5 maggio buona scuola flash mob

5 Maggio – Studenti contro la “Buona scuola”

5 maggio buona scuola flash mobCoordinamento per il diritto allo studio – UdU Pavia e Rete degli Studenti Medi Pavia scenderanno in piazza a fianco degli studenti medi e dei lavoratori della scuola per far sentire la propria contrarietà rispetto al modello di scuola delineato dal disegno di legge proposto dal Governo Renzi.

Mattia Sguazzini, segretario del Coordinamento per il diritto allo studio – UdU Pavia dichiara: “I risultati delle indagini internazionali dicono che la nostra scuola è penalizzata dall’essere tra le più diseguali d’Europa.  La scuola dovrebbe garantire il diritto allo studio e il successo formativo: oggi ‘quasi tutti’ vanno a scuola ma tutti vivono in contesti molto diversi. Il compito dello Stato non è solo quello di offrire la scuola, e qualora lo studente dovesse essere bravo vederlo formato a conclusione del percorso, ma dovrebbe ribaltare la rigidità del rapporto studente-docente. Soprattutto in uno scenario in cui la scuola rischia di perdere – o ha già perso – la sua funzione di ascensore sociale. Le idee alla base della Buona Scuola aumenterebbero, oltre alle diseguaglianze sociali, anche quelle tra le varie scuole, non solo creando ‘scuole di serie A’ e ‘scuole di serie B’, parafrasando direttamente Renzi, ma addirittura creando diseguaglianze tali per cui finiremmo l’alfabeto. Invece di aumentare i fondi per permettere un effettivo diritto allo studio di tutti gli studenti il ddl ‘Buona Scuola’ prevede la possibilità di devolvere il 5×1000 a favore dell’istituto frequentato dai figli o di quelli tecnico-professionali per le aziende: in una situazione di sottofinanziamento delle scuole, questo meccanismo porterà ad aumentare i fondi per le scuole delle zone più abbienti e a discriminare ancora di più gli studenti che vivono in realtà sociali meno favorevoli. Il 5×1000, se non utilizzato per creare un fondo nazionale da redistribuire con metodo perequativo mirato a lottare le diseguaglianze, sarebbe un’ulteriore elemento di disuguaglianza. E quasi inutile o dannoso se alternativo a quello per ricerca, volontariato e terzo settore”.

Veronica Bianco, portavoce della Rete degli Studenti Medi Pavia dichiara: “Riteniamo che le numerose deleghe previste nel ddl siano un errore perché vi sono contenuti temi troppo importanti: diritto allo studio, formazione dei futuri insegnanti e riforma delle governance. Questi temi, cruciali per il miglioramento della scuola italiana, non possono essere affrontati senza un serio dibattito parlamentare.
Crediamo inoltre che i criteri direttivi previsti siano insufficienti e spesso troppo vaghi, per determinare in quale direzione debbano andare queste importanti riforme. Allo stesso tempo è inaccettabile la specifica previsione di non finanziare queste deleghe: noi riteniamo che il diritto allo studio, prioritariamente, e tutto il sistema scolastico necessitino di un finanziamento da parte dello Stato immediato, per rimediare ai problemi già esistenti quali quelli riguardanti l’edilizia scolastica. L’impostazione dell’alternanza scuola-lavoro, oltre al suo disegno proto-schiavista, rischia di creare un’ulteriore scenario di disuguaglianza: gli studenti della scuola posta in una zona economicamente attiva avrebbero la possibilità di stage da nababbi, mentre gli studenti in zone economicamente e socialmente “povere” finirebbero per offrirsi al migliore tra i peggiori offerenti?”.
Alle difficoltà riscontrate sulla situazione nazionale” – prosegue la portavoce della Rete – “Bisogna poi sommare anche quelle sulla situazione regionale e pocale: la scelta delle istituzioni di attuare la settimana corta nelle scuole senza rispettare l’autonomia scolastica di ogni singolo istituto della Provincia di Pavia, si sta diffondendo anche nella Regione, a partire dalla Provincia di Brescia. Questo è rilevante soprattutto perché sottolinea il modo in cui ormai i Consigli d’Istituto, composti da studenti, genitori, insegnanti e personale ATA, vengano scavalcati e ignorati”.

Sguazzini e Bianco concludono: “Bisogna pensare di rendere studenti e famiglie oggetti attivi della scuola in modo concreto: puntare ad avere la scuola come comunità e non come servizio. Studenti e famiglie devono poter avere spazi di democrazia in cui poter far valere la propria voce nella programmazione e organizzazione didattica. Tutto ciò si sviluppa in una visione completamente opposta rispetto a quella del Preside-manager di una scuola-azienda della ‘Buona Scuola’. Spazi di democrazia che, necessariamente, richiedono un investimento statale che possa far recuperare una situazione edilizia disastrosa e porti a finanziare servizi scomparsi o in fase di distruzione. Per questo saremo in piazza a fianco dei lavoratori della scuola martedì 5 maggio, a Milano. Per i diritti degli studenti, in una scuola che possa realmente cambiare il Paese”.

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STUDENTI E STUDENTESSE IN PIAZZA il #12dic SCIOPERO GENERALE

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Il 12 Dicembre parteciperemo allo Sciopero Generale indetto da CGIL e UIL, con uno spezzone studentesco nel corteo di Milano. Porteremo in piazza le nostre rivendicazioni e proposte su Scuola, Università e Ricerca.

  • Per bloccare i tagli a Università, Ricerca e AFAM
  • Per chiedere maggiori finanziamenti per il Diritto allo Studio, una Legge quadro Nazionale e la copertura totale delle Borse di Studio
  • Per impedire la penalizzazione degli studenti fuoricorso con il Costo Standard e avere, invece, più strumenti e risorse didattiche
  • Per una riforma dei cicli, che risolva problemi di orientamento in entrata e uscita dalle scuole medie e superiori e abbatta la dispersione scolastica
  • Per un cambiamento radicale del sistema d’accesso universitario, con il coinvolgimento immediato degli studenti
  • Per un potenziamento dell’alternanza scuola-lavoro che riduca dualità nei percorsi formativi. Vogliamo superare il binomio studiare o lavorare per arrivare invece ad un percorso formativo che tenga insieme apprendimento tramite studio e approccio al lavoro.
  • Per avere uno Statuto dei diritti degli Studenti e delle Studentesse in stage, tirocinio e alternanza, e per chiedere diritti, tutele e riconoscimento a tutti i soggetti impegnati nel completamento del loro percorso di formazione e specializzazione, dagli studenti delle scuole superiori ai Praticanti e agli Specializzandi.
  • Per l’introduzione del ruolo unico della docenza, che garantisca pari dignità a ricercatori e docenti, scardinando le baronie che danneggiano didattica e ricerca
  • Per ribadire che se non si riparte dall’istruzione e dal lavoro, il nostro Paese non avrà futuro.