CDA: Un altro bilancio illegale sotto l’albero

In data 21 Dicembre 2016, durante il Consiglio di Amministrazione dell’Università di Pavia, è stato   discusso e votato il bilancio preventivo 2017.

I rappresentanti del Coordinamento per il Diritto allo Studio-UDU Pavia, Luigi Profeta e Ludovica Boschiero, eletti in tale organo dichiarano: “Abbiamo innanzitutto fatto notare che in questa previsione di budget non è stata applicata l’attuale Legge di Bilancio, la quale propone diversi cambiamenti nella regolamentazione della contribuzione studentesca. Tra i più rilevanti, sicuramente, spiccano: l’introduzione di una zona di NO-TAX AREA per gli studenti con un ISEE inferiore a 13.000 euro e una contribuzione progressiva calmierata nella fascia ISEE tra 13.000 e 30.000 euro. Inoltre viene istituito un contributo onnicomprensivo annuale, che sostituisce ogni tipo di contribuzione e tassa imponibile agli studenti.”
 
Continuano i rappresentanti degli studenti: “Altra criticità è che l’Università di Pavia continui ad applicare la Legge Monti, che prevede l’esclusione degli studenti fuori corso dal conteggio del limite massimo di contribuzione che l’Università può richiedere (20% del Fondo di Finanziamento Ordinario). Tuttavia, le sentenze da noi avanzate e vinte in Consiglio di Stato ritengono che questa esclusione possa avvenire solamente nel caso in cui venga emanato ogni anno un Decreto Ministeriale che definisca i limiti entro cui maggiorare la contribuzione per gli studenti fuori corso.
Abbiamo quindi deciso di esprimere un voto contrario al Budget preventivo 2017, in quanto l’Università di Pavia non può applicare la Legge Monti proprio perchè mancano le misure attuative ai decreti ministeriali”

Conclude Luigi Profeta, Segretario del Coordinamento per il Diritto allo Studio UDU-Pavia: “E’ da mesi che continuiamo a ribadire, all’interno degli Organi di Governo della nostra Università, che la contrarietà alla legge Monti è anche una scelta politica dell’associazione di cui faccio parte. Infatti tale legge è in contrasto ai buoni principi di uguaglianza, sanciti dalla nostra Costituzione: pensiamo che così come contribuisce intellettualmente ed economicamente uno studente in corso, così contribuisce uno studente iscritto fuori corso. Una distinzione fra le due categorie la riteniamo profondamente ingiusta.”

 

Bonus fratelli e annullamento more: la buona rappresentanza non va in vacanza!

csm_efaktor_sommerferie_2016_3d80473025Nella seduta del Consiglio di Amministrazione dell’Università degli studi di Pavia riunitosi in data 26 luglio 2016; i rappresentanti degli studenti del Coordinamento per il Diritto allo Studio – UDU Pavia hanno ottenuto una grande vittoria in materia di tassazione universitaria. Infatti, a partire dal prossimo anno accademico, le famiglie che hanno più di un figlio potranno usufruire del cosiddetto Bonus Fratelli ovvero un’agevolazione di 300 euro sulla seconda rata per ogni fratello o sorella iscritto presso il nostro Ateneo. Il bonus è destinato alle famiglie che presentano un ISEE di un ammontare inferiore o pari a 45 mila euro.

Luigi Profeta, Il Segretario del Coordinamento per il Diritto allo Studio – UDU Pavia, dichiara: “ Siamo veramente soddisfatti di aver raggiunto questo grande risultato che andrà ad incidere notevolmente sulla tassazione, materia sulla quale noi siamo fortemente sensibili. Naturalmente non è un punto di arrivo ma di partenza in quanto il nostro obbiettivo sarà quello di modificare il modello di tassazione applicato dal nostro Ateneo. La nostra prossima istanza sarà quella di proporre l’applicazione di una NO TAX AREA per le famiglie meno abbienti. Nella stessa seduta è stato approvato anche l’annullamento della mora prevista in caso di mancato perseguimento del titolo di studi entro il 30 aprile. Tale esonero è previsto soltanto nel caso in cui lo studente entro il 31 dicembre dell’anno solare in cui sarebbe dovuto procedere all’iscrizione al nuovo anno accademico si trovi a non avere più di 24 crediti mancanti nella propria carriera, al netto dei crediti legati alla prova finale.

Profeta continua: “Noi, del Coordinamento per il Diritto allo Studio, forti del nostro impegno nella difesa e tutela dei diritti degli studenti riteniamo inopportuno l’accanimento da parte di Unipv con l’applicazione di un’aggiunta gravosa come la mora imposta senza il verificarsi dell’inadempienza da parte dello studente.

Con le delibere oggi, approvate in CdA, continuiamo il nostro impegno per la difesa del diritto allo studio, tutelando le famiglie che si trovano nelle fasce di reddito più deboli, le quali nel periodo storico in cui viviamo risultano maggiormente colpite dalla crisi economica.”

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VITTORIA DELL’UDU PAVIA IN CONSIGLIO DI STATO: rassegna stampa!

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RASSEGNA STAMPA:

http://www.corriere.it/scuola/universita/16_marzo_18/tasse-fuorilegge-pavia-giudice-ordina-risarcire-studenti-905f77c2-ed06-11e5-a691-1e1091159f0c.shtml

http://www.scuola24.ilsole24ore.com/art/universita-e-ricerca/2016-03-18/universita-vanno-restituite-tasse-che-sforano-tetto-20percento-finanaziamenti-statali-ricevuti-195414.php?uuid=AC8LDxqC

http://www.articolo21.org/2016/03/tasse-universitarie-fuorilegge-a-pavia-milioni-di-euro-risarciti-agli-studenti-ricorso-udu-accolto-dal-consiglio-di-stato-adesso-riformare-il-sistema/

http://www.corriereuniv.it/cms/2016/03/universita-tasse-fuorilegge-pavia-studenti-risarciti-quasi-2-milioni-euro/

http://www.lanotiziagiornale.it/atenei-bocciati-sulle-tasse-gli-studenti-saranno-risarciti/

http://www.unionedegliuniversitari.it/tasse-universitarie-fuorilegge-a-pavia-milioni-di-euro-risarciti-agli-studenti-ricorso-udu-accolto-dal-consiglio-di-stato-adesso-riformare-il-sistema/

http://www.tecnicadellascuola.it/item/19258-pavia-condannata-per-tassazione-fuori-legge.html

http://www.studentville.it/blog/news-8/a_pavia_tasse_universitarie_illegali-4165.htm

http://newsitalialive.it/pavia-udu-vince-contro-universita-2milioni-di-euro-da-restituire-agli-studenti/

http://www.rivistauniversitas.it/articoli.aspx?IDC=3734

http://agipapress.blogspot.it/2016/03/pavia-il-consiglio-di-stato-da-ragione.html?view=sidebar

http://www.roars.it/online/consiglio-di-stato-a-pavia-tassazione-fuori-legge-ateneo-dovra-risarcire-17-milioni-agli-studenti/

http://unipv.waypress.eu/RassegnaStampa/LeggiArticolo.aspx?codice=SI41046.TIF&subcod=20160321&numPag=2&tipo=GIF

http://unipv.waypress.eu/RassegnaStampa/LeggiArticolo.aspx?codice=SI41052.TIF&subcod=20160321&numPag=2&tipo=GIF

http://unipv.waypress.eu/RassegnaStampa/LeggiArticolo.aspx?codice=SI41051.TIF&subcod=20160321&numPag=2&tipo=GIF

http://unipv.waypress.eu/RassegnaStampa/LeggiArticolo.aspx?codice=SIM6268.TIF&subcod=20160319&numPag=2&tipo=GIF

http://unipv.waypress.eu/RassegnaStampa/LeggiArticolo.aspx?codice=SIM6262.TIF&subcod=20160319&numPag=1&tipo=GIF

 

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Tasse alle stelle: il Rettore si rifiuta di parlarne

La mattina del 22 marzo 2016 si è tenuta la terza seduta dell’anno del Consiglio d’Amministrazione dell’Università di Pavia. In quella seduta i rappresentanti degli studenti del Coordinamento per il diritto allo studio – UDU Pavia hanno presentato 5 mozioni. Nei fatti se ne è discussa solamente una. Una mozione non è stata inserita all’Ordine del Giorno. Le altre 3 sono state raggruppate e “stralciate” durante la seduta su intervento diretto del Rettore.

Luigi Profeta, segretario del Coordinamento per il diritto allo studio – UDU Pavia, dichiara: “Al CdA di oggi si sono verificati fatti gravissimi. In una mozione presentata chiedevamo informazioni rispetto ai problemi strutturali del Polo di Farmacia, chiuso per inagibilità, e volevamo capire come stesse agendo l’amministrazione. Questa mozione non è stata inserita nell’Ordine del Giorno, nonostante l’avessimo presentata ben prima della scadenza dei limiti per la presentazione dei punti, secondo i regolamenti vigenti in Università. Alla fine della seduta del 22 marzo abbiamo poi ricevuto una mail in cui si dice che ‘il Rettore valuterà l’inserimento dell’interpellanza in una delle prossime sedute del Consiglio di Amministrazione’”. 

Prosegue il segretario del Coordinamento per il diritto allo studio: “Il fatto ancor più grave riguarda le mozioni di salvaguardia sul nuovo ISEE che avevamo presentato: una mozione chiedeva l’esclusione del computo della borsa di studio dall’ISEE utilizzato per la contribuzione; un’altra chiedeva di iniziare a ragionare su provvedimenti utili ad annullare o ridurre gli effetti dell’incremento della contribuzione dovuti all’introduzione del nuovo ISEE; un’altra ancora chiedeva che il Rettore si facesse portavoce presso Regione Lombardia della necessità di avere più fondi rispetto a quelli attualmente concessi dalla Regione per il diritto allo studio.”

Mattia Sguazzini – Consigliere di Amministrazione dichiara: “Dopo averci attaccati, asserendo che non teniamo al bene dell’Ateneo perché provocheremmo un dispendio di energie, chiedendo di trattare questi temi in Consiglio di Amministrazione, il Rettore ha deciso di non discutere delle tematiche, senza nemmeno mettere al voto le mozioni”.

Conclude Profeta: “Questo metodo irrispettoso nei confronti degli studenti e dei rispettivi rappresentanti deve finire. Già una volta l’Ateneo ha preferito lo scontro frontale, senza dialogare con noi, e il Consiglio di Stato ha scritto la parola giustizia sulla nostra linea. Questa volta l’Università ha sorpassato ogni limite: oltre a non aver ancora espresso alcun giudizio sulla sentenza del Consiglio di Stato in merito allo sforamento della tassazione studentesca, ora il Rettore si rifiuta di parlare dell’aumento delle tasse dovuto all’utilizzo del nuovo ISEE e ci attacca. Questa è la considerazione che il Rettore ha di noi. E riteniamo che non sia accettabile un atteggiamento oltre ogni limite della logica e del rispetto. Se pensa di fermarci con gli attacchi e l’utilizzo del suo potere di Presidente del Consiglio di Amministrazione ha sbagliato luogo: non ci siamo mai fermati e mai ci fermeremo per tutelare i diritti degli studenti. In ogni sede chiederemo di trattare questi problemi e faremo valere i nostri valori e le nostre opinioni”.

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Tassazione fuori legge: “Non accettiamo il silenzio. Vogliamo le scuse”

Coordinamento per il diritto allo studio – UDU Pavia, Tassazione fuori legge: “Non accettiamo il silenzio. Vogliamo le scuse!”

Luigi Profeta, segretario del Coordinamento per il diritto allo studio – UDU Pavia, dichiara: “Sono passate ormai oltre 24 ore dal deposito della sentenza del Consiglio di Stato con cui si è stabilito che l’Università di Pavia dovrà restituire i soldi “scippati” agli studenti, oltre la soglia stabilita dalla Legge. Nonostante ciò, i vertici dell’Università di Pavia dell’epoca non ci ha ancora inviato alcun tipo di scusa. Allo stesso modo l’attuale amministrazione universitaria non si è ancora pronunciata. Questo silenzio è inaccettabile. Aspettiamo le scuse del Prof. Stella, ex Rettore dell’Università, e del Prof. Rampa, ex Pro Rettore al Bilancio”.

Il segretario dell’ UDU – Pavia continua: “Quelle scuse le devono alla nostra associazione e a tutta la comunità accademica, in particolare a tutte le persone che si sono opposte alla riforma sulla contribuzione decisa da quell’amministrazione universitaria nel 2010. Il comportamento tenuto all’interno delle istituzioni universitarie, in sede processuale, all’interno della CRUI rispetto a questo procedimento è stato irresponsabile dal punto di vista politico e arrogante nei confronti degli studenti e dei rappresentanti degli studenti della nostra associazione. Le offese portate da quell’arroganza e quell’atroce freddezza aspettano parole di scusa così come aspettiamo le dichiarazioni dell’attuale Rettore, visto che, nonostante abbia impostato una campagna elettorale all’insegna del ‘cambiamento’, ha proseguito pedissequamente le linee precedentemente impostante, appello in Consiglio di Stato le ulteriori sentenze a noi favorevoli sui bilanci successi al 2010.”

Conclude Luigi Profeta: “Siamo consapevoli che l’esistenza di posizioni e punti di vista differenti è inevitabile, ma quello che non accettiamo e ci risulta intollerabile è la totale mancanza di rispetto e la ripetuta derisione per l’esserci limitati a chiedere l’applicazione di  una norma il cui significato era ben evidente a chiunque e che ,invece, l’ateneo ha consapevolmente violato. Questa vicenda dimostra non solo la fondatezza delle nostre pretese, ma anche il rispetto e la considerazione  che esse meritavano dai vertici dell’ateneo, i quali -ancora una volta- si sono creduti onnipotenti e immuni da qualsiasi vincolo legislativo.”

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2 milioni di euro da restituire agli studenti: UDU Pavia vince in Consiglio di Stato contro l’Università: “Le tasse nel 2010 erano fuorilegge”

Il 7 aprile due nuove udienze, i milioni di rimborso possono diventare 6

Come Coordinamento per il Diritto allo Studio – UDU Pavia, l’associazione studentesca più vecchia d’Italia, crediamo d’aver scritto la più importante pagina di storia nelle vittorie degli studenti di questo paese.

Il Consiglio di Stato, in data 17 marzo 2016, ha confermato quanto già deciso dal TAR Lombardia nel 2011: l’Università di Pavia dovrà rimborsare agli studenti le tasse chieste oltre la soglia stabilita dalla Legge.

Orgogliosi, continueremo, in ogni sede, a difendere i diritti degli studenti e il carattere pubblico dell’università italiana, messo a dura prova dalle politiche governative degli ultimi 8 anni.

Luigi Profeta, segretario del Coordinamento per il diritto allo studio – UdU Pavia, dichiara: “L’associazione pretende scuse ufficiali dai vecchi vertici dell’Ateneo per l’arroganza con cui si è comportata in questi ultimi 6 anni, a partire dall’approvazione di quel provvedimento adottato da un Consiglio di Amministrazione convocato irregolarmente, occupato dagli studenti e dai dottorandi, spostato in un’altra sala, protetto dalla Polizia per non ascoltare la nostra voce, arrivando a tutti i tavoli che l’associazione ha chiesto e che l’Università non ha concesso con l’arroganza di dire che non c’era spazio per fare cose di questo tipo. Oggi, ancor con maggior convinzione, possiamo affermare che l’occupazione di quel CdA fu compiuta da studenti e dottorandi che volevano far valere i propri diritti e si sono ritrovati indagati penalmente senza fondamento. La Sentenza del Consiglio di Stato del 17 marzo sancisce che gli studenti avevano ragione a bloccare quel CdA e che l’Università di Pavia, fino all’introduzione della “norma Monti”,1 ha avuto un bilancio fuori legge come molti altri atenei italiani, elemento che comunque non va a favore dell’UniPV. Per questa ragione il Coordinamento ha sempre votato contro i bilanci dell’Ateneo, chiedendo venisse messo a verbale che il motivo fosse lo sforamento del tetto del 20% della contribuzione studentesca rispetto ai fondi ministeriali. Finalmente, questa sentenza del Consiglio di Stato, confermando la decisione del TAR Milano, stabilisce definitivamente che questa soglia è vincolante e non indicativa e che l’Università l’ha violata nonostante le nostre insistenti richieste contrarie”.

Prosegue il segretario del Coordinamento per il diritto allo studio: “Nel 2010 abbiamo deciso di intraprendere questa via legale perché, dai tagli del 2008 in poi, avevamo benissimo inteso come si sarebbe ridotta l’Università italiana. Invece di schierarsi con gli studenti, molti Rettori, tra cui il nostro, che era in Giunta CRUI come l’attuale Rettore, invece di fare la voce grossa con gli altri Rettori per chiedere di eliminare i tagli stabiliti dalla Legge 133 del 2008 di Tremonti e dalla Legge 240 del 2010 della Gelmini, preferirono restare nel silenzio e con stratagemmi, che possiamo definire fatti in malafede, e approvare in fretta e furia un aumento della contribuzione studentesca per scaricare sulla componente più debole i frutti scellerati della politica governativa di tagli all’Università. I dati nazionali dell’UDU del 2011 parlavano di uno sforamento di 5 milioni di euro per quell’anno. Per quanto riguarda, invece, la parte incriminata di aumento di seconda parte del 2010, il MIUR, assieme al MEF ha sancito che la cifra è di 1 milione e 727mila euro, oltre naturalmente agli interessi nel frattempo maturati”.

Rincalza Profeta: “Il primo ricorso è stato depositato dopo l’approvazione, scortata dalla Polizia, del CdA a maggioranza, con il nostro voto contrario rispetto all’aumento delle tasse studentesche. Per le stesse ragioni sono stati accolti in primo grado anche i ricorsi contro i bilanci del 2011 (completamente) e del 2012 (parzialmente fino all’introduzione della “cosiddetta norma Monti”). È un dato il fatto che la maggioranza parlamentare che sosteneva il Governo Monti abbia modificato la normativa sulla contribuzione studentesca dopo il nostro ricorso fatto nel 2010 qui a Pavia e vinto in primo grado nel 2011. È altresì un fatto che, con il nostro ricorso, bocciamo politicamente quella scelta scellerata del PD, del PDL e dell’UDC durante il Governo Monti. Per quel che riguarda Pavia, ci saranno due nuove udienze il 7 aprile relativi agli appelli sui ricorsi riguardanti il bilancio 2011 e 2012. Se, come auspichiamo, gli appelli dell’Università dovessero essere respinti, l’Ateneo dovrà restituire il maltolto agli studenti: oltre al milione e 700mila euro del 2010, i già calcolati 2 milioni e 168mila euro del 2011 e 1 milione 724mila euro del 2012 (che sarebbero stati 4 milioni 144mila euro applicando la norma originaria e conteggiando anche le tasse dei fuori corso)

Il segretario dell’UDU Pavia continua: “Ci teniamo a sottolineare che parliamo di responsabilità. Perché è la parola che l’Università con noi non ha mai utilizzato in questi anni. Noi non ci accaniamo contro l’Università di Pavia, ma la nostra azione, che voleva essere di rivendicazione nazionale, non ha mai trovato uno sbocco istituzionale locale per trovare una soluzione per abbassare la contribuzione degli studenti con un accordo tra le parti. Siamo contenti che giustizia sia stata fatta e che il Consiglio di Stato abbia respinto in toto l’appello dell’Università contro la sentenza del T.A.R. Di accoglimento del nostro ricorso del 2010. Teniamo a sottolineare come, già prima della prima udienza al TAR, l’Università, sapendo di aver fatto delle porcate, che riguardavano tasse fisse a tutti senza parametri di reddito, discriminazioni sugli extracomunitari, e tasse aggiuntive per borse dei dottorandi, avesse, in corso d’opera, modificato alcuni aspetti di quella riforma di contribuzione, nel disperato tentativo di togliere frecce all’arco delle argomentazioni degli studenti. Ovviamente senza il nostro ricorso nessuna di quelle scelte gravissime e discriminatorie sarebbe stata eliminata. Aspettiamo, anche da parte degli attuali vertici, una ferma condanna rispetto all’operato della scorsa amministrazione e ci aspettiamo scuse pubbliche dal precedente Rettore Angiolino Stella e dall’ex Prorettore al Bilancio Lorenzo Rampa”.

Riteniamo stupefacenti e infondate le affermazioni contenute nell’appello dell’Università, secondo cui da parte nostra vi sarebbe stata una campagna di stampa denigratoria dell’Ateneo pavese. Nulla di più falso. Ovviamente abbiamo diffuso alla stampa i risultati della sentenza del T.A.R., ma riteniamo che informare i cittadini che il bilancio di Ateneo fosse illegittimo e violasse la legge non costituiva “lesa maestà” o denigrazione dell’ateneo ma al contrario una battaglia di civiltà e di rispetto delle regole e dei diritti fondamentali. Forse l’immagine dell’Università è stata appannata in modo molto più grave dalla miopia dei vertici dell’Ateneo, che con arroganza e con la forza hanno voluto a tutti i costi ignorare le nostre richieste, andando a sbattere contro le sentenze della Giustizia Amministrativa.

Conclude Luigi Profeta. “Ci impegneremo per trovare un accordo con l’Università sulle modalità di rimborso agli studenti iscritti negli anni accademici interessati, con il consueto aiuto dei nostri legali. Un immenso ringraziamento va agli Avvocati Ticozzi (per il primo grado), e Ferrari (per il secondo grado) che, con grande professionalità e decisione hanno portato avanti questi ricorsi. Ci teniamo a ringraziare anche i compagni del Coordinamento che, nel 2010, hanno portato avanti una battaglia di mobilitazione e rivendicazione fuori e dentro gli organi istituzionali, con l’obiettivo di difendere a 360 gradi i diritti degli studenti del nostro Ateneo, con lo sguardo saldamente rivolto anche all’orizzonte dei problemi nazionali. Il Consiglio di Stato si è espresso giuridicamente su un principio cardine che ha evidenti risvolti politici alla base di quell’azione e di una grossa fetta dell’azione portata avanti dalla nostra associazione anche oggi: crisi e austerità non devono essere pagate dagli studenti e dalle relative famiglie”.

1 Per la precisione va sottolineato che l’esclusione delle tasse versate dai fuori corso dal calcolo della soglia del 20 % tra contributi studenteschi e finanziamenti statali è stata una scelta parlamentare della maggioranza che sosteneva il Governo Monti (PD, PDL, UDC).

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Seconda rata alle stelle? Effetto nuovo ISEE. Cosa faremo negli organi.

Luneddati iseeì 7 marzo si è tenuto il Gruppo di Lavoro sulla contribuzione studentesca dell’Ateneo.
Abbiamo chiesto dei chiarimenti in merito al metodo di pagamento: sarà possibile “rateizzare” la contribuzione, contattando l’Ufficio Tasse e concordando un dilazionamento del pagamento.
 
L’altro punto che siamo riusciti a concordare già in quella sede è la proroga della scadenza della seconda rata: il pagamento andrà effettuato entro l’11 aprile e non entro il 31 marzo, come precedentemente comunicato dagli Uffici.
 
Permangono, però, grosse criticità che avevamo già segnalato: gli “esodati” dal diritto allo studio (sia dal punto di vista di chi ha perso la borsa di studio, sia dal punto di vista di chi, oltre ad aver perso la borsa, si è visto catapultato in quarta fascia per il pagamento della retta dei collegi) non hanno ancora meccanismi di tutela all’interno della contribuzione.
Questa parte di componente studentesca è quella più a rischio: oltre ad aver perso la borsa, ad aver perso “di fatto” i benefici sulla residenza rischiano di dover pagare una contribuzione su un ISEE che considera reddito la borsa di studio percepita l’anno precedente e delle tasse che invece fino al precedente anno non dovevano pagare.
 
Dai dati attualmente in possesso dell’Ateneo non è ancora possibile quantificare realmente quale sarà l’aumento del gettito generale della contribuzione studentesca in base agli effetti del nuovo ISEE, poiché molti studenti devono ancora presentare tardivamente la certificazione. Tuttavia è già visibile che questo aumento, come avevamo preventivato, ci sarà e sarà consistente, oltre che sul gettito generale, soprattutto a livello individuale. 
Pur riconoscendo che il nuovo indicatore può andare a intercettare eventuali movimenti bancari, tenendo conto della giacenza media e non più del saldo a fine anno, ci saranno dei sensibili aumenti della contribuzione dovuti al nuovo ISEE per via della parte patrimoniale, non per forza dovuti a reali aumenti della “ricchezza” familiare ma dovuti alla sola modifica dell’indicatore.
 
Nonostante la grave situazione di sottofinanziamento dell’Ateneo, come di tutto il sistema universitario italiano, però, non ci fermeremo.
Abbiamo intenzione di chiedere che l’Ateneo scorpori dalla parte reddituale la borsa di studio percepita negli anni precedenti per quanto riguarda la collocazione nella fascia di reddito.
Chiederemo che anche il Rettore si mobiliti a livello regionale per chiedere dei finanziamenti affinché gli studenti “esodati” dal diritto allo studio possano ricevere forme consistenti di ammonizzazione del disagio creato dall’introduzione del nuovo ISEE.
Completeremo l’analisi della variazione dell’impatto del nuovo indicatore ISEE e proporremo dei provvedimenti per far sì che, anche a eventuale pagamento avvenuto, si possa intervenire per tutelare, soprattutto le fasce più deboli, dagli effetti negativi che sta portano il nuovo ISEE.
 
Non sarà facile, ma non ci fermiamo di fronte ad alcuna difficoltà.
Essere rappresentanti degli studenti vuol dire difendere i diritti degli studenti ogni giorno. Sempre.