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Seconda rata alle stelle? Effetto nuovo ISEE. Cosa faremo negli organi.

Luneddati iseeì 7 marzo si è tenuto il Gruppo di Lavoro sulla contribuzione studentesca dell’Ateneo.
Abbiamo chiesto dei chiarimenti in merito al metodo di pagamento: sarà possibile “rateizzare” la contribuzione, contattando l’Ufficio Tasse e concordando un dilazionamento del pagamento.
 
L’altro punto che siamo riusciti a concordare già in quella sede è la proroga della scadenza della seconda rata: il pagamento andrà effettuato entro l’11 aprile e non entro il 31 marzo, come precedentemente comunicato dagli Uffici.
 
Permangono, però, grosse criticità che avevamo già segnalato: gli “esodati” dal diritto allo studio (sia dal punto di vista di chi ha perso la borsa di studio, sia dal punto di vista di chi, oltre ad aver perso la borsa, si è visto catapultato in quarta fascia per il pagamento della retta dei collegi) non hanno ancora meccanismi di tutela all’interno della contribuzione.
Questa parte di componente studentesca è quella più a rischio: oltre ad aver perso la borsa, ad aver perso “di fatto” i benefici sulla residenza rischiano di dover pagare una contribuzione su un ISEE che considera reddito la borsa di studio percepita l’anno precedente e delle tasse che invece fino al precedente anno non dovevano pagare.
 
Dai dati attualmente in possesso dell’Ateneo non è ancora possibile quantificare realmente quale sarà l’aumento del gettito generale della contribuzione studentesca in base agli effetti del nuovo ISEE, poiché molti studenti devono ancora presentare tardivamente la certificazione. Tuttavia è già visibile che questo aumento, come avevamo preventivato, ci sarà e sarà consistente, oltre che sul gettito generale, soprattutto a livello individuale. 
Pur riconoscendo che il nuovo indicatore può andare a intercettare eventuali movimenti bancari, tenendo conto della giacenza media e non più del saldo a fine anno, ci saranno dei sensibili aumenti della contribuzione dovuti al nuovo ISEE per via della parte patrimoniale, non per forza dovuti a reali aumenti della “ricchezza” familiare ma dovuti alla sola modifica dell’indicatore.
 
Nonostante la grave situazione di sottofinanziamento dell’Ateneo, come di tutto il sistema universitario italiano, però, non ci fermeremo.
Abbiamo intenzione di chiedere che l’Ateneo scorpori dalla parte reddituale la borsa di studio percepita negli anni precedenti per quanto riguarda la collocazione nella fascia di reddito.
Chiederemo che anche il Rettore si mobiliti a livello regionale per chiedere dei finanziamenti affinché gli studenti “esodati” dal diritto allo studio possano ricevere forme consistenti di ammonizzazione del disagio creato dall’introduzione del nuovo ISEE.
Completeremo l’analisi della variazione dell’impatto del nuovo indicatore ISEE e proporremo dei provvedimenti per far sì che, anche a eventuale pagamento avvenuto, si possa intervenire per tutelare, soprattutto le fasce più deboli, dagli effetti negativi che sta portano il nuovo ISEE.
 
Non sarà facile, ma non ci fermiamo di fronte ad alcuna difficoltà.
Essere rappresentanti degli studenti vuol dire difendere i diritti degli studenti ogni giorno. Sempre.