Logo del Comitato per la Sceinza, per la Cultura

“They have chosen the ignorance” – Per la scienza, per la cultura

Il Coordinamento per il Diritto allo Studio UdU, insieme ad altre associazioni di docenti, ricercatori e dottorandi, tra cui Rete 29 Aprile, ha aderito al Comitato per la Scienza, per la Cultura: il cui obiettivo è quello di portare all’attenzione dell’opinione pubblica il progressivo sgretolamento del sistema ricerca e università nel nostro Paese. La prima fra le iniziative previste nella “tre giorni pavese” dal Comitato locale è stata la conferenza tenuta dal Professor De Nicolao di giovedì 16 ottobre, nella Sala Conferenze del Broletto.

Il logo scelto per l’iniziativa è la fotografia dell’attuale tasso di disoccupazione giovanile, che descrive la drammatica situazione in cui versa soprattutto gran parte del Sud Europa

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They have chosen the ignorance”. A lasciare di stucco sono le frasi di alcuni politici e professionisti, che lamentando un eccessivo numero di Università e di laureati, affermano quanto sia inutile studiare -del resto, facciamo le più belle scarpe del mondo- e parlano di un’università italiana quasi gratuita per gli studenti.

 

Niente di questo è vero:

Il numero di Università italiane è di gran lunga inferiore a quello di altri Stati UE come Francia, Germania e Paesi Bassi. In Italia nel giro di 5 anni sono scomparsi circa 1000 corsi di studio, nell’ultimo decennio è diminuito del 20% il numero di immatricolati e il numero di laureati è ben lungi dall’avvicinarsi agli obiettivi che si era posta l’Unione Europea.

L’Università italiana risulta essere in media la terza più costosa in Europa, l’unica in cui i beneficiari di una borsa di studio, in controtendenza rispetto agli altri Paesi europei, sono diminuiti del 22%, e la sola in cui esiste la figura assurda dell’idoneo non beneficiario.

 

Abbiamo forse troppi docenti? Dall’analisi del rapporto studenti-docenti in 26 Paesi UE, risulta che solo 5 paesi hanno un rapporto maggiore rispetto al nostro.

Nonostante la carenza di fondi e le condizioni difficili in cui versano Ricerca e Università, i risultati che riguardano la produzione e l’efficienza della ricerca, valutata da indicatori quali il numero di articoli rapportato all’ammontare dei finanziamenti e il numero di citazioni, sono buoni. Questo risultato è ottenuto anche grazie a tanti ricercatori che lavorano quasi a costo zero, in un’Università italiana che attualmente non permetterà al 96,6% dei suoi dottorandi di proseguire con una carriera accademica.

 

Negli ultimi anni si è sensibilmnete assottigliata la spesa pubblica per l’istruzione, con il Fondo Finanziamento Ordinario che dal 2008 a oggi ha subito un taglio di circa il 20% e il Fondo Ordinario per Enti di Ricerca in drastica diminuzione.

A fronte di questi numeri risulta ormai chiara la scelta fatta dai Governi che si sono recentemente succeduti: disinvestire sulla formazione e sulla ricerca. Ma senza ricerca e innovazione non si esce dalla crisi.

 

Questo tema deve essere urgentemente portato al centro del dibattito pubblico e delle agende dei governi nazionale ed europei. Con questo obiettivo , in concomitanza con “La science en marche” parigina, sono state programmate diverse iniziative sabato 18 ottobre sia a livello europeo sia nazionale.

A Pavia è stato organizzato un corteo in bicicletta, con partenza prevista sabato alle ore 10 dalla Nave, che transiterà per le vie del centro con lo scopo di sensibilizzare anche i cittadini pavesi su questo tema centrale per il futuro di generazioni e per lo sviluppo del nostro Paese.