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L’Università rialza la testa: il blocco della VQR e la richiesta di tornare a investire in Università e Ricerca

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Giovedì 4 febbraio si è tenuta nel Dipartimento di Fisica un’assemblea di docenti dell’Università di Pavia. In aula erano presenti 95 docenti, un numero considerevole, mai visto riunito, in una sola volta, dal periodo di proteste contro la Legge Gelmini.

Dall’assemblea è uscito un documento in cui i docenti partecipanti riprendono in mano tematiche su cui noi studenti non abbiamo mai abbassato la guardia anche dopo la stagione di mobilitazione contro la Legge 240. Si riconosce l’indifferenza del Governo di fronte alla grave situazione di sottofinanziamento del sistema universitario. Il centro della protesta sta nel bloccare la presentazione delle pubblicazioni per la VQR (Valutazione della Qualità della Ricerca), sia per le problematicità insite all’interno di questo sistema di valutazione, sia perché questo viene utilizzato come processo di finta-premialità con cui in realtà si redistribuiscono i tagli al finanziamento ordinario ai vari atenei, in base ai risultati. Si criticano i provvedimenti “spot” del Governo in Legge di Stabilità e si sottolinea il silenzio nei confronti delle richieste economiche dei docenti universitari, già sotto pressione per il prolungato blocco del turnover. 

Avevamo denunciato questi problemi ancor prima che la Legge Gelmini fosse approvata e non abbiamo mai smesso durante gli anni, nonostante la difficoltà di rapportarci con il necessario adeguamento a uno scenario legislativo mutato. Non abbiamo mai smesso, perché i tagli e i provvedimenti legislativi in materia universitaria dal 2008 in poi hanno puntato a indebolire ancor più il diritto allo studio, a colpire pesantemente chiunque avesse un rapporto di lavoro precario e a ridurre sempre più il numero di docenti e ricercatori universitari.

Le facce in quella sala del Dipartimento di Fisica non erano sicuramente quelle di chi potrebbe aver paura di sottoporsi alla valutazione dei propri prodotti di ricerca: l’Università di Pavia, a fronte di una VQR fatta di insensati indicatori, ha sempre avuto valutazioni ottime. Le facce in quella sala erano quelle di chi è stanco di essere considerato un elemento “ulteriore” del Paese e non, come dovrebbe essere, il cuore del motore culturale, economico e sociale del sistema.

Speriamo che le facce viste in quella sala possano aumentare con i giorni e con le settimane e di vederne altre, di altri docenti che non accettano di sottostare a un preciso disegno di distruzione dell’università pubblica. Noi non abbiamo mai smesso di lottare per un’istruzione pubblica, statale, di qualità, per l’abbattimento di ogni barriera d’accesso, per il diritto allo studio e per il diritto a un corretto e dignitoso trattamento dei lavoratori della conoscenza.
La testa non l’abbiamo mai abbassata anche sotto ai colpi più duri.
Sembra sia arrivato il momento in cui rimettersi tutti dalla stessa parte a lottare per difendere l’Università. Noi siamo con i 95 docenti riuniti al Dipartimento di Fisica. 
Per il bene degli studenti e, quindi, dell’Università.

Come sempre, ogni giorno.

Coordinamento per il diritto allo studio – UDU Pavia