta dal basso è stata insieme stimolo e spina nel fianco di questi stessi governi. Dagli zapatisti del Chiapas e i Piqueteros argentini ai Sem Terra brasiliani e ai Mapuche cileni (coinvolti in una lunga disputa legale con l’azienda italiana Benetton), è lunga la lista dei movimenti indigeni latinoamericani che negli ultimi decenni si sono fatti promotori di un serie di istanze confliggenti con il paradigma economico neoliberista.

Dopo un 2013 conclusosi con la vittoria della coalizione socialista in Chile guidata dalla Bachelet, anche il 2014 sarà un anno denso di appuntamenti elettorali per il continente latinoamericano. Le elezioni amministrative in Ecuador hanno segnato una battuta d’arresto per il presidente socialista Rafael Correa, portando ad una seria riflessione interna al partito Alianza Pais. Mentre nei prossimi mesi assistiremo ad alezioni legislative e presidenziali in paesi del calibro di Colombia, Panamà, Bolivia e Brasile. Il tutto condito dalla forte instabilità che sta vivendo in queste ore il Venezuela, dove il governo guidato da Nicolas Maduro stenta a mantenere il controllo di una piazza sempre più rovente, e dove gli echi di un colpo di stato eterodiretto dal vicino statunitense si fanno sempre più insistenti.

A dibattere di questi argomenti saranno due tra i massimi esperti di politica, storia e movimentistica latinoamericana: il Prof. Gennaro Carotenuto e l’Ing. Aldo Zanchetta.

Il primo è professore di Storia del giornalismo e dei nuovi media e di World History presso l’Università di Macerata. Giornalista e storico, esperto di America Latina, professore invitato in università in Uruguay, Cile Venezuela, Tunisia e l’Institute des Hautes Etudes de l’Amerique Latine dell’Università Parigi III (Sorbonne Nouvelle). Autore di diversi libri, l’ultimo dei quali nel 2012: “Hijos. La storia orale dei figli di desaparecidos in Argentina, Cile, Uruguay”.

L’Ing. Aldo Zanchetta invece è uno scrittore e studioso dei fenomeni sociali in atto in America Latina, con particolare attenzione alle rivendicazioni indigene. Collabora con numerosi siti e testate on-line, ed è l’organizzatore del seminario residenziale: “L’America Latina dei movimenti sociali e dei popoli indigeni: quali speranze e quale realtà”, che ogni anno raccoglie i più grandi esperti nonché protagonisti dei più importanti movimenti dal basso latinoamericani. Autore di numerosi libri e raccolte sull’America Latina tra i quali “America Latina. L’avanzata de los abajo. Movimenti sociali e popoli indigeni” del 2008.

Giovani: il lavoro è un’impresa… impossibile?

Approfondimento sul tema startup e nuove imprese

Martedì 11 Marzo, all’interno dell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Pavia, si terrà la conferenza organizzata dal Coordinamento per il Diritto allo Studio sul tema startup. Tra gli ospiti Alberto Onetti, chairman della “Mind The Bridge Foundation”, neo eletto coordinatore della Startup European Partnership (SEP). Dalle 21 alle 23, docenti, prorettori, acceleratori, studenti e imprenditori discuteranno di uno dei temi più interessanti degli ultimi anni per la crescita del “sistema Italia”.

Dal 2010 a oggi, anche in Italia, si è sviluppata la cultura delle startup. In uno Stato colpito dalla crisi e dalla mala gestione, le vecchie classi dirigenti che hanno promosso il “fare impresa” in Italia sono scomparse o sono state sostituite dai figli degli imprenditori che, quasi mai, hanno saputo replicare il successo dei genitori, applicando vecchi modelli di sviluppo e dando poca importanza all’innovazione tecnica e gestionale.
Il mercato del lavoro, i costi delle assunzioni e le leggi che regolano imprese e lavoro sono confusionari, non mirati e non in grado di essere facilmente compresi da chi ne dovrebbe usufruire per creare lavoro o per trovarlo. In questo contesto alcuni imprenditori hanno trovato casi di successo fuori dall’Italia, ad esempio in Silicon Valley, ed hanno portato nel “Bel Paese” un po’ della cultura del “fare impresa” contaminata dall’essere multitasking che un italiano porta con sé ovunque nel mondo e che ci permette di essere apprezzati all’estero.

Durante la conferenza si parlerà, in prima battuta, di cosa sono le startup, approfondendo miti e leggende di questo ambiente, spesso raccontato in maniera troppo televisiva, cercando di comprendere appieno i tipi di approccio (uno su tutti il metodo “Lean Startup”) che un imprenditore “neonato” può intraprendere durante il proprio percorso.
Nella seconda parte della conferenza verranno approfonditi gli aspetti societari e di diritto del lavoro correlati in Italia al “fare impresa”, provando a confrontarli con linee di diritto estere e cercando di capire se ci siano state, ci siano, o possano esserci, leggi e modalità per dare a lavoratori ed imprenditori la possibilità di giovare della spinta di queste nuove imprese che, piano piano, stanno dimostrando come sia ancora possibile creare lavoro e innovare anche in Italia

“Giovani: il lavoro è un’impresa… impossibile?” è un’iniziativa studentesca organizzata dal Coordinamento per il Diritto allo Studio – UdU, grazie al contributo concesso dalla Commissione Permanente Studenti dell’Università degli Studi di Pavia, nell’ambito del programma per la promozione delle attività culturali e ricreative degli studenti.

Durante la serata, sarà possibile seguire il discorso e dibattere anche su twitter attraverso gli hashtag #startupconfUNIPV, #AulamagnaUNIPV e del tag @COORD_UDU_PV.

Il Presidente Maroni contestato dagli studenti dell’UniPV

I rappresentanti degli studenti del Coordinamento per il Diritto allo Studio hanno contestato il Presidente della Regione Lombardia questa mattina, nei pressi del Palazzo del Broletto, dove si è tenuta la cerimonia d’inaugurazione dell’anno accademico dello IUSS.
Il Presidente della Regione Lombardia, assieme al Presidente della CRUI, Stefano Paleari, ha partecipato, ” in veste ufficiale”, alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dello IUSS.

“In Lombardia, nell’anno 2012/2013 è stato coperto solamente l’87% delle borse di studio” – spiega Luca Zecchin, segretario del Coordinamento per il Diritto allo Studio – UdU Pavia – “a Pavia siamo arrivati a coprire poco più del 90% durante lo stesso anno, con i finanziamenti dell’Università. Non tolleriamo che il fenomeno degli idonei non beneficiari delle borse di studio possa continuare a esistere, limitando, di fatto, l’accesso universale al sapere e andando, di fatto, anche contro i principi sanciti dalla nostra Costituzione. Il tutto suona quasi ridicolo, tenuto conto del fatto che il DSU è pagato, in buona parte, dagli studenti stessi, attraverso la tassa regionale per il diritto allo studio”.

“La nostra battaglia contro la liberalizzazione della tassazione universitaria continua: quella contro la cancellazione della soglia del 20% della tassazione studentesca rispetto al finanziamento statale nelle università” – prosegue Luca Zecchin – “ci ha visti vittoriosi per la terza volta consecutiva: il 14 gennaio 2014 il TAR Lombardia ha accolto il nostro terzo ricorso che chiede il rimborso, da parte dell’Università dell’eccedenza, rispetto alla soglia del 20%, della contribuzione studentesca”.

Conclude il segretario: “Il Coordinamento per il Diritto allo Studio ritiene sia inaccettabile che rappresentanti delle istituzioni che non abbiano la priorità della garanzia del diritto allo studio universitario e che hanno sponsorizzato l’eliminazione della soglia del 20% della tassazione studentesca rispetto al Fondo di Finanziamento Ordinario possano presenziare all’inaugurazione dell’anno accademico di un istituto di alta formazione”.

Tasse esagerate: terzo ricorso accolto dal TAR. 1,7 milioni da rimborsare agli studenti

Il TAR Lombardia di Milano, con sentenza 123/2014, ha accolto il terzo ricorso del Coordinamento per il Diritto allo Studio relativo agli aumenti sconsiderati della contribuzione studentesca, a partire dal 2010.

In data 14 gennaio 2014 il TAR di Milano ha accolto il ricorso del Coordinamento per il Diritto allo Studio – UdU Pavia, grazie all’ottimo lavoro dell’avvocato Massimo Ticozzi, per l’annullamento del bilancio preventivo del 2012 (approvato nella seduta del 20 dicembre 2011 dal CdA dell’Università di Pavia, in spregio alla sentenza con cui, già nel 2011, il TAR aveva annullato, per gli stessi vizi, il bilancio preventivo del 2010). Il TAR ha accertato un’eccedenza di oltre 1,7 milioni di euro, che ora l’Università dovrà restituire agli studenti.

Il D.P.R. 306/1997, prima delle deleterie modifiche apportate dal Governo Monti, sostenuto da PD, PdL, UDC e FLI, prevedeva per tutti gli atenei pubblici che gli introiti derivanti dalla contribuzione studentesca non potessero superare il 20% dei fondi ministeriali. Con i tagli all’istruzione apportati dalla “riforma Gelmini”, quasi tutte le Università hanno deciso di aumentare la contribuzione studentesca, il più delle volte sforando il tetto massimo del 20% previsto per legge.

Per quanto riguarda il bilancio preventivo del 2012, l’Università di Pavia ha sforato suddetto limite dell’1,354%, pari a 1.723.696,40 euro.
Questa sentenza annulla il bilancio preventivo dell’Università di Pavia, come già verificatosi per i bilanci relativi agli anni finanziari 2010 e 2011.
Il 16 novembre 2011 il TAR di Milano aveva accertato la violazione della soglia invalicabile del 20% da parte del nostro Ateneo, condannando lo stesso a restituire agli studenti l’eccedenza, pari a circa 1,7 milioni di euro.
Il 26 aprile 2013 il TAR di Milano aveva nuovamente accolto il ricorso del Coordinamento per il Diritto allo Studio, dell’associazione Dottorandi Pavesi e di altri 31 studenti, accertando uno sforamento di 2.168.184,00 euro.

Gianluca Scuccimarra, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari, dichiara: “Il fatto che il TAR abbia accolto il ricorso dell’UdU Pavia, annullando per la terza volta consecutiva il bilancio 2012 dell’ateneo pavese per lo sforamento della soglia del 20% posta alla contribuzione studentesca, è la dimostrazione di come i tagli all’istruzione pesino ancora una volta, solo e soprattutto, sulle spalle di noi studenti, schiacciati da un aumento della tassazione illegittima. Negli anni scorsi avevamo denunciato lo sforamento di ben 36 atenei alla soglia del 20% per un totale di oltre 200 milioni di euro ‘rubati’ agli studenti, situazione a cui l’ex Ministro Profumo aveva posto dei palliativi atti a permettere un aumento ulteriore della tassazione senza che gli atenei potessero risultare fuorilegge, quali erano.”

All’epoca della prima sentenza, risalente al 2011, il TAR aveva anche respinto l’eccezione di incostituzionalità della soglia massima del 20%, avanzata dall’Università di Pavia, dichiarando tale soglia perfettamente legittima, ragionevole e non lesiva dell’autonomia finanziaria dell’Università.
“Dopo le prime due sentenze, entrambe appellate dall’Università dinanzi al Consiglio di Stato, questa terza rafforza ulteriormente quello che sosteniamo da anni: il parametro del 20% non è indicativo, bensì vincolante, perché tutela il diritto allo studio ed il carattere pubblico dell’università – dichiara Luca Zecchin, segretario del Coordinamento per il Diritto allo Studio – UdU Pavia –. Gli studenti non possono essere considerati come degli utenti che usufruiscono di un prodotto. L’istruzione pubblica non solo deve essere accessibile a tutti, libera, laica e democratica, ma deve pure rispettare l’art. 34 della Costituzione, il quale al terzo comma precisa che i capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. Inoltre, l’art. 33 prevede che la Repubblica istituisca scuole statali per tutti gli ordini e i gradi, norma che non può essere elusa facendo pagare l’università pubblica agli studenti, come se fosse privata”.

“Con un quarto ricorso ancora pendente stiamo cercando di dimostrare che la norma introdotta dal governo Monti, la quale solo nel 2012 ci ha ‘scippato’ quasi 2 milioni e mezzo di euro, non può trovare applicazione ed è comunque incostituzionale” – dichiara il segretario del Coordinamento – “Chiediamo, in ogni caso, che questa iniqua e orrenda norma venga modificata a tutela dei diritti degli studenti e del carattere pubblico dell’università. I ricorsi in appello dell’Università non hanno fermato e non fermeranno le nostre battaglie per riappropriarci dei nostri diritti. In passato l’Università di Pavia ha prima attaccato le nostre tesi alla base dei ricorsi, ritenendole totalmente infondateper poi affermare che lo sforamento del 20% è stato reso necessario dai tagli all’istruzione, sostenendo che gli studenti avrebbero dovuto pagare i servizi per non vederseli tagliati”.

Luca Zecchin conclude: “Continueremo la nostra lotta per garantire che l’università sia realmente per tutti gli studenti uno strumento di crescita, emancipazione, diffusione del sapere, senza la necessità di dover provenire da una condizione economica agiata. Continueremo la nostra lotta per garantire servizi pubblici accessibili a tutti, ma soprattutto affinché la contribuzione non possa e non debba mai essere commisurata al servizio fruito, ma alla situazione reddituale di chi ne fruisce”.

Mafie 2013: legalità e istituzioni

a Pavia dal 18 al 30 novembre
Tra gli ospiti della IX edizione: Giulio Cavalli, Giovanni Tizian e Giuseppe Gennari
Di nuovo un’occasione per ricordare la straordinaria figura di Vittorio Grevi.

Da lunedì 18 a sabato 30 novembre si svolgerà, nelle aule dell’Università di Pavia, la IX edizione dell’ormai consueto ciclo di incontri “Mafie: legalità e istituzioni” nato nel 2005 con l’obiettivo di sensibilizzare studenti e cittadini sul tema della lotta alla criminalità organizzata di stampo mafioso.
Quest’anno il programma della manifestazione è articolato su due settimane e propone iniziative di taglio divulgativo, spettacoli teatrali e approfondimenti giuridici.

Nella serata di lunedì 18 novembre, nell’Aula Magna (Largo Lapira), i magistrati Giuseppe Gennari e Andrea Ghinetti affrontano la questione delle infiltrazioni mafiose al Nord in una conferenza dal titolo “‘ndrangheta al Nord: una colonizzazione dalle fondamenta”. I due ospiti, infatti, hanno seguito e seguono inchieste legate a vario titolo con la diffusione capillare della criminalità mafiosa nella nostra regione.
In magistratura dal 1999, Giuseppe Gennari è stato giudice in svariati procedimenti di notevole rilievo, oltre che risonanza mediatica: tra essi, quello per il crack Parmalat e quello relativo al caso della sicurezza in Telecom e Pirelli. È stato giudice per le indagini preliminari nel “Processo Infinito” del 2010 ed è autore del volume “Le fondamenta della città”, edito da Mondadori.
Proprio in queste settimane Andrea Ghinetti è impegnato, in qualità di giudice dell’udienza preliminare, nel procedimento che vede indagato Alfredo Celeste, ex sindaco di Sedriano, primo comune lombardo ad essere commissariato per infiltrazioni mafiose.
A moderare la serata sarà Marco Magnani, caporedattore del periodico universitario Jaromil.

Giovedì 21, nell’Aula del ‘400, sarà la volta di Giulio Cavalli, che presenterà il monologo teatrale “L’innocenza di Giulio – Andreotti non è stato assolto”, da lui stesso scritto nel 2011 e dal quale è stato tratto il libro omonimo, uscito per Chiarelettere lo scorso anno.
L’attore e scrittore milanese è costretto da anni a vivere sotto la protezione di una scorta per aver denunciato, in spettacoli come “Do ut des” e “Radio Mafiopoli”, oltre che in libri come “Nomi, cognomi e infami”, le collusioni di settori dell’imprenditoria e delle istituzioni con le mafie.
La seconda serata di “Mafie” sarà dunque l’occasione per ascoltare nuovamente un artista che concepisce il proprio lavoro prima di tutto come esercizio della libertà di parola.

Nella terza serata, venerdì 22 novembre in Aula Magna, si proverà a fare luce su di un’organizzazione criminale spesso trascurata, perché a torto la si crede ormai debellata: la Sacra Corona Unita.
All’inizio di ottobre Cataldo Motta, procuratore capo di Lecce, metteva in guardia: “La pax mafiosa è superata, i clan del territorio si stanno riorganizzando”. Di questo ed altri segnali d’allarme il magistrato pugliese discuterà, rispondendo alle domande di Gabriele Conta, giornalista de “La Provincia Pavese”, in una conferenza che avrà per titolo “Sacra Corona Unita: la mafia dimenticata

Mercoledì 27 novembre, sempre nell’Aula del ‘400, l’attore fiorentino Saverio Tommasi sarà il protagonista di un inedito dibattito/spettacolo incentrato sul tema della libertà d’informazione. Sfruttando le sue doti di trascinante intrattenitore e le conoscenze acquisite in anni di spettacoli e reportage, Tommasi dialogherà con i presenti in un incontro dal titolo “Omertà tra intimidazioni e autocensura: la libertà di informazione come contrasto alla criminalità mafiosa”.

La quinta serata, in programma per venerdì 29 novembre in Aula Magna, sarà dedicata all’analisi del problema del gioco d’azzardo, di scottante e triste attualità proprio per la nostra città. “Il gioco è una cosa seria: intrecci di affari, infiltrazioni mafiose e situazioni patologiche nel mondo dell’azzardo” sarà il titolo dell’incontro, che vedrà per la prima volta a Pavia il giornalista Giovanni Tizian. Appena trent’enne, Tizian è autore di dettagliatissime inchieste sulla criminalità organizzata al Nord: scrive per “Repubblica” e “L’Espresso”, oltre che per “La Gazzetta di Modena”, giornale sul quale ha esordito nel 2006. È autore di due libri di notevole successo, l’ultimo dei quali, “La nostra guerra non è mai finita”, verrà presentato durante la serata.
Insieme a Giovanni Tizian, sarà ospite di questa quarta serata il collettivo “Senza Slot”, gruppo pavese di attivisti che ha lanciato, nel febbraio di quest’anno, l’omonimo sito (www.senzaslot.it) con l’obiettivo di segnalare, su tutto il territorio nazionale, i locali che scelgono di non installare slot machine nei loro spazi. Proprio il giorno prima di questo incontro uscirà, per i tipi di Ediciclo/Nuovadimensione, il libro che racconta la storia del collettivo pavese, intitolato “Vivere Senza Slot”, che verrà presentato in anteprima.
Il dibattito sarà moderato da Luca Casarotti, membro dell’Osservatorio Antimafie Pavia.

Il programma della IX edizione di “Mafie” si concluderà, sabato 30 novembre, con un convegno organizzato dal Coordinamento per il diritto allo studio in collaborazione con il Dipartimento di Giurisprudenza. Nella giornata di studi, che si svolgerà sempre nell’Aula del ‘400 e comincerà alle ore 10, i relatori discuteranno degli strumenti di contrasto alla criminalità organizzata.

“Mafie: legalità e istituzioni” è un’iniziativa studentesca organizzata dal Coordinamento per il diritto allo studio – UdU e dall’Osservatorio Antimafie Pavia, grazie al contributo concesso dalla commissione A.C.E.R.S.A.T., con il patrocinio del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Pavia e dell’E.D.I.S.U.
Ad eccezione del convegno di sabato 30 novembre, tutti gli altri incontri cominceranno alle ore 21.

Per tutte le iniziative l’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti.

Per informazioni o contatti:

“Nave”, allarme mensa

Mentre viene servito il pranzo agli studenti, il Coordinamento per il Diritto allo Studio – UdU Pavia sta portando avanti un sit-in di fronte alla mensa della “nave”, nei pressi della Facoltà di Ingegneria, per denunciare la situazione amministrativa in cui versa l’azienda. La società responsabile del servizio, “Unigest”, ha deciso di mettere in mobilità tutti e 32 i dipendenti della mensa venendo meno, nei fatti, agli impegni presi nella convenzione stipulata con l’Università. Questo mette a serio repentaglio il servizio fornito agli studenti. Per questo motivo, come sindacato degli studenti, il Coordinamento per il Diritto allo Studio è mobilitato e rilancia altre azioni dimostrative, chiedendo garanzie all’università.

“La preoccupazione nostra è sia per il servizio in sé, sia per il silenzio assordante in cui tutto questo sta accadendo” – dichiara Alessandro Lucia, segretario del Coordinamento per il Diritto allo Studio – “consideriamo irresponsabile il comportamento di ‘Unigest’, ma soprattutto la mancata presa di posizione dell’Università, che non sta difendendo in alcun modo la parte studentesca lesa. Per questo, da oggi, attiveremo un percorso di mobilitazione, insieme ai lavoratori in pericolo di licenziamento, perché Pacchiarotti e Rugge non scappino di fronte alle responsabilità, rischiando di lasciare senza pasti gli studenti della nostra Università”.

Continua il segretario del Coordinamento: “Nelle prossime settimane, la questione della mensa sarà portata avanti di pari passo a un’altra importante rivendicazione: la nuova amministrazione universitaria sta mostrando colpevole sufficienza nel gestire il problema degli spazi universitari. La volontà di non fornire risposte chiare ed esaustive da parte del Rettore e dei suoi delegati la interpretiamo come un’evidente presa di posizione della nuova amministrazione, tesa a evitare una precisa assunzione di responsabilità di fronte agli studenti, non fornendo spazi idonei per lo svolgimento di attività ricreative e culturali”.

È venuto il tempo delle parole chiare. L’Università deve prendere impegni davanti agli studenti. Non saremo disposti a ulteriori frasi di circostanza che non garantiscano il pasto agli studenti e un uso responsabile e libero di tutti gli spazi universitari per attività ricreative.