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Tasse alle stelle: il Rettore si rifiuta di parlarne

La mattina del 22 marzo 2016 si è tenuta la terza seduta dell’anno del Consiglio d’Amministrazione dell’Università di Pavia. In quella seduta i rappresentanti degli studenti del Coordinamento per il diritto allo studio – UDU Pavia hanno presentato 5 mozioni. Nei fatti se ne è discussa solamente una. Una mozione non è stata inserita all’Ordine del Giorno. Le altre 3 sono state raggruppate e “stralciate” durante la seduta su intervento diretto del Rettore.

Luigi Profeta, segretario del Coordinamento per il diritto allo studio – UDU Pavia, dichiara: “Al CdA di oggi si sono verificati fatti gravissimi. In una mozione presentata chiedevamo informazioni rispetto ai problemi strutturali del Polo di Farmacia, chiuso per inagibilità, e volevamo capire come stesse agendo l’amministrazione. Questa mozione non è stata inserita nell’Ordine del Giorno, nonostante l’avessimo presentata ben prima della scadenza dei limiti per la presentazione dei punti, secondo i regolamenti vigenti in Università. Alla fine della seduta del 22 marzo abbiamo poi ricevuto una mail in cui si dice che ‘il Rettore valuterà l’inserimento dell’interpellanza in una delle prossime sedute del Consiglio di Amministrazione’”. 

Prosegue il segretario del Coordinamento per il diritto allo studio: “Il fatto ancor più grave riguarda le mozioni di salvaguardia sul nuovo ISEE che avevamo presentato: una mozione chiedeva l’esclusione del computo della borsa di studio dall’ISEE utilizzato per la contribuzione; un’altra chiedeva di iniziare a ragionare su provvedimenti utili ad annullare o ridurre gli effetti dell’incremento della contribuzione dovuti all’introduzione del nuovo ISEE; un’altra ancora chiedeva che il Rettore si facesse portavoce presso Regione Lombardia della necessità di avere più fondi rispetto a quelli attualmente concessi dalla Regione per il diritto allo studio.”

Mattia Sguazzini – Consigliere di Amministrazione dichiara: “Dopo averci attaccati, asserendo che non teniamo al bene dell’Ateneo perché provocheremmo un dispendio di energie, chiedendo di trattare questi temi in Consiglio di Amministrazione, il Rettore ha deciso di non discutere delle tematiche, senza nemmeno mettere al voto le mozioni”.

Conclude Profeta: “Questo metodo irrispettoso nei confronti degli studenti e dei rispettivi rappresentanti deve finire. Già una volta l’Ateneo ha preferito lo scontro frontale, senza dialogare con noi, e il Consiglio di Stato ha scritto la parola giustizia sulla nostra linea. Questa volta l’Università ha sorpassato ogni limite: oltre a non aver ancora espresso alcun giudizio sulla sentenza del Consiglio di Stato in merito allo sforamento della tassazione studentesca, ora il Rettore si rifiuta di parlare dell’aumento delle tasse dovuto all’utilizzo del nuovo ISEE e ci attacca. Questa è la considerazione che il Rettore ha di noi. E riteniamo che non sia accettabile un atteggiamento oltre ogni limite della logica e del rispetto. Se pensa di fermarci con gli attacchi e l’utilizzo del suo potere di Presidente del Consiglio di Amministrazione ha sbagliato luogo: non ci siamo mai fermati e mai ci fermeremo per tutelare i diritti degli studenti. In ogni sede chiederemo di trattare questi problemi e faremo valere i nostri valori e le nostre opinioni”.

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Tassazione fuori legge: “Non accettiamo il silenzio. Vogliamo le scuse”

Coordinamento per il diritto allo studio – UDU Pavia, Tassazione fuori legge: “Non accettiamo il silenzio. Vogliamo le scuse!”

Luigi Profeta, segretario del Coordinamento per il diritto allo studio – UDU Pavia, dichiara: “Sono passate ormai oltre 24 ore dal deposito della sentenza del Consiglio di Stato con cui si è stabilito che l’Università di Pavia dovrà restituire i soldi “scippati” agli studenti, oltre la soglia stabilita dalla Legge. Nonostante ciò, i vertici dell’Università di Pavia dell’epoca non ci ha ancora inviato alcun tipo di scusa. Allo stesso modo l’attuale amministrazione universitaria non si è ancora pronunciata. Questo silenzio è inaccettabile. Aspettiamo le scuse del Prof. Stella, ex Rettore dell’Università, e del Prof. Rampa, ex Pro Rettore al Bilancio”.

Il segretario dell’ UDU – Pavia continua: “Quelle scuse le devono alla nostra associazione e a tutta la comunità accademica, in particolare a tutte le persone che si sono opposte alla riforma sulla contribuzione decisa da quell’amministrazione universitaria nel 2010. Il comportamento tenuto all’interno delle istituzioni universitarie, in sede processuale, all’interno della CRUI rispetto a questo procedimento è stato irresponsabile dal punto di vista politico e arrogante nei confronti degli studenti e dei rappresentanti degli studenti della nostra associazione. Le offese portate da quell’arroganza e quell’atroce freddezza aspettano parole di scusa così come aspettiamo le dichiarazioni dell’attuale Rettore, visto che, nonostante abbia impostato una campagna elettorale all’insegna del ‘cambiamento’, ha proseguito pedissequamente le linee precedentemente impostante, appello in Consiglio di Stato le ulteriori sentenze a noi favorevoli sui bilanci successi al 2010.”

Conclude Luigi Profeta: “Siamo consapevoli che l’esistenza di posizioni e punti di vista differenti è inevitabile, ma quello che non accettiamo e ci risulta intollerabile è la totale mancanza di rispetto e la ripetuta derisione per l’esserci limitati a chiedere l’applicazione di  una norma il cui significato era ben evidente a chiunque e che ,invece, l’ateneo ha consapevolmente violato. Questa vicenda dimostra non solo la fondatezza delle nostre pretese, ma anche il rispetto e la considerazione  che esse meritavano dai vertici dell’ateneo, i quali -ancora una volta- si sono creduti onnipotenti e immuni da qualsiasi vincolo legislativo.”

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L’Università rialza la testa: il blocco della VQR e la richiesta di tornare a investire in Università e Ricerca

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Giovedì 4 febbraio si è tenuta nel Dipartimento di Fisica un’assemblea di docenti dell’Università di Pavia. In aula erano presenti 95 docenti, un numero considerevole, mai visto riunito, in una sola volta, dal periodo di proteste contro la Legge Gelmini.

Dall’assemblea è uscito un documento in cui i docenti partecipanti riprendono in mano tematiche su cui noi studenti non abbiamo mai abbassato la guardia anche dopo la stagione di mobilitazione contro la Legge 240. Si riconosce l’indifferenza del Governo di fronte alla grave situazione di sottofinanziamento del sistema universitario. Il centro della protesta sta nel bloccare la presentazione delle pubblicazioni per la VQR (Valutazione della Qualità della Ricerca), sia per le problematicità insite all’interno di questo sistema di valutazione, sia perché questo viene utilizzato come processo di finta-premialità con cui in realtà si redistribuiscono i tagli al finanziamento ordinario ai vari atenei, in base ai risultati. Si criticano i provvedimenti “spot” del Governo in Legge di Stabilità e si sottolinea il silenzio nei confronti delle richieste economiche dei docenti universitari, già sotto pressione per il prolungato blocco del turnover. 

Avevamo denunciato questi problemi ancor prima che la Legge Gelmini fosse approvata e non abbiamo mai smesso durante gli anni, nonostante la difficoltà di rapportarci con il necessario adeguamento a uno scenario legislativo mutato. Non abbiamo mai smesso, perché i tagli e i provvedimenti legislativi in materia universitaria dal 2008 in poi hanno puntato a indebolire ancor più il diritto allo studio, a colpire pesantemente chiunque avesse un rapporto di lavoro precario e a ridurre sempre più il numero di docenti e ricercatori universitari.

Le facce in quella sala del Dipartimento di Fisica non erano sicuramente quelle di chi potrebbe aver paura di sottoporsi alla valutazione dei propri prodotti di ricerca: l’Università di Pavia, a fronte di una VQR fatta di insensati indicatori, ha sempre avuto valutazioni ottime. Le facce in quella sala erano quelle di chi è stanco di essere considerato un elemento “ulteriore” del Paese e non, come dovrebbe essere, il cuore del motore culturale, economico e sociale del sistema.

Speriamo che le facce viste in quella sala possano aumentare con i giorni e con le settimane e di vederne altre, di altri docenti che non accettano di sottostare a un preciso disegno di distruzione dell’università pubblica. Noi non abbiamo mai smesso di lottare per un’istruzione pubblica, statale, di qualità, per l’abbattimento di ogni barriera d’accesso, per il diritto allo studio e per il diritto a un corretto e dignitoso trattamento dei lavoratori della conoscenza.
La testa non l’abbiamo mai abbassata anche sotto ai colpi più duri.
Sembra sia arrivato il momento in cui rimettersi tutti dalla stessa parte a lottare per difendere l’Università. Noi siamo con i 95 docenti riuniti al Dipartimento di Fisica. 
Per il bene degli studenti e, quindi, dell’Università.

Come sempre, ogni giorno.

Coordinamento per il diritto allo studio – UDU Pavia